M5S: a Lecce non c’è la raccolta differenziata

 

Lecce. Gli attivisti M5S Meetup Salentini Uniti con Beppe Grillo ci scrivono per denunciare il comportamento del sindaco Perrone

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Il Sindaco Paolo Perrone non può chiedere ai cittadini di spingere sull’acceleratore della differenziata a meno di cinque mesi dalla scure ecotassa, scaricando (è il caso di dirlo) le proprie responsabilità sulle spalle dei cittadini. Lo richiamiamo alle proprie di responsabilità, facendo chiarezza su quali sono gli obblighi a cui, ancora oggi, non ha fatto fronte per migliorare i servizi e la percentuale di differenziata, impantanata ad uno scadente 17%. A Lecce c’è la raccolta in cassonetti non c’è la raccolta differenziata! Dalle esperienze dei comuni virtuosi come Capannori, è ormai noto che la differenziata è possibile SOLO con la raccolta porta a porta, perché il cassonetto, di per se è deresponsabilizzante, e non permette di raggiungere gli obiettivi minimi di raccolta previsti per legge. Questo vuol dire che l’invito del Sindaco è inefficace ed inutile, e serve solo ad allontanare da se stesso ogni attribuzione di responsabilità. E’ doveroso sottolineare anche, che se la raccolta porta a porta è l’ unico sistema funzionante e in grado di raggiungere in poco tempo quote di raccolte come il 70%, non è sufficiente indire una gara d’appalto per l’affidamento del servizio, come il Sindaco ha inteso fare per la città di Lecce. E’ il processo partecipativo che precede il porta a porta a decretarne la riuscita. Alla nostra domanda “può avere successo una raccolta differenziata non preventivamente partecipata?” posta pochi giorni fa all’ ex assessore all’ambiente di Capannori, ci ha risposto: “NO. La chiave di successo del porta a porta parte dall’informazione e dall’approfondimento perchè solo dalla motivazione si può avere una buona esperienza.” Partecipazione, lo evidenziamo, prevista anche nella Carta dei Servizi Regionale (LR 24/2012) i cui si chiarisce che i cittadini debbono sentirsi partecipi nelle scelte perché la raccolta porta a porta comporta la modifica di abitudini domestiche consolidate, un impegno nella separazione dei rifiuti e la necessità di adeguare gli spazi degli ambienti domestici alla raccolta. “E’ necessario che la collettività possa sentirsi partecipe delle scelte operate dall’amministrazione comunale. Questo aspetto – si legge nella Carta dei Servizi – “ è cruciale affinché si possa effettivamente ottenere un livello di raccolta al passo con i tempi”. Dunque il Comune di Lecce è inottemperante a tale disposizioni, e senza consultazione della collettività prima, e senza campagne informative in prossimità di un porta a porta che sarebbe già dovuto partire, la raccolta differenziata produrrà in futuro scarsi risultati rispetto a quelli auspicati. Alla luce di ciò, e nella condizione di cittadini che pagheranno l’ecotassa per evidenti inadeguate politiche ambientali dell’amministrazione, qualche domanda vorremmo rivolgerla: entro quando comincerà la raccolta dato che il Consiglio di Stato si è ormai pronunciato? I camioncini della raccolta saranno elettrici? Dove andrà a finire l’umido? L’indifferenziato finirà indifferentemente in discarica, come accade in comuni salentini definitosi “virtuosi” , come Corigliano D’Otranto o Galatina che vanta il 75 % della differenziata ma che incredibilmente ricicla solo il 26%? A Capannori, una volta l’anno un pullman gratuito messo a disposizione della comunità conduce i cittadini nei luoghi di riciclaggio per fare vedere dove finiscono i loro rifiuti differenziati. Noi faremo un discarica tour? Come, chi ed entro quando si realizzeranno i centri comunali di raccolta, gli impianti di riciclaggio e del recupero dei materiali all’interno dell’ Ato? Verrà incentivato il compostaggio domestico e collettivo? Sono previsti impianti intermedi in città? E, ancora, quali sono le politiche che vanno verso la riduzione del rifiuto ? Perché se i cassonetti non servono, differenziare non basta! Quali sono le politiche verso l’incentivazione del rifiuto zero? Le attività commerciali che venderanno prodotti alla spina saranno esentati dalla tassa sui rifiuti? Coloro che faranno il compostaggio domestico godranno di una riduzione tariffaria ? Ma soprattutto, si adotterà la tariffazione puntuale? Perché con la tariffazione puntuale la tassa sui rifiuti verrebbe pagata in base alla quantità di rifiuto non riciclabile, premiando il cittadino virtuoso, incoraggiando acquisti più consapevoli e permettendo anche il recupero dell’evasione. Ci dica Sindaco, a che punto siamo?

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