Arenile livellato per far posto agli ombrelloni. Sigilli al Baron Beach

Porto Cesareo. L’area sequestrata ricade nella riserva naturale. L’imprenditore aveva avvisato il Comune ma non l’Ente Parco

PORTO CESAREO – Dune ed arenili spianati per far posto agli ombrelloni. E’ l’immagine più brutta dal Salento turistico. Uno dei temi che è stato portato alla luce la scorsa settimana in occasione della conferenza organizzata dal CMCC di Lecce sull’erosione costiera.

Porto Cesareo

Un nuovo episodio è stato scoperto ieri dai carabinieri della Stazione di Porto Cesareo, con i colleghi dell’Ufficio locale marittimo e della Polizia municipale. I militari hanno sequestrato un’area di 950 metri quadrati di arenile in zona “Padula Fede”, all’interno della riserva naturale di Porto Cesareo. Si tratta di un’area di interesse comunitario dal delicato equilibrio naturale. Denunciato il titolare dello stabilimento balneare “Baron Beach”, che ha la concessione demaniale sull’area. Secondo i carabinieri avrebbe commissionato lo spianamento del cumulo di sabbia creatosi a ridosso della battigia per estendere l'area su cui collocare ombrelloni e lettini. L’uomo risponde di danneggiamento aggravato, deturpamento di bellezze naturali, opere in assenza di autorizzazione paesaggistica ed innovazione abusiva su demanio marittimo. Dai primi accertamenti, è emerso che l’attività di livellamento dell’arenile era stata comunicata al Comune ma non all’Ente Parco, che certamente ne avrebbe negato l’autorizzazione anche perché nelle scorse settimane ha inviato a tutti gli stabilimenti balneari delle precise prescrizioni che vietano categoricamente ogni azione di livellamento e modifica degli arenili, o di movimento terra in generale. Leggi lo Speciale erosione: Parte 1: Crolli falesia. Niente di nuovo sotto il sole Parte 2: Erosione coste. I casi ‘made in Puglia' che si potevano evitare Parte 3: Erosione Puglia. Di Santo: ‘Il vero pericolo è sottoterra' Parte 4: Tutela della costa, le armi della Regione Parte 5: Erosione. Capitaneria: ‘Cittadini abbandonati a se stessi'

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