Le arterie del gas

Gas dal mare

Nel 2006 e nei primi mesi del 2007 il Ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato ben 12 autorizzazioni per l’importazione pluriennale di gas da paesi extracomunitari. L’attività di approvvigionamento del gas è diventata frenetica

Il mare al largo di Otranto sarà presto un cantiere dove sorgeranno mastodontiche infrastrutture per il trasporto del gas dall’Oriente. Saranno tre i gasdotti che sicuramente (si parla di cinque) solcheranno gli abissi marini. La Puglia, e il Salento, saranno l’hub naturale, il ganglio di smistamento per il gas che arriva da Est e riparte per altri paesi. Il gas viaggia allo stato liquido e, all’arrivo, deve essere “rigassificato”. Ricordiamo tutti lo scandalo, gli arresti eccellenti, le polemiche intorno al costruendo rigassificatore di Brindisi, bloccato a seguito di una brillante azione legale firmata dall’avvocato Roberto Fusco e che ha visto, in una coalizione politicamente trasversale, contro il colosso della British Lng, i comitati dei cittadini, la Provincia e il Comune di Brindisi. Perché sono almeno di due ordini i problemi legati allo sfruttamento del gas, reso necessario dalla crisi petrolifera: la sicurezza e l’inquinamento (questo potrebbe interessare i rigassificatori). Sul primo, le domande che Giuseppe Finguerra ha rivolto alla Edison, non hanno trovato risposte a parer nostro soddisfacenti. Ecco i progetti che prenderanno il largo, è il caso di dirlo, fra poco. (Continua in edicola sul Tacco d'Italia di giugno)

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