Privatizzazione Terme. Blasi: ‘La Regione sostenga il Comune’

Bari. Regione e Comune procedano d’accordo. E’ il punto di vista del consigliere regionale del Pd

BARI – “A riprova del fatto che quando la politica ‘occupa’, nel senso utilizzato da Berlinguer in una celebre intervista, la cosa pubblica questa ne esce svilita, ci ritroviamo a parlare di Santa Cesarea non come un esempio di valorizzazione economica di una ricchezza naturale, ma come un esempio di fallimento della politica stessa. E, giacché non mi pare il momento delle chiacchiere, è bene precisare che si tratta di un fallimento bipartisan”. Il consigliere regionale Sergio Blasi è molto critico sul dibattito che si è sviluppato sul futuro delle terme di Santa Cesarea. Un dibattito che è ruotato sempre attorno alle responsabilità reali o presunte senza concentrarsi troppo sulle strategie da intraprendere. “Mi sono convinto – dice Blasi – che quello della gestione pubblica delle Terme di Santa Cesarea sia un capitolo da chiudere. Perché è bene, prima di ogni altra cosa, superare una discussione pelosa sulla paternità del disastro e imprimere alla vicenda una svolta finalmente efficace”. “A darci una mano – continua l’esponente del Pd – è intervenuta la legge di stabilità che obbliga le amministrazioni a liberarsi delle partecipazioni non utili alle attività strumentali. Regione Puglia e Comune di Santa Cesarea, a questo punto, non hanno alibi e devono cedere le terme entro il 30 aprile. Mollare l’osso conteso, direi, senza rovinarlo più di quanto abbiano fatto finora, per renderlo appetibile agli investimenti di un privato il cui intervento appare indispensabile”. La strada suggerita da Blasi è quella della privatizzazione sì, ma virtuosa. E cioè procedure di dismissione trasparenti e controllabili, scelta di un partner specializzato nel settore termale che si impegni su investimenti a medio e lungo termine e sulla tutela del personale fisso e stagionale. “Se un giorno le potenzialità delle terme saranno messe a frutto – aggiunge -, potrebbe anche aumentare. Per ottenere questo, però, Regione e Comune devono agire di concerto. In tal senso la Presidenza della Regione Puglia, nei giorni scorsi, ha chiesto a tutte le amministrazioni pubbliche presenti nel capitale sociale della società, di dare la loro disponibilità ad un percorso comune di dismissione delle quote”. Secondo Blasi, una procedura di dismissione di tipo internazionale potrebbe essere una garanzia ma solo a patto che oltre alla Regione anche il Comune di Santa Cesarea accetti un percorso comune di dismissione. La Regione Puglia dovrà inoltre assistere e sostenere l’Amministrazione comunale di Santa Cesarea nella realizzazione di investimenti funzionali per rendere adeguato il territorio ai piani degli investitori ed ai turisti. “In tal senso sono d’accordo con il sindaco di Santa Cesarea quando chiede alla Regione di sottoscrivere un accordo che contenga oltre all’impegno ad un processo di privatizzazione comune, anche quello a sostenere l’Amministrazione nella realizzazione di alcune opere necessarie. Come un circonvallazione che eviti l’attraversamento del centro della cittadina alle automobili, un sistema di collegamento tra il Nuovo Centro Termale di proprietà comunale e il resto della città e la possibilità di una fruizione a fini turistici del porto di Santa Cesarea”. Articoli correlati: Terme di Santa Cesarea. ‘Regione responsabile' Terme di Santa Cesarea. La Regione: ‘Valorizzare la società' Un tavolo permanente per le Terme di Santa Cesarea Terme di Santa Cesarea, nessuna notizia. Domani il sit in Terme di Santa Cesarea. Concessione revocata

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