‘Lucio della tigre’, la Cassazione conferma la confisca dei beni

Monteroni. Finiscono nella disponibilità dello Stato beni per un milione e mezzo di euro riconducibili al boss del clan Tornese. Tra questi, anche la tigre bengalese allevata in un podere

MONTERONI DI LECCE – Via libera alla confisca dei beni appartenuti a Lucio Vetrugno, personaggio di spicco del clan Tornese della Sacra Corona Unita, egemone nei territori di Monteroni e zone limitrofe. Vetrugno, assassinato con un colpo di pistola (calibro 7.65) alla testa il 22 dicembre 2010, era conosciuto come “Lucio della tigre”, per il fatto di allevare, in uno dei suoi poderi, una tigre bengalese. Anche l’animale è finito tra i beni posti sotto confisca definitiva. La Cassazione ha confermato la confisca e la Direzione investigativa antimafia di Lecce ha dato seguito al provvedimento emesso alla prima sezione penale del Tribunale di Lecce. L’ingente patrimonio di Vetrugno, circa 1,5 milioni di euro, finirà dunque nella disponibilità dello Stato. La Dia verificò una sproporzione tra i patrimonio dichiarato dall’uomo e quello effettivamente riconducibile a lui ed ai suoi familiari: un bar, due sale giochi, due abitazioni, due masserie, 4 ettari di terreni e 300 capi di bestiame. Vanno allo Stato dunque le masseria “La Tenente”, fra le campagne di Copertino (su un terreno di 35mila metri quadrati) e quella in contrada Pinco Centonze, a Monteroni, che include un complesso aziendale per l’allevamento di ovini e bovini; l’abitazione di via Monte San Michele a Monteroni; il bar caffetteria “Insonnia” di Monteroni, in via Medaglie d’Argento Monteronesi, intestato alla figlia Giusy Vetrugno; la sala giochi “Insonnia”, in via Giovanni Falcone a Monteroni, intestata al genero, Massimiliano Mancarella e quella, con lo stesso nome, in via Vittorio Emanuele III a San Cesario di Lecce, intestata a Mauro Alfieri, ritenuto un prestanome. Ancora poco chiari i contorni dell’omicidio di Vetrugno. Al momento l’unico indagato, a piede libero, per la sua morte resta il 40enne di San Pietro Vernotico Jonny Serra che, però, interrogato, si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. 24 novembre 2011 Confisca di beni agli eredi del boss Vetrugno MONTERONI – C’è anche una tigre tra i beni, mobili ed immobili, che la Dia – Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha confiscato agli eredi del boss salentino Lucio Vetrugno, di 55 anni, di Monteroni, assassinato con un colpo di pistola il 22 dicembre dello scorso anno. Vetrugno era stato condannato per associazione di tipo mafioso per aver fatto parte, quale elemento di spicco, del clan Tornese. Il provvedimento di confisca, per un valore totale di un milione e mezzo di euro, segue quello di sequestro anticipato notificato agli eredi di Vetrugno lo scorso gennaio ed è stato emesso dalla prima sezione penale del Tribunale di Lecce, a seguito della proposta di misura patrimoniale avanzata dal procuratore della Repubblica Cataldo Motta. Le articolate indagini patrimoniali sono state condotte dalla sezione operativa della Dia. Che ha accertato una sproporzione tra i redditi dichiarati da Vetrugno e l'ingente patrimonio a lui riconducibile: due discoteche, due sale giochi, due abitazioni, due masserie, quattro ettari di terreni e 300 capi di bestiame, fra pecore e capre. E la tigre, allevata nella masseria, e che gli valse il soprannome “Lucio della tigre”. “Giungano al procuratore Capo della Repubblica, Cataldo Motta e all’intero personale della Direzione Investigativa Antimafia di Lecce le mie più sentite felicitazioni per l’importante operazione – ha commentato l’assessore al Patrimonio della Provincia di Lecce Pasquale Gaetani -. L’intervento posto in essere oggi dà seguito a quello portato a termine qualche giorno fa grazie al quale sono stati assicurati alla giustizia 11 persone con l’accusa di spaccio di droga e detenzioni di armi. Al Procuratore Motta e alla Dia di Lecce rinnovo le mie congratulazioni e li ringrazio per il costante impegno profuso a tutela della legalità sul nostro territorio”. 31 gennaio 2011 Sequestrati i beni del boss ucciso. Compresa una tigre Sono stati sequestrati dalla Dia di Lecce, beni per 1,5 milioni di euro riconducibili a Lucio Vetrugno, 55enne, di Monteroni di Lecce, legato al clan Tornese e assassinato lo scorso 22 dicembre. Il provvedimento di sequestro anticipato (“Prima che fosse venduto tutto, come, in effetti, stava accadendo”, ha spiegato il numero uno della procura leccese, Cataldo Motta, nel corso di una conferenza stampa) è stato emesso dal tribunale di Lecce (e notificato agli eredi di Vetrugno sui quali, si può procedere per legge di fronte a indizi di mafiosità) a seguito della proposta di misura patrimoniale avanzata dal procuratore Motta, a conclusione di indagini patrimoniali svolte dalla sezione operativa di Lecce. Tra i beni sequestrati, consistenti in due bar – discoteca, due sale giochi, due abitazioni, due masserie, quattro ettari di terreni e un allevamento di bestiame, c'è anche una tigre (ora sotto tutela della forestale) che Vetrugno custodiva da 16 anni nella sua masseria, tanto che lo stesso negli ambienti malavitosi era soprannominato 'Lucio della tigre'. Articolo correlato Ucciso con un colpo di pistola l'agricoltore di Monteroni (23 dicembre 2010)

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