EcoBio Maglie. Gianfreda (Cttm): ‘No a nuove Copersalento’

// INCHIESTA// 6// Maglie. Il Coordinamento tutela del territorio magliese è contro qualunque progetto previsto nell’area della ex centrale termoelettrica: “Esposti ai veleni per decenni”

MAGLIE – “La diossina può far male anche dopo decenni. Per questo bisogna eliminarla”. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi da Luigi Gianfreda, portavoce del Coordinamento tutela del territorio magliese, alla notizia del progetto della società EcoBio Maglie Srl di un nuovo stabilimento per la produzione di energia da realizzare sull’area della ex Copersalento. I cittadini hanno paura di ripiombare nell’incubo collegato alle emissioni nocive in atmosfera. Anche perché nell’area in questione, dove per 30 anni la Copersalento ha funzionato, non è stata realizzata alcuna bonifica. La diossina è ancora lì. Perché il Cttm è contrario al progetto della EcoBio Maglie? “Maglie per anni si è trovata al centro di un ‘triangolo dei veleni’ costituito dai due cementifici (a Galatina e a Muro Leccese) e dalla Copersalento. Come se non bastasse, si è scoperto che anche gli inquinanti di Cerano, trasportati dal vento, vengono a ricadere in prossimità di questo territorio. E’ ormai un fatto assodato che Maglie sia stata esposta per decenni ad una quantità enorme di veleni, causa dell’aumento delle patologie oncologiche tra i suoi abitanti e che non può e non deve sopportare la presenza di un nuovo impianto di trattamento di rifiuti e combustione in alcun altro luogo”. Il vostro è un “no” ad ogni insediamento nell’area della ex Copersalento. “Esatto. Gli inquinanti inevitabilmente prodotti, si abbatterebbero nuovamente su un territorio e su una popolazione troppo fragili. Dopo essersi sbarazzati dell’ecomostro più vicino, la Copersalento, i cittadini magliesi stanno iniziando a respirare aria più pulita, stanno accarezzando l’idea di poter essere protagonisti di uno sviluppo economico sostenibile che valorizzi la vocazione commerciale, turistica ed enogastronomica del territorio. Inoltre non dimentichiamo il fatto che nei terreni posti a meno di un chilometro a nord-ovest della Copersalento è stata individuata l’area che ospiterà il nuovo Grande Ospedale dell’area adriatica del Salento. E’ quindi semplice buon senso ritenere che questo territorio non avrebbe alcun vantaggio dall’installazione di un simile impianto. E quando il sindaco Fitto, sui giornali parla di ‘necessità di chiarire il ritorno occupazionale’ di quanti troverebbero lavoro presso EcoBio Maglie, dimentica di valutare la quantità di posti di lavoro che andrebbero persi in tutti gli altri settori dell’economia cittadina, penalizzati dall’odore nauseabondo e tossico delle emissioni dell’impianto, e dell’ulteriore rischio aumento di malattie che, in tutta probabilità, si potrebbe verificare”.

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