Don Maurizio Tarantino: ‘Organizzare l’accoglienza’

// DOSSIER// 2// Otranto. Il direttore della Caritas Diocesana suggerisce di gestire i flussi di migranti con proposte strutturali. Anche in vista dell’arrivo dei siriani

OTRANTO – Uscire dalla logica dell’emergenza e affrontare il fenomeno dell’immigrazione attraverso proposte strutturali. “La giusta visione – afferma Don Maurizio Tarantino, direttore della Caritas Diocesana idruntina – impone di ragionare in termini di accoglienza”, intesa non solo come vocazione umana contro l’indifferenza, ma anche come strategia per rispondere alle esigenze poste dal tema della mobilità, a livello mondiale. “Gli sbarchi – precisa don Maurizio – non sono numericamente rilevanti, ma pongono questioni umanitarie imprescindibili”. E di migranti, don Maurizio, ne ha visti arrivare tanti sulle coste del Salento e nel Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto. La struttura, che resta in capo al Comune, è ancora attiva ma è gestita dalla onlus “Misericordia” di Otranto. Gli immigrati giungevano e giungono da ogni dove, ma “sarà assolutamente necessario prepararsi all’arrivo massiccio dei siriani”, commenta il direttore della Caritas. Come si evince dal “Rapporto sull’immigrazione”, solo nel 2012, oltre 232 milioni di persone – più del 3% della popolazione mondiale – hanno lasciato il proprio paese per vivere in un’altra nazione, mentre nel 2000 erano ‘appena’ 175 milioni”. Molti hanno abbandonato paesi in fiamme, funestati da guerre civili, per approdare nel cuore delle crisi economica internazionale. Nel 2013, infatti, la crisi (Lampedusa e Prato sono solo due esempi estremi e drammatici) ha rischiato pesantemente di indebolire la tutela dei fondamentali diritti umani: “Il Mediterraneo è sempre più un luogo di morte per tante persone in fuga; l’Europa presidia i suoi confini solo sul piano della sicurezza; i diritti dei lavoratori sono stati rinnegati in alcuni luoghi di lavoro”. “La crisi riguarda tutti – afferma don Maurizio – sia da un punto di vista economico, sia in ambito sociale”. Gli fa eco l’avvocato Tommaso Salvatore – referente dello “Sportello giuridico Immigrati e Richiedenti Asilo” della “Caritas Idruntina” – il quale parla di “diritti umani messi in crisi dalla crisi”. Tra le richieste di consulenza attualmente più frequenti, avanzate presso lo sportello, c’è la questione inerente al permesso di soggiorno per attesa occupazione ovvero il documento che viene rilasciato quando, al momento del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, il lavoratore non sia titolare di un contratto di lavoro ma risulti invece iscritto nelle liste di collocamento (in questo caso, la perdita del posto di lavoro non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno). Non è un caso che, in fase di crisi economica acuta, la problematica sia strettamente legata al mondo lavoro. La struttura in cui Tommaso Salvatore presta servizio, è nata nel 2005 e si pone da anni l’obiettivo di offrire consulenza legale gratuita in merito a faccende riguardanti “permesso di soggiorno, carta di soggiorno, ricongiungimenti familiari, flussi d’ingresso, cittadinanza italiana, richiesta di asilo politico e riconoscimento dello status di rifugiato, lavoro e previdenza, assistenza sanitaria, diritto allo studio ed espulsione dal territorio nazionale”. Il progetto tenta di venire incontro alle esigenze degli immigrati che si imbattono quotidianamente nella giungle legislativa sul soggiorno in Italia. Leggi anche: Migranti. In Puglia sono più di 96mila Articoli correlati: Migranti bambini. 426 in Puglia nel 2012 Minori in fuga. Cala la qualità dell'accoglienza Traffici umani. Diario di viaggio

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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