Xylella, cadono le prime teste. Di ulivi

Lecce. Da ieri è partita l’estirpazione dei primi 100 ulivi colpiti dal batterio. Ma l’associazione “Spazi popolari” solleva dubbi su metodi e non solo

LECCE – Le estirpazioni sono iniziate. Riguarderanno i primi 100 ulivi, tra quelli affetti da xylella, sparsi in tutto il Salento. I numeri progressivi segnati di rosso sulla corteccia decennale, se non centenaria, annunciano la triste ineluttabilità. Ciò che deve accadere, accadrà.

xylella
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E’ l’unico modo, hanno detto gli esperti, per scongiurare che il batterio della xylella, fino a pochi mesi fa totalmente sconosciuto a queste latitudini, possa svilupparsi a macchia d’olio, velocemente come usa fare, e coinvolgere gli uliveti dell’intero Salento. Sarebbe la fine dell’economia di queste parti. Un colpo non solo alle tasche, ma al cuore, di questa terra. L’associazione “Spazi popolari” ha parlato di “mattanza di ulivi”. Riguarda il Nord Salento, ovvero la zona non “rossa”: quella rossa è l’area del Gallipolino; lì le procedure per evitare che l’epidemia si diffonda saranno differenti.

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Gli espianti sono partiti ieri, a Surbo, ed hanno riguardato gli uliveti che si affacciano sulla strada per Torre Chianca, ed a Trepuzzi dove le campagne interessate sono state quelle sulla strada che porta a Squinzano, accanto alla linea ferroviaria. “Appena appresa la notizia abbiamo cercato invano il primo sito – si legge in una nota dell’associazione -, trovando qualche capitozzatura su ulivi ultracentenari, ma senza riuscire a trovare l’area, a causa delle interruzioni per lavori di ampliamento della strada provinciale(che tra l’altro prevede l’espianto di alcuni ulivi)”. Poi il secondo luogo “x”: “lì assistiamo allo scempio”, recita la nota. Si tratta dela zona definita “nuovo focolaio”, dove xylella sarebbe presente, ma senza manifestare sintomi; il colore secco che si vede sugli alberi dovrebbe invece essere effetto della mancata rimonda oltre che del largo uso dei diserbanti.

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Numerosi gli interrogativi sollevati dall’associazione. Il primo riguarda i metodi utilizzati per informare i proprietari e per imporre la decisione dell’abbattimento. “La Regione – scrivono – emana una direttiva il 10 aprile ed il 12 aprile, sabato, dei funzionari si presentano a casa degli interessati informandoli che, presenti o no, consenzienti o no, il giorno 14 aprile, dalle ore 8.00 saranno eradicati i lori alberi. Ognuno di loro ha impresso su quel foglio le coordinate delle piante interessate ed il numero di alberi coinvolti dalla misura. Vaghe e vane promesse di indennizzo, si fa leva sulla responsabilità verso i vicini e le altre regioni. Costernati vedono fare a pezzi un patrimonio. Tutti ci vengono incontro, vogliono sfogarsi, fare domande,capirne qualcosa. ‘Vedete, quest’albero mi avrebbe dato tanti frutti, guardate che impollinazione, mi sono sacrificato perché mi hanno detto che con questi esemplari si fermerà la malattia’, ci ha detto uno dei proprietari. Un esemplare bellissimo quello che ci mostrava. Una chioma rigogliosa giaceva per terra. Alla presenza dell’ispettore provinciale all’agricoltura che gli aveva portato i documenti a casa, esprimo quel che ricordava l’autorità europea per la sicurezza alimentare a tal proposito: ‘Non è nota alcuna strategia precedente che abbia avuto successo nell'eradicazione di Xylella Fastidiosa, una volta insediatasi all'aperto’ quindi con mio rammarico devo anche dirgli del suo sacrificio vano”.

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Secondo l’associazione, estirpare le piante non servirebbe a debellare il batterio e “purtroppo la ricerca continua ad essere concentrata nelle mani di pochi, il che rende ancora più lontana la speranza di trovare delle soluzioni che siano a garanzia del territorio ed alimentando il vuoto di conoscenze (nessuno sa a di quel che accade) ed i dubbi”. Ed ecco gli altri interrogativi: “Come mai si è proceduto ad abbattere – chiedono – alberi verdissimi e rigogliosi salvando invece quelli successivi leggermente malandati? È lecito che i diretti interessati non siano mai stati informati neanche del campionamento effettuato nel mese di ottobre e che lo apprendano solo ora? È corretta una procedura con soli due giorni di avviso formale? Sui giornali ne parlavano da tempo, non è stata una decisione presa frettolosamente,eppure, perché gli interessati li hanno lasciati all’oscuro di tutto fino a due giorni prima dello svolgersi della procedura? È normale che di sabato sera ti vengano a bussare alla porta e ti dicano che si esegue una quarantena (a cui tu non ti puoi imporre) perché i tuoi alberi sono affetti da xylella fastidiosa senza peraltro che ti vengano consegnate le analisi eseguite su di essi? Come hanno fatto ad individuare la malattia in quell’area se non mostrava segni? Hanno campionato tutto il Salento e non ce ne siamo accorti”?

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“L'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) – ricordano – raccomanda pertanto che le strategie preventive per il controllo dei focolai si concentrino sulle due principali vie di infezione (piante da messa a dimora e insetti infetti presenti nelle partite di vegetali) e si fondino su un approccio basato su sistemi integrati”. Il parere era dunque mirato alla prevenzione e non all’eradicazione. Altro interrogativo: Come si è mossa la Regione per tutelare i suoi ulivi? “Forse, una regione che ha a cuore il proprio patrimonio olivicolo, oltre che a seguire la prassi di una quarantena (di una batteriosi “atipica”) mai verificatasi su olivo ma da cui non si sfugge, avrebbe cercato di aprirsi, in questo dramma che ci sta affliggendo, alle cure dei migliori esperti, ascoltando anche le voci del territorio e cercando di proporre una sperimentazione agroecologica che ad oggi continua ad essere ignorata”, è la riflessione dell’associazione. L’augurio è che i fatti la smentiscano. Articoli correlati: Xylella. Nardoni in Prefettura: ‘Via all'eradicazione dei primi 100 ulivi' Xylella, i commissari allontanano i comitati Forum Ambiente Salute: chiarezza sugli ulivi Curare gli oliveti per combattere il disseccamento Gli Ulivi stanno morendo: il Salento chiede aiuto Morìa ulivi: Confindustria chiede fondi straordinari Xylella. Forum Ambiente: ‘I fondi stanziati? Ai vivai'

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