Copersalento, il mostro è ancora lì

// INCHIESTA// 3// Maglie. Lo smantellamento della struttura, imposto dalla Procura, non è stato mai terminato. E l’area, per un errore di procedura, attende ancora la bonifica. Ma la diossina c’è: l’ha misurata l’Arpa Puglia

(nelle foto: la Copersalento oggi) MAGLIE – Avrebbero dovuto abbatterlo, come si fa con gli ecomostri. Invece lo stabilimento della ex Copersalento è ancora lì. L’ammasso di lamiera arrugginita è nel complesso sparito (ne restano ancora alcune tracce); si avverte tuttavia la sua assenza spettrale. Resta lo stabilimento in muratura, un monumento alla decadenza. E’ lì, dove si trovava, anche la diossina prodotta, negli anni, dalla centrale termoelettrica, e rilevata dall’Arpa Puglia in un campionamento effettuato il 30 gennaio 2009, in quantità eccessive rispetto ai limiti imposti: 128 ng/Kg su un valore massimo di 100 ng/Kg. Nessuno ha provveduto ad eliminarla, bonificando l’area.

Copersalento

Partiamo dall’abbattimento. Nel gennaio 2010 la Procura dispone il sequestro preventivo della Copersalento, sulla base degli accertamenti raccolti nel fascicolo aperto dal procuratore Ennio Cillo e dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta che tengono conto degli esami dell'Arpa, dell'Asl e dei rilevamenti di diossina sugli animali e sul latte eseguiti negli allevamenti delle aree intorno allo stabilimento. La centrale è di fatto ferma già dal marzo 2009: il 16 marzo 2009 la Provincia ha ordinato la chiusura immediata dell’impianto ed il 24 marzo 2009, il sindaco Antonio Fitto ha firmato l’ordinanza di chiusura (la n. 42). L’azienda si oppone alle conclusioni dei giudici ma il Tar respinge le motivazioni confermando il fermo. A fine giugno 2010 la Procura emette un provvedimento di dissequestro, finalizzato alla rimozione dell’impianto. Cioè i sigilli vengono eliminati ma solo per dare il via allo smantellamento della struttura. Una volta completato lo smantellamento, la Copersalento dovrà occuparsi della bonifica dell’area. Le procedure di abbattimento, previste per la fine di agosto 2010, iniziano invece a metà ottobre 2010, ad opera della ditta So.Ge.Sa Srl. Ma riguarderanno solo la parte di lamiera relativa alla centrale e si arresteranno subito dopo per non essere mai portate a termine. Il mostro non verrà quindi mai distrutto; di conseguenza, l’area mai bonificata.

Copersalento

Ma la mancata distruzione della struttura non è l’unica causa della mancata bonifica. Ce n’è un’altra ed è la nota della Provincia di Lecce n.21734 dell’8 marzo 2011: in quella nota Palazzo dei Celestini dispone l’archiviazione del procedimento di caratterizzazione avviato nei confronti di Copersalento. La caratterizzazione è l’analisi di tutte le componenti ambientali di un’area, ovvero aria, acqua, terreno e vegetazione. Si esegue per verificare il grado di inquinamento, una volta che i campionamenti effettuati sul terreno abbiano dato esito positivo, riscontrando presenza di sostanze inquinanti superiori alla soglia prevista. A Maglie, come detto, l’Arpa Puglia, nel campionamenti del 30 gennaio 2009, rileva diossina il 30% maggiore rispetto al consentito. Le coordinate del terreno dove viene eseguito il campionamento sono N.40°08'190’’ – EO 18°18'001’’. Non è superfluo riportarle. Perché sulle stesse coordinate verranno effettuati numerosi altri campionamenti, anche da parte di tecnici di parte incaricati dalla Copersalento (l’Arpa Brescia), ed anche a profondità differenti, e che porteranno quindi ad esiti differenti. Si tratta tuttavia di campionamenti senza alcuna validità, dal momento che le procedure tecniche vietano di effettuare più di un campionamento sulla stessa porzione di terreno. Non solo. Il campionamento effettuato dall’Arpa Puglia nel gennaio 2009 viene effettuato a 10 centimetri di profondità, come si usa fare con sostanze che tendono a non andare a fondo nel terreno, come la diossina. I successivi, anche a 50 centimetri di profondità. E infatti rileveranno concentrazioni di diossina accettabili.

Copersalento

Proprio sulla base di uno di questi campionamenti, effettuato da Arpa Brescia a 50 centimetri dal livello del terreno, e che pertanto riscontrerà una quantità di diossina accettabile per una zona industriale, la Provincia archivia il procedimento di caratterizzazione. A a varranno le ripetute comunicazioni da parte di Arpa Puglia, nelle quali il direttore generale Giorgio Assennato dichiarerà che le uniche analisi degne di valore sono quelle del gennaio 2009. “A parere di quest’Agenzia – scrive Assennato il 13 ottobre 2010 -, quindi, lo stato della predetta procedura risulta, al momento, ancora fermo a tali atti (il campionamento del 30 gennaio 2009, ndr), risultando ogni successiva operazione di campionamento e analisi svolta, per modalità tecnico procedurali, estranea ed inefficace ai fini del prosieguo delle procedure previste dalla citata normativa”. Non lo ascolterà nessuno. E il mostro, con la sua diossina, è ancora lì.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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