Fiab: cicloturismo, ok gli incentivi ma a Lecce poche ciclabili

// L'INTERVISTA// Lecce. Giuliana Rollo (Fiab) commenta l’attenzione rivolta alle due ruote in Puglia e nel Salento. Molto da fare ma qualcosa si muove

LECCE – Incentivi al cicloturismo, piste ciclabili e la necessità di creare nuove consapevolezze tra i cittadini. Sono queste alcune delle priorità in materia di mobilità sostenibile che pensiamo siano più urgenti nella nostra Regione. Così, alla luce dei nuovi bandi regionali e delle ciclofficine scolastiche che fanno capolino nelle scuole abbiamo chiesto un parere più specifico a Giuliana Rollo della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) Cicloamici di Lecce per saperne di più anche sulla situazione leccese. A gennaio dello scorso anno è stata emanata la legge regionale in materia di “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”. A più di un anno di applicazione che bilancio possiamo trarre? “Abbiamo attentamente analizzato la Legge regionale del 2013 sulla mobilità, ritroviamo la volontà della Regione (che coinvolge a cascata le amministrazioni comunali) di intervenire con maggiore forza nella programmazione di interventi che rendano agevoli gli spostamenti in mobilità sostenibile, con l'obiettivo di stimolare anche il cicloturismo. Con questo obiettivo già in passato le amministrazioni si sono mosse in favore dello sviluppo della mobilità sostenibile. Attraverso altri progetti, come ad esempio la “Ciclovia Adriatica in Puglia – Itinerario n. 6” di Bicitalia (rientrante nel progetto CiELo – City-port Eco Logistics- finanziato con il fondo di Cooperazione Territoriale Europea), si è cerato di spingere verso un turismo sostenibile e la nostra associazione Cicloamici Lecce FIAB ha collaborato attivamente per questo progetto, mappando di fatto il territorio e consentendo la diffusione dei percorsi ciclabili. Sappiamo che a Lecce si stanno incrementando le postazioni di bike sharing (considerate importanti per gli spostamenti treno + bici dei residenti e pendolari e/o per il cicloturismo), di fatto continua ad esserci una particolare attenzione sul territorio che punta a sviluppare il cicloturismo, lo possiamo notare anche dalla presenza di alcuni alberghi nel catalogo nazionale di Albergabici (attività turistiche che offrono servizi per i cicloturisti). Tutto ciò fa comunque da volano ad una economia che si spera possa crescere e dare i suoi frutti, soprattutto nei territori meno conosciuti. Infatti si stima che ad essere inclusi negli itinerari cicloturistici siano proprio i piccoli centri che si incontrano lungo il percorso e che sono indispensabili per i servizi ai turisti in viaggio”. Lo scorso anno è stato anche rinnovato l'accordo regionale per le bici gratis sui treni regionali. Come procede? E' un'opportunità che viene sfruttata? “L'accordo regionale per il trasporto gratuito delle bici a seguito è un valido strumento che effettivamente viene utilizzato. Personalmente mi è capitato di dover raggiungere altri capoluoghi della regione ed ho utilizzato il treno con bici a seguito. E' un ottimo servizio, che può colmare le carenze dovute alla mancanza di postazioni di Bike Sharing, e che non crea di per se disagio agli altri passeggeri. L'unico problema è che non possiamo quantificare il vero utilizzo del servizio in quanto non sempre viene emesso lo specifico biglietto gratuito trasporto bici, specie sui servizi Trenitalia, pertanto non vi sono reali mezzi di confronto e controllo. Posso però affermare, con mio piacere, che ho incontrato spesso pendolari muniti di bici sul treno, ciò evidenzia la necessità effettiva dei passeggeri, ed una piccola evoluzione nei trasporti pubblici. Ci auguriamo di poter un giorno notare l'estensione del servizio anche sui mezzi di trasporto su gomma perché alcune tratte vengono raggiunte dal servizio pubblico solo con mezzi stradali come gli autobus”. E a Lecce? Qual è la situazione delle ciclabili e più in generale di chi usa la bicicletta? “Le piste ciclabili a Lecce non sono proprio ciò che i ciclisti si aspetterebbero da una città come la nostra, che si presenta pianeggiante, di piccole dimensioni e di forma tale che ogni punto può essere raggiunto in bici in pochi minuti. Il problema delle piste ciclabili leccesi è che sono state concepite a macchia di leopardo, raramente vi sono delle intersezioni che consentano l'attraversamento stradale in sicurezza per i ciclisti. Potremmo fare tantissimi esempi, basterebbe seguirci un paio d'ore in bici per accorgersi che la segnaletica orizzontale in alcuni tratti è completamente scolorita (ad esempio vicino la Questura), e gli automobilisti a stento riescono a riconoscere l'attraversamento della pista ciclabile trasversalmente alla carreggiata. Altre piste ciclabili vengono definite tali, anche quando includono percorsi urbani ed extraurbani prettamente utilizzati dagli automobilisti (un classico esempio è quello