Bocciatura Fini-Giovanardi. Capone: ‘Bella notizia’

Roma. Il parlamentare del Pd commenta con soddisfazione la bocciatura della legge che equipara droghe pesanti e leggere

ROMA – “Non solo è una bella e buona notizia ma soprattutto dice che le norme sono una cosa troppo seria perché siano ostaggio di punti di vista e rendite di posizione potentemente demagogiche, nemiche di ogni ragionevolezza e buon senso, oltre che assunte a dispetto di precisi profili costituzionali. E che la politica ha il dovere urgente di recuperare la sua autorevolezza, perché quando è la magistratura a porre paletti, o mettere punti fermi è spesso troppo tardi”. Con queste parole Salvatore Capone, parlamentare Pd del Salento, ha commentato la bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, della legge Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti. La Corte ha motivato la bocciatura con il fatto che nella norma di conversione in legge furono inseriti emendamenti estranei all’oggetto e alle finalità del decreto. Con la decisione rivive la legge Iervolino-Vassalli, che prevede pene più basse per le droghe leggere. “L’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, con il conseguente aumento indiscriminato della popolazione carceraria soprattutto nelle fasce giovanili – ha aggiunto Capone -, è, insieme ad altre aberrazioni come quelle della Bossi-Fini, una delle eredità di un ventennio con cui siamo chiamati, politicamente, a fare i conti. Al netto, ovviamente, di eventuali sanzioni che potrebbero venirci dalla Corte di Giustizia Europea, in seguito ad eventuali ricorsi da parte di coloro che sono stati ingiustamente condannati, e detenuti, in base agli effetti della Fini-Giovanardi. Naturalmente questo non significa liberalizzare le droghe leggere, né tantomeno giustificarne un consumo indiscriminato. Significa solo poter affrontare la questione da un punto di vista differente, meno ideologico, meno strumentale, all’interno di cornici e indirizzi nuovi che saremo chiamati a disegnare”.

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