Asilo chiuso, protesta l’opposizione

Sannicola. Protesteranno sabato mattina in via Delle Viole i consiglieri di minoranza, motivo: l’inspiegabile chiusura dell’asilo nido.

Sannicola. Sit – in di protesta il primo febbraio dalle 9:30 alle 13:00 in via delle Viole a Sannicola davanti alla struttura vuota dell’asilo nido.” Nonostante si tratti di una struttura ultimata nel maggio 2013, fanno sapere i consiglieri di minoranza Danilo Scorrano, Valerio Nocera e Wilma Giustizieri, non un solo bambino può frequentarla a causa dell’incapacità dell’attuale maggioranza di bandire l’avviso per la gestione. La responsabilità della giunta Piccione è gravissima, perché sottrae questa importante risorsa non solo alle famiglie di Sannicola, ma a tutti gli 8 paesi dell’ambito di Gallipoli: si tratta infatti di una struttura sovracomunale ristrutturata con fondi regionali e comunali. Giovani qualificati avrebbero potuto lavorarci e le famiglie avrebbero potuto usufruire dei “buoni di conciliazione” messi a disposizione dalla Regione. Da molti anni, ormai, il nostro comune non aveva più l’asilo nido, chiuso da un commissario prefettizio per gli alti costi di gestione. Nel frattempo, ovviamente, si sono sviluppate, anche nei paesi vicini, legittimamente, strutture private, ma molte donne hanno dovuto rinunciare al lavoro. La presenza di un nido comunale sul territorio è stato obiettivo strategico per la passata amministrazione Nocera, per essere al servizio dei cittadini tutti ed evitare la speculazione privata. Così non è più oggi. Da maggio 2013 la struttura è pronta, il bando di assegnazione aveva, effettivamente, un problema sui conteggi dei costi della retta, inferiore a quanto previsto per legge, ed è stato ritirato. Sarebbe bastato correggere l’errore e riproporlo, ma, a settembre, all’apertura delle scuole, la nuova amministrazione Piccione – Colella, non ne ha permessa l’apertura. Di fronte alle innumerevoli sollecitazioni e alle interrogazioni della minoranza, la nuova amministrazione ha accampato nuove scuse e nuovi problemi insormontabili, giungendo financo a negare l’evidenza e cioè che la struttura fosse pronta. Ha dichiarato ai consiglieri, alla stampa e ai cittadini che i documenti non fossero in regola, citando leggi che non andavano applicate alla struttura perché entrate in vigore anni dopo la sua progettazione. Ignoranza? Incapacità di interpretare le leggi? Interessi economici, anche considerevoli, di qualcuno? Se anche la struttura non fosse a norma (e non è così), perché non si è provveduto ad avviare l’iter per adeguarla in questi otto mesi? A chi conviene il nido chiuso? Certo sappiamo a chi conviene il nido aperto: conviene alle giovani coppie, conviene alle donne che lavorano, conviene alle nonne che sono costrette, oggi, ad accudire i nipoti, conviene agli operatori specializzati, oggi, senza lavoro, conviene ai cittadini tutti degli otto paesi dell’ambito. Perché, quindi, non si è fatto a per affidare la gestione dell’asilo ed aprirlo?”

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