della strada che da San Cataldo porta verso San Ligorio, quel percorso è stato inserito tra le piste ciclabili ma di fatto è una carreggiata ad uso promiscuo). Abbiamo in passato proposto delle modifiche al Piano Quadro della Mobilità Cittadina per la parte relativa ai percorsi ciclabili, quando questo veniva discusso per la sua approvazione, e le nostre osservazioni sono giunte all'assessore al traffico nel 2010 (abbiamo evidenziato ben 21 punti in cui questi dovevano essere rivisti o messi in sicurezza). Nell'anno appena trascorso abbiamo indetto una raccolta firme online per far ripristinare il naturale collegamento tra Lecce e la marina San Cataldo, vedendo in questo tratto un potenziale sviluppo turistico che da Lecce si muove verso l'oasi naturale del WWF Le Cesine. Nella nostra proposta (vi invitiamo a partecipare collegandovi a http://www.activism.com/it_IT/petizione/riapriamo-la-pista-ciclabile-tra-lecce-e-san-cataldo/44410) chiediamo al comune di utilizzare il percorso esistente della condotta fognaria, un modo efficace ed economico per rendere fruibile un percorso molto usato e richiesto. I nostri continui interventi dimostrano che vi sono ancora importanti carenze delle piste ciclabili, anche se qualcosa si muove: abbiamo fatto realizzare la prima Zona 30 a Lecce, ricadente nel programma di rigenerazione urbana del Quartiere Leuca”. La primavera è alle porte e con essa anche i turisti e la voglia di andare in bici. La Regione quest'anno sembra voler mantenere il buon passo delle iniziative volte alla mobilità sostenibile. Infatti, è appena uscito il bando “Bike Friendly” rivolto alle attività turistiche per iniziative di promozione del cicloturismo. Che cosa ne pensate? “Il bando è rivolto in prevalenza alle strutture turistico-alberghiere. Quello che percepiamo è che esiste un particolare interesse nello sviluppo della mobilità sostenibile pensata, in primo luogo, come opportunità da offrire ai turisti. Ad oggi, nella città di Lecce, vi sono delle strutture alberghiere che hanno inserito tra i loro servizi il noleggio/utilizzo di biciclette. Probabilmente il bando Bike Friendly darà nuove opportunità al settore, ci piace però pensare che tale sviluppo sia supportato da altri interventi mirati, ciò creerebbe dei servizi integrati indispensabili affinché il turista abbia la possibilità di spostarsi all'interno della regione in modo dinamico e senza disagi. Quando parliamo di servizi integrati intendiamo tutti quei servizi pubblici (treno + bici, bike sharing, sviluppo dei mezzi di trasporto pubblico) che fanno da cornice alle iniziative delle strutture turistiche e alberghiere e che però consideriamo indispensabili per la promozione del cicloturismo stesso”. Al di là dei provvedimenti regionali, ad oggi qual è la sensibilità dei cittadini alla mobilità sostenibile? Che speranze ci sono per il futuro? “La nostra associazione da tempo porta avanti delle iniziative volte a sensibilizzare l'utilizzo della bicicletta quale mezzo adatto alla mobilità sostenibile. Siamo presenti sul territorio con escursioni periodiche, che danno la possibilità ai nostri soci di conoscere meglio il nostro patrimonio (non solo per gli aspetti ludici). Siamo presenti nelle scuole per diffondere il buon uso delle biciclette e per far capire quanto sia importante dare un aiuto al nostro ambiente (partendo dalla formazione dei più piccoli puntiamo al cambiamento delle abitudini). Siamo attivi nel comunicare alle istituzioni le nostre osservazioni su l'organizzazione delle piste ciclabili e partecipiamo ai bandi che prevedono lo sviluppo della mobilità sostenibile e dell'integrazione sociale. Facciamo tutto questo da circa sette anni e lo facciamo con l'intenzione di migliorare, con le nostre piccole azioni, la percezione e l'utilizzo della bicicletta quale mezzo per una mobilità sostenibile. Possiamo affermare di avere un riscontro positivo, sempre maggiori sono le persone (soci e simpatizzanti) che ci danno nuovi input, nuova forza e nuovo entusiasmo. Dobbiamo anche valutare che in questo periodo di crisi, molte sono le persone che utilizzano per i propri spostamenti la bici, allora la nostra lettura non può che essere positiva: spesso dalla difficoltà nascono delle opportunità, continueremo ad impegnarci nel territorio con l'augurio che si possa crescere e realizzare il meglio per la società e per l'ambiente”. Leggi anche: Cicloturismo, la Puglia ci crede Articoli correlati: Ha voluto la bicicletta. Ma la Puglia non pedala Bici gratis sui treni. Accordo scaduto Mobilità ciclistica. La Regione cambia strada? Bici o trasporto mezzi. La Regione al bivio

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Gabriele Caforio

Laureato in Scienze Politiche - Politiche pubbliche. Collabora con PeaceLink e IlCorsaro.info. Quando è serio si interessa soprattutto di sviluppo sostenibile, ambiente e sociale altrimenti è sempre in bici!

Articoli correlati