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// INCHIESTA// 7// L’impegno della Regione e dello Stato per fronteggiare la malattia degli ulivi. Bruxelles attende notizie certe

(in foto l’assessore Fabrizio Nardoni)

Al di là delle stime dei danni e delle spese da sostenere per contenerli, ecco il conteggio di quanto è stato finora destinato al “caso xylella”: 7 milioni di euro in tutto. Di questi, 5 milioni sono stati destinati per il potenziamento del Servizio fitosanitario nazionale, con particolare riferimento all’emergenza della Xylella fastidiosa, dalla legge di stabilità n.147 del 27 dicembre 2013. La Puglia ha messo in campo 2 milioni di euro (legge di bilancio n.45 del 30 dicembre 2013) per le misure di emergenza, per la prevenzione, controllo ed eradicazione della Xylella fastidiosa. Dalla Commissione europea ancora nessun finanziamento per l’epidemia. Si attende di conoscere i risultati delle analisi di laboratorio. La Commissione attendeva, inoltre, entro il 30 aprile, la consegna degli oltre 20mila esami di laboratorio effettuati dagli istituti di ricerca ed il piano di azioni da mettere in campo nella zona rossa. Non sappiamo se tutto ciò sia stato fatto. L’abbiamo chiesto all’assessore Nardoni ed al prof Boscia, dell’Istituto di virologia generale del Cnr di Bari. Ma senza ottenere risposta. Ecco che cosa avremmo voluto chiedere all’assessore Nardoni: 1) Quando scoppiò la “questione xylella”, alla fine del 2013, in seguito alle prime stime dei danni, lei parlò di 6mila ulivi “già uccisi” su un area di 8mila ettari. Conferma questi numeri? Qual è stata la perdita per il territorio salentino in termini economici (legati al costo del singolo albero di ulivo e al mancato guadagno)? 2) Perché avete affidato le analisi sugli ulivi ai soli istituti di ricerca baresi e non anche ad altri istituti, che avrebbero potuto integrare i dati, e fornirvi occasione per incrociare i risultati avendo risposte certe su ciò che stava accadendo alle campagne salentine? 3) Antonio Guario, responsabile dell’Ufficio Fitosanitario della Puglia, in una nota informativa parlò di “complesso del disseccamento degli ulivi”, considerando la morìa degli alberi come causata da più fattori; la xylella è dunque una concausa. Tuttavia ha sempre precisato che fosse una situazione nuova per il territorio, che andava approfondita. Oggi avete la certezza che la causa del disseccamento degli ulivi salentini sia la xylella? Su quali basi? 4) Quanti alberi sono stati campionati per giungere a stabilire la misure da adottare? Quanti alberi sono stati eradicati? Quanti dovranno essere ancora eradicati? 5) Molti degli alberi che sono stati tagliati, ad esempio quelli nel Comune di Trepuzzi, sembravano in salute, dal momento che presentavano una chioma rigogliosa e verde, senza segni di essiccamento. Come sono state individuate la quattro zone “a rischio xylella”? 6) Molti alberi sono stati tagliati e trasportati altrove, quindi anche la xylella sarà stata spostata, con il rischio di contagiare altri alberi. Avete vigilato che le eradicazioni avvenissero nei modi prescritti dal protocollo? 7) Una ricerca dell’Università di Foggia parla di probabile endemicità della xylella; se così fosse dovrebbe rilevarsi su tutti gli ulivi, o comunque anche al di fuori della zona indicata come contagiata o a rischio contagio. Avete effettuato i campionamenti anche al di fuori delle quattro zone individuate come quelle interessate dal fenomeno? 8) La delibera regionale 2023/2013 prevede che i costi per l’attuazione delle misure da adottare nei territori colpiti dall’essiccamento siano a carico dei proprietari o dei gestori delle campagne e degli alberi, “salvo eventuali risarcimenti definiti con successivi atti sulla base delle risorse che si renderanno disponibili”. Ci sono risorse disponibili? Sono stati previsti rimborsi ai proprietari? 9) Ha mai avuto dubbi sulle misure da adottare o già adottate nella vicenda xylella? Non crede che l’abbattimento degli alberi potesse essere considerata come una misura da adottare solo in casi estremi e che sarebbe stato il caso di tentare, prima, altre soluzioni come l’adozione in agricoltura di misure basate su metodi naturali? Ed ecco che cosa avremmo voluto chiedere a Boscia: 1) Qual è stato l’esito della visita degli ispettori europei negli uliveti salentini? Hanno confermato le ipotesi di contagio evidenziate dall’Osservatorio Fitopatologico della Regione? 2) La Comunità Europea ha dato indicazioni sulla necessità di abbattimento radicale delle piante colpite dalla xylella fastidiosa? 3) Antonio Guario, responsabile dell’Ufficio Fitosanitario della Puglia, in una nota informativa parlò di “complesso del disseccamento degli ulivi”, considerando la morìa degli alberi come causata da più fattori; la xylella è dunque una concausa. Tuttavia ha sempre precisato che fosse una situazione nuova per il territorio, che andava approfondita. Oggi avete la certezza che la causa del disseccamento degli ulivi salentini sia la xylella? Su quali basi? 4) Entro il 30 aprile la task force regionale avrebbe dovuto consegnare a Bruxelles le indagini effettuate sugli ulivi salentini al fine di predisporre un piano di azione nella zona rossa. L’ha fatto? 5) I test di patogenicità della xylella sugli ulivi salentini sono stati effettuati? Quando se ne conosceranno i risultati? 6) E’ possibile accedere ai risultati dei test effettuati dalla task force sugli ulivi salentini, inclusa la nota 16 del 15 ottobre 2013 con cui ha dato notizia alla regione dei risultati dei primi test?

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Marilù Mastrogiovanni

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