Xylella: nuove misure dalla Commissione europea

 

Le restrizioni alle esportazioni di vegetali riguardano solo i vivai che ricadono nelle zone delimitate. Crescono in vincoli per le importazioni

La Commissione europea aggiorna le decisioni in materia di xylella ed indica la modalità con le quali gestire il fenomeno del disseccamento rapido degli ulivi. Nel Salento, come in tutti gli Stati membri. Nel corso della riunione di ieri il Comitato Fitosanitario permanente di Bruxelles ha infatti analizzato i dati ottenuti sino al 30 aprile 2014 dal monitoraggio, dalle analisi di laboratorio e dalle ricerche svolte dalle Istituzioni scientifiche sugli ulivi salentini, approvando gli interventi messi in campo dalla Regione Puglia e riconoscendo come la xylella fastidiosa individuata in Puglia sia un ceppo con specifiche peculiarità che lo rendono diverso da quelli riscontrati in altri continenti (ecco spiegata la denominazione Xylella fastidiosa subspecie pauca ceppo CoDiRO). La nuova decisione della Commissione regolamenta le modalità di gestione della xylella fastidiosa sia nei territori finora interessati della provincia di Lecce, sia nell’Unione europea e stabilisce le regole per l’importazione da Paesi terzi. Le restrizioni non interessano più l’intera provincia di Lecce ma solo le zone delimitate (zona focolaio e zona tampone); in questo la nuova decisione, che abroga la precedente del 13 febbraio scorso (la n. 2014/87) è meno “severa” rispetto alla precedente. Al momento le zone delimitate sono quelle definite con atto regionale n. 157 del 18 aprile 2014. Solo i vivai che ricadono nelle zone delimitate hanno vincoli specifici e solo per le specie che ad oggi sono state accertate come ospiti del batterio. Si tratta, nello specifico, di olivo, oleandro, drupacee, vinca e quercia. Esclusi agrumi e vite dall’elenco delle specie ospiti, sulla base delle analisi effettuate sia in vivaio che in pieno campo e che hanno dimostrato che tali specie non sono interessate dal ceppo presente nel Salento. Un sospiro di sollievo per i vivaisti, dal momento che è consentita la commercializzazione di tutte le altre specie vegetali senza particolari vincoli e misure fitosanitarie. Maggiori restrizioni sono però previste per le importazioni, imponendo per i Paesi extraeuropei in cui è nota la presenza della xylella fastidiosa, le stesse prescrizioni imposte nelle aree infette dell’Unione europea: la produzione vivaistica delle piante ospiti destinate alla piantagione nelle aree demarcate (zona tampone e zona focolaio) deve garantire l’assenza di infezioni del batterio e di insetti vettori per cui deve essere svolta per l’intero ciclo in strutture a prova di insetti (serre a rete antiafidi). Per quanto riguarda le zone delimitate (zona infetta e zona tampone) sono previste misure specifiche. In particolare: –per la zona tampone, fissata per una larghezza di 2.000 metri dalla zona focolaio con possibilità di ridurla a 1.000 metri in caso di abbattimento in tempi rapidi delle piante infette, è prevista una maggiore attività di monitoraggio per consentire con immediatezza l’individuazione di eventuali piante infette; –per la zona focolaio è prevista la eliminazione delle piante infette e la distruzione in situ del materiale che potrebbe contribuire alla diffusione del batterio; –in entrambe le aree vanno inoltre previsti interventi per controllare i vettori. La decisione della Comunità europea, tuttavia, avendo carattere comunitario con applicazione sull’intero territorio della UE, non specifica il dettaglio delle differenti situazioni territoriali e quindi neanche della provincia di Lecce. Uno specifico Piano di Azione nazionale, presentato alla Commissione, illustra nel dettaglio le attività che saranno adottate in questa zona, con interventi di eradicazione limitati ad una fascia di ampiezza limitata, a cavallo tra la zona infetta e quella tampone. Allo stato attuale, infatti, sono state adottate misure di eradicazione per i focolai costituiti da poche piante, per consentire la loro eliminazione, mentre per l’area di Gallipoli saranno attivate misure fitosanitarie più articolate dal momento che l’area interessata è molto vasta.
Qui l’intervista a Donato Boscia, Cnr Di seguito, l’intera inchiesta sulla xylella: Parte 1: Xylella. Fastidiosa, ma non per tutti Parte 2: Le misure della Regione Parte 3: I comitati: ‘Interventi esagerati’ Parte 4: Xylella chi? Parte 5: La prima volta non si scorda mai Parte 6: Due esposti in un giorno Parte 7: I fondi Parte8: Il triste epilogo Parte 9: Marotta: ‘Magari fosse una bufala’ Parte 10: Stefàno: ‘Non c’era scelta, tutto secondo protocollo’ Parte 11: Xylella, le bufale e i cavalli di Troia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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