Colonnine Enel a Lecce. Blasi diffidente

Lecce. Il segretario regionale del Pd riporta l’attenzione sui problemi quotidiani legati al trasporto pubblico cittadino

LECCE – “La presentazione delle colonnine Enel per il rifornimento di auto elettriche a Lecce è un bel passo avanti per la città di Lecce. Effettivamente si dà una possibilità di approvvigionamento di carburanti a quella decina di cittadini che posseggono veicoli di questo genere. E si segna una data storica, qualora questo genere di trasporto dovesse diventare di massa nei prossimi anni. Per gli altri 90mila leccesi attendiamo che a Lecce si proceda al miglioramento della qualità e della frequenza del trasporto pubblico, oggi mal gestito a tutto vantaggio dei guadagni che le strisce blu producono alla Sgm. Guadagni che in buona parte si trasformano in utili privati e che non vengono reinvestiti. Per potenziare le linee, infatti, Perrone chiama in causa la Regione (come del resto fa per ogni cosa), e quindi la collettività, la stessa che già paga le strisce blu”. Il segretario regionale del Pd Sergio Blasi plaude all’iniziativa di dotare il capoluogo salentino di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, ma punta l’attenzione sul sistema mobilità leccese nel suo complesso. A fronte di pochi che usufruiranno delle centraline per una mobilità ecologica e moderna, ci sono tanti altri cittadini, circa 90mila, che resteranno alle prese con i problemi di sempre, in genere legati ai disagi causati dai trasporti pubblici. “Oltre alle colonnine e agli annunci su una presunta città pulita – dice Blasi – si attende dal sindaco una decisione sul che fare di quell’enorme monumento allo spreco che è il filobus. O sulla chiusura (vera e non fasulla) del centro storico di Lecce all’attraversamento selvaggio delle automobili. E sull’allargamento dell’area pedonale e l’aumento delle piste ciclabili (anche queste vere, possibilmente, e non aree pedonali spacciate come tali)”. Poi un messaggio rivolto anche al sindaco di Brindisi Mimmo Consales e all’assessora regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Si potrebbe chiedere ad Enel di rispettare l’ambiente salentino prima di tutto smettendo di bruciare carbone a Cerano”. “Insomma – conclude -, oltre che alla propaganda conviene che ci si dedichi di più a chi soffre le conseguenze dell’inquinamento. E a Brindisi, Lecce e nel Salento sono in tanti”. Articolo correlato: Colonnine per auto elettriche. Parte la rivoluzione

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