Ecobio Maglie: un nuovo inceneritore sulle spoglie della Copersalento

// INCHIESTA// 1// Maglie. Che cosa si brucerà precisamente? 50 pagine, molti interrogativi senza risposta

MAGLIE – Il progetto per la realizzazione di un “Impianto di valorizzazione energetica del biogas derivante dalla digestione anaerobica a secco e da compostaggio in biotunnel della Frazione organica dei Rifiuti solidi urbani (FORSU) e di rifiuti da manutenzione del verde operante in assetto cogenerativo” è stato protocollato al Comune di Maglie il 31 marzo scorso. Porta la firma dell’ingegnere Domenico Zaccaria e la ditta è la Ecobio Maglie srl di Monopoli (LEGGI QUI PER SAPERE CHI SONO).

ecobio Maglie

Il frontespizio del progetto presentato dalla EcoBio Maglie Srl L’impianto ha una potenza inferiore ad un Mw. Sono 50 pagine in cui si descrive come dai rifiuti organici si produce gas che, bruciato, produce energia da vendere ad Enel, ricevendo incentivi statali. Il progetto presenta molti punti poco chiari o addirittura carenti: non si dice se ci saranno o meno emissioni in atmosfera, ma si fa riferimento a un camino per i “fumi” e una torcia. Si prevede che saranno conferiti rifiuti ‘FORSU’ (frazione organica da rifiuto solido urbano) pari a 50 tonnellate al giorno per un totale di 18mila tonnellate l’anno.

ecobio Maglie

Il bilancio di materia, ovvero come l'impianto si alimenterà Più in là però, quando si fanno le proiezioni del gas che sarà prodotto e bruciato, vediamo anche che il gas sarà prodotto da “fanghi”, “carcasse animali”, scarti dell’agroindustria, colture agricole dedicate. Leggendo la tabella relativa alle quantità di gas metano prodotto dalla macerazione dei rifiuti organici, leggiamo che in realtà il grosso del business non arriva dal FORSU, ma dalle carcasse animali e dalle colture agricole dedicate, che non sono meglio specificate. Anche i “fanghi” verrano immessi nell’impianto: ma quali fanghi, di che tipo?

ecobio Maglie

Le proiezioni del gas prodotto Anche sulla composizione del biogas ci sono molti dubbi: il 50% del gas prodotto è metano e verrà bruciato, il 45% è anidride carbonica (sarà dunque immessa nell’aria?) e il 5% “altro”. Altro cosa? E che fine farà?

ecobio Maglie

La composizione del biogas Ancora più in là leggiamo che “il rifiuto dovrà essere vagliato in modo da separare la frazione organica dal resto del materiale (inerte, plastica, metalli,…) I pretrattamenti sul rifiuto in ingresso non dovranno essere particolarmente spinti, in quanto il processo non è sensibile ad eventuali impurità residue nella FORSU”. Significa forse che plastica metalli e “….” proprio così, tre puntini di sospensione, significa forse che saranno tutti buttati dentro ai capannoni? E se si, che tipo di “compost” si produrrà? Dopo che sarà captato il gas e bruciato per produrre energia, che fine farà quel compost con dentro plastica, metalli e “…”? Non si potranno certo coltivare le piante…Né commercializzare. Si brucerà? Dove? Si parla poi di un camino in acciaio alto sei metri per lo “scarico dei fumi in atmosfera”. Non specifica quanti fumi e di che tipo.

ecobio Maglie

Il camino Infine una “torcia di emergenza ad alta temperatura brucerà il gas in eccesso”. Quanto ne brucerà? La combustione del gas in eccesso produrrà fumi? Si sommeranno, questi fumi, a quelli emessi dal camino di 6 metri?

La torcia E non sappiamo come sia possibile autorizzare ancora emissioni di fumi nel basso Salento, dove nel “triangolo della morte”, Maglie-Galatina-Casarano, si muore di tumore più che a Taranto, più che nel resto d’Italia (LEGGI QUI, QUI, E QUI) Non ci sono risposte nella relazione. E d’altra parte, (LEGGETE QUI) al sindaco Fitto non interessano, né s’è letta la relazione sul progetto. Leggi l'intera inchiesta: Parte 2: Di chi è la EcoBio Maglie Parte 3: Copersalento, il mostro è ancora lì Parte 4: EcoBio e Copersalento. Il sindaco Fitto: ‘Ho altro a cui pensare' Parte 5: Copersalento, come un sansificio diventò inceneritore e centrale termoelettrica Parte 6: EcoBio Maglie. Gianfreda (Cttm): ‘No a nuove Copersalento' Parte 7: Cesari (Pd): ‘Contro EcoBio, la coscienza civica'

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati