Leadri, mobilità per 63 unità

Lecce. I sindacati chiedono a gran voce l’interessamento delle istituzioni e dei parlamentari del territorio

Lecce. All’assemblea con i lavoratori, venerdì mattina in azienda a Sternatia (Le), la preoccupazione e la tensione tra i lavoratori era evidente: le organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil infatti, dopo la lunga e dura battaglia per la cantierizzazione delle opere più grandi (tratto stradale Maglie-Otranto e Regionale 8) su cui il gruppo Palumbo prospettava la riattivazione delle maestranze, ora devono confrontarsi con una scelta dell’azienda Leadri Srl inaccoglibile. L’azienda ha infatti annunciato la scorsa settimana, durante un incontro in Confindustria con le parti sociali, di voler procedere con l’avvio della mobilità per 63 lavoratori, ritenuti in esubero. Fillea Cgil Filca Cisl e Feneal Uil di Lecce esprimono forte preoccupazione per l’atteggiamento dell’azienda che si è dimostrata rigida rispetto a questa decisione, tanto da indurre le organizzazioni sindacali a rifiutare l’accordo proposto in Confindustria e da richiedere che si passi alla seconda fase della procedura di licenziamento collettivo che prevede l’incontro nella sede della Provincia di Lecce convocato per lunedì 20 gennaio alle ore 9.30. Dopo l’avvio dei cantieri del tratto Maglie-Otranto della strada statale 16 e della Regionale 8, i lavoratori speravano che la loro situazione occupazionale avesse ritrovato stabilità. Le prospettive si stanno rivelando invece di tutt’altro tenore. Riteniamo ingiusto che si continui a giocare sulle vite e sulle speranze delle persone. Per questo auspichiamo che all’incontro di lunedì prossimo in Provincia si possano individuare delle soluzioni che scongiurino ulteriori disagi ai lavoratori e soprattutto gravi ripercussioni sul già sfilacciato tessuto sociale del territorio. La situazione si rivela particolarmente grave, anche alla luce del fatto che gli ammortizzatori sociali, che ancora sostengono il reddito per decine di lavoratori delle aziende del Gruppo Palumbo, scadranno il prossimo 25 gennaio. Chiediamo per questo che tutte le istituzioni del territorio, in particolare Regione, Provincia e Parlamentari, intervengano per evitare a 63 famiglie di precipitare nel baratro della disoccupazione

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