// Giorgio racconta il dolore

Il terremoto dell’Aquila tre coppie intorno alle quali s’intreccia il romanzo della scrittrice brindisina Anna Maria Scotto di Marco.

di Flavia Musciacco Il terremoto e il territorio dell’Aquila sono, al tempo stesso, il fondale di scena e i protagonisti di questo libro della scrittrice brindisina Anna Maria Scotto di Marco, evento e luogo che intrecciano in modo inestricabile la vicenda di tre coppie di persone molto care all’autrice, ‘senza nemmeno cambiare i nomi ed i cognomi che sono reali, come tutta la storia’, dice nella controcopertina. Il 6 aprile 2009 alle 3 e 32 la vita delle popolazioni aquilane sarà sconvolta per sempre da un sisma di proporzioni e gravità devastanti, e dall’enormità di questa catastrofe ecco lo zoom su tre storie minori, apparentemente insignificanti rispetto alla dolorosa grandiosità del terremoto, eppure significative per Anna Maria Scotto di Marco. Tre le coppie intorno alle quali si sviluppa la narrazione che sono quella costituita da Tommaso, detto familiarmente Tommy, il figlio dell’autrice, con la moglie Enza e i loro due figli; Annapaola con il marito Domenico; e, soprattutto, Giorgio “greco e bello come un dio” con la moglie Rosanna, sorella di Enza, e i loro due figli Dimitra e Francesco. Il focus del racconto è concentrato proprio su questa terza coppia. Giorgio è il tutor di un numeroso gruppo di studenti greci che è venuto all’Aquila per studiare all’università, alcuni dei quali alloggiano nella Casa dello studente che ha contato il maggior numero di giovani vittime. Giorgio è un ragazzo forte e generoso che proviene dalla regione del Monte Pindo (da cui il titolo del libro) che immediatamente dopo lo shock della scossa avverte due impellenti necessità, quasi simmetriche: mettere al sicuro la sua famiglia, precipitarