Frisullo e Tarantini: un anno e quattro mesi

Bari. Pene ridotte rispetto al primo grado. I giudici della Corte d’appello non hanno riconosciuto l’associazione a delinquere e la corruzione

BARI – Sarebbero stati colpevoli solo di due episodi di turbativa d’asta e non anche dei reati di associazione a delinquere e corruzione. E’ questo il parere dei giudici della Corte d’appello di Bari che ieri hanno ridotto la pena per Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione Puglia, e per l’imprenditore Gianpaolo Tarantini. Un anno e quattro mesi di reclusione a testa, hanno sentenziato, al termine di una camera di consiglio di circa un’ora. Per entrambi la pena è stata sospesa. Il processo è quello che riguarda due gare d’appalto da 370mila euro alla Asl di Lecce; secondo l’accusa l’ex numero due di Via Capruzzi, arrestato nel marzo del 2010, negli anni 2007 e 2009 avrebbe favorito le aziende dell’imprenditore barese. Frisullo, in primo grado, era stato condannato a due anni e otto mesi; Tarantini, a quattro anni e tre mesi. Entrambi gli imputati sono stati assolti dal reato associativo con la formula “perché il fatto non sussiste” e dall’abuso d’ufficio con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Frisullo è stato anche interdetto per un anno dai pubblici uffici. 20 novembre 2012 Escort e tangenti: ‘Sei anni per Frisullo’ BARI – Sei anni di reclusione. E’ quanto hanno chiesto i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia per Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione Puglia, arrestato nel marzo del 2010 con l'accusa di aver favorito le aziende dell’imprenditore barese nel settore della sanità Gianpaolo Tarantini, per il quale sono stati invocati invece quattro anni di detenzione. Frisullo risponde di associazione per delinquere, abuso di ufficio, turbativa d'asta e millantato credito. Secondo le ricostruzioni dell’accusa, si sarebbe adoperato per agevolare Tarantini negli appalti ricevendo in cambio “12mila euro al mese da gennaio a novembre 2008, costosi capi di abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale delle prostitute Teresa De Nicolò, Sonia Carpentone e Vanessa Di Meglio, la disponibilità di un'autovettura ed un autista nonché quella del servizio di pulizia settimanale presso il suo domicilio di via Giulio Petroni”; in un'altra occasione avrebbe ricevuto 50mila euro per lo stesso tipo di favori. Le indagini, realizzate anche tramite il ricorso a numerose intercettazioni, fanno riferimento al periodo compreso tra il 2007 ed il 2008. Chiesti due anni ed otto mesi per l'ex primario del reparto di neurochirurgia dell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce Antonio Montinaro: anche lui, secondo la Procura, avrebbe favorito l’imprenditore barese. Per altri due imputati, Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo, e Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo dell'Asl di Lecce, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza preliminare e le discussioni per gli abbreviati proseguiranno il 26 novembre prossimo. 6 marzo 2012 Escort e tangenti. Al via il processo a Frisullo BARI – Si è aperto ieri davanti al gup del Tribunale di Bari, Alessandra Piliego, il processo nei confronti di Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Giunta pugliese, e di altre quattro persone, gli imprenditori baresi Gianpaolo e Claudio Tarantini; Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo dell'Asl di Lecce; e Antonio Montinaro, allora primario di neurochirurgia dell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ieri si è celebrata l’udienza preliminare nei confronti dei cinque imputati accusati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, turbativa d'asta e millantato credito. La Regione Puglia si è costituita parte civile. Secondo i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia, l’ex vice di Nichi Vendola avrebbe agevolato l'imprenditore barese in appalti in sanità ricevendo in cambio “12mila euro al mese da gennaio a novembre 2008, costosi capi di abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale delle prostitute Teresa De Nicolò, Sonia Carpentone e Vanessa Di Meglio, la disponibilità di un'autovettura ed un autista nonché quella del servizio di pulizia settimanale presso il suo domicilio di via Giulio Petroni”; in un’altra occasione avrebbe ricevuto 50mila euro per lo stesso tipo di favori. L’udienza preliminare è stata aggiornata al prossimo 12 marzo. 