Crisi d'identità

La sconfitta di Piacenza ha confermato le carenze del Lecce: a quando la soluzione?

Ancora una sconfitta, ancora un'espulsione, ancora una prestazione incolore: non è certo un ritmo a cui ci si può abituare. La crisi della squadra si ripercuote sui tifosi che, inermi, non possono far altro che attendere la svolta…con pazienza

Mi scuso per il ritardo con il quale aggiorno questa rubrica (scusa direttora, scusa editore, scusate miei lettori…se ci siete) ma onestamente questa volta, nel momento in cui mi apprestavo a scrivere un commento sulla gara Piacenza-Lecce, mi sono trovata in seria difficoltà, perché dopo l’ennesima partita persa (ma iniziata in vantaggio), dopo la settima gara terminata in dieci per un’espulsione (questa volta del capitano) dopo l’ennesima prestazione incolore, parlare ancora di speranza e pazienza mi sembrava assurdo, non perché la prima sia svanita per sempre in terra emiliana, ma più che altro perché ormai la seconda scarseggia e andarla a cercare tra i sentimenti dei tifosi giallorossi è una fatica praticamente inutile, perché una ricerca infruttuosa. Ancora una volta mi sono soffermata a pensare a cosa possiamo fare noi in quanto tifosi (ebbene si direttora! Sono una tifosa giallorosa e adesso lo so che mi darai le bacchettate sulle mani perché la nostra vecchia scuola non ci ha insegnato questo. Anzi!). Cosa possiamo fare noi allora? Visto che non siamo seduti su quella panchina (scottante?), dato che non siamo noi a dovere calare la mano al portafogli (per fortuna! Dacché l’unico rinforzo che potremmo permetterci sarebbero più robusti lacci per le scarpe). Ed allora, ancora una volta l’unica cosa che ci è concesso di fare è di mettere una mano sul cuore e chiudere gli occhi nella speranza che il sogno del sabato pomeriggio si avveri, e vorrei che qualcuno (undici qualcuno, un qualcuno allenatore, quei qualcuno dirigenti) si immedesimasse anche solo per un giorno nel sogno e nelle speranze dei tifosi, visto che loro (noi?) scendiamo in campo ogni volta con la stessa determinazione di sempre, perché la speranza è quella di una vittoria che ci dia sollievo delle quotidiane concrete avversità. Ma forse ci stiamo prendendo un po’ troppo sul serio, infondo il calcio è solo un gioco. Già, un dannatissimo meraviglioso gioco.

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