Paghi il parcheggio? Meriti la multa

 

Lecce. Un automobilista leccese denuncia l’eccessivo “zelo” di un ausiliario del traffico: multa anche se hai pagato il parcheggio

Il pomeriggio del 6 febbraio 2014, alle 18 circa, ho avuto la sfortuna di incontrare il Sig. S.D., ausiliario del traffico n. 20 della città di Lecce, soggetto, a quanto pare, già noto a diversi cittadini per l’ insolito e discutibile modo di fare il suo lavoro. Ho deciso di rendere pubblica la mia esperienza, poiché trovo assurdo che un cittadino debba incorrere in situazioni del genere, nonostante abbia rispettato le regole. Ed è quello che è successo quel pomeriggio, quando ho appreso con stupore di essere stato multato dal Sig. D. per non aver esposto il tagliandino del parcheggio, cosa assolutamente non vera! il tagliandino (con scadenza alle 17:59) era perfettamente e visibilmente esposto sul cruscotto dell’autovettura (quanto sostengo è riportato in una foto che allego a titolo di esempio). La multa aveva lo stesso orario: 17:59. Ho atteso che tornasse l’ausiliario in questione, e gli ho chiesto delucidazioni. Ho cercato di spiegare con calma e pazienza che c’era stato un errore, una svista, gli ho mostrato il tagliandino, ma ho incontrato solo un muro. Con fare, a mio avviso, arrogante e solo apparentemente cordiale mi ha risposto: “deve fare ricorso”(conosco perfettamente l’iter per far valere i propri diritti in maniera efficace, e sono cosciente del fatto che un ricorso al Giudice di Pace ha un costo maggiore della multa stessa. L’alternativa del ricorso al Prefetto lascia il tempo che trova). Ad ogni modo, le mie parole erano fiato sprecato: lui era l’accertatore impeccabile, io il cittadino trasgressore, o presunto tale. Perché questa è stata l’impressione che ho avuto, parlando con il Sig. D. Oltretutto, il suo “fischiettare” spensierato, mentre io leggevo il verbale prima di firmarlo, era alquanto fuori luogo e ai limiti del provocatorio, vista la mia comprensibile situazione di ingiusto disagio, ma posso immaginare che fosse la sua soddisfazione per aver “punito” un altro “furbo” cittadino che non paga il parcheggio. Quello che mi viene più naturale da pensare, invece, è che il Sig. D. abbia controllato in maniera superficiale, soffermandosi piuttosto sul permesso per residenti apposto sul parabrezza (particolare indicato nel verbale), che non verificando scrupolosamente se in effetti c’era o no un tagliando del pagamento (che, ripeto, era esposto sul cruscotto). Quelle che sono state le mie impressioni, dialogando con questo signore, possono certamente rimanere tali, ma mi venga concesso il beneficio del dubbio, se non altro per gli spiacevoli precedenti che il Sig. D. ha avuto con altri cittadini per situazioni simili. Ed è bastata una breve ricerca su internet per capire che D. non è nuovo a queste situazioni. In sostanza, posso comprendere il disappunto degli altri cittadini, avendo anche io avuto a che fare con il Sig. D., un soggetto che, ripeto a mio avviso, dimostra un’arroganza che non gli compete nell’esercizio delle sue funzioni. Al contrario, per quanto sia più che legittimo il suo compito di accertare le infrazioni dei cittadini (quando effettivamente ci sono), penso che sia anche più che doveroso da parte sua dialogarci con modi diversi e meno da “giustiziere”. Detto questo, nella speranza che questi inconvenienti possano aprire gli occhi a chi di dovere, al fine di limitare certi disagi ai cittadini e di evitare che venga minata l’intera categoria degli ausiliari del traffico, fortunatamente non tutti uguali, vi porgo i miei più cordiali saluti. Fabio Pacifici

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