21 dicembre 2011 Tangenti in sanità. I pm: ‘Frisullo a processo’ BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Sandro Frisullo (Pd), l'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese, e per le altre quattro persone coinvolte in una delle inchieste sull'illecita gestione della sanità pubblica pugliese: gli imprenditori baresi Gianpaolo e Claudio Tarantini, Vincenzo Valente, direttore amministrativo dell'Asl di Lecce e Antonio Montinaro, primario di Neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce. Gli imputati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, turbativa d'asta e millantato credito. In particolare, il politico leccese avrebbe percepito da parte di Tarantini “12mila euro al mese da gennaio a novembre 2008, costosi capi di abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale delle prostitute Teresa De Nicolò, Sonia Carpentone e Vanessa Di Meglio, la disponibilità di un'autovettura ed un autista nonché quella del servizio di pulizia settimanale presso il suo domicilio di via Giulio Petroni”. In cambio avrebbe agevolato l'imprenditore negli appalti in sanità. 17 luglio 2010 Scarcerato Sandro Frisullo Era ai domiciliari nella sua casa di Lecce, dallo scorso 8 aprile su provvedimento dei giudici del Riesame. I difensori di Frisullo avevano depositato una nuova richiesta di revoca della misura cautelare, ottenendo il parere favorevole della Procura. Il gip, a quanto si è appreso, ha revocato gli arresti domiciliari perchè sarebbero venute meno le esigenze cautelari. L'inchiesta in cui è coinvolto Frisullo, è quella coordinata dai pm Giuseppe Scelsi, Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia e che riguarda le forniture alla Asl di Lecce. 8 aprile 2010 – Il Riesame: concessi i domiciliari a Frisullo Sandro Frisullo lascerà il carcere per i domiciliari. E' quanto hanno stabilito in tarda mattinata i giudici del Tribunale del Riesame di Bari dopo l'udienza di ieri nel corso della quale i legali del politico salentino avevano chiesto la scarcerazione del loro assistito. Gli avvocati Michele Laforgia e Federico Massa avevano infatti presentato una difesa di 58 pagine nella quale avevano messo in discussione l'attendibilità delle dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini e del fratello Claudio ed avevano chiesto la liberazione dell'ex vicegovernatore di Puglia. Richiesta respinta; tuttavia, con la concessione dei domiciliari la posizione dell’esponente del Pd si è molto alleggerita. Frisullo potrà abbandonare il penitenziario di Bari già nel pomeriggio di oggi e tornare nella sua abitazione di Lecce. Il Riesame infatti ha considerato attenuate le esigenze cautelari nei suoi confronti e tenuto conto del suo stato di salute. Ha inoltre disposto l’obbligo di dimora per Vincenzo Valente, l'ex direttore amministrativo dell'Asl di Lecce; misure cancellate invece per il funzionario dell'Asl Roberto Andrioli, anche lui ai domiciliari e per il primario di neurochirurgia del “Vito Fazzi” di Lecce Antonio Montinaro, sottoposto all'obbligo di dimora. 8 aprile 2010 Frisullo. Oggi il Riesame decide sulla scarcerazione Dovrebbe arrivare oggi la decisione del Tribunale del Riesame di Bari sulla scarcerazione di Sandro Frisullo. Per convincere i giudici, ieri gli avvocati del politico salentino, Michele Laforgia e Federico Massa, hanno presentato una difesa lunga 58 pagine, corredata da articoli di giornale, nella quale si mette in discussione la credibilità di Gianpaolo Tarantini e del fratello Claudio. E’ sulla base delle loro dichiarazioni, infatti, che l’ex vicepresidente della Regione Puglia si trova in carcere dallo scorso 18 marzo con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d’asta ed è indagato per quattro presunti episodi di corruzione. Tarantini riferì infatti al pm Giuseppe Scelsi di aver versato delle tangenti per un totale di 250mila euro in cambio dell’ottenimento di alcuni appalti banditi dalla Asl di Lecce. Ed è proprio su questo punto che si sono concentrati i difensori di Frisullo: secondo loro non sarebbe infatti mai stata dimostrata l’attendibilità dell’imprenditore barese. Anche l’accusa tuttavia ha presentato ieri nuove “carte”: un’informativa di dieci pagine nella quale verrebbe certificato un prelievo di denaro contante da un conto corrente riconducibile a Tarantini in concomitanza con un incontro tra questi e l’ex numero due di Via Capruzzi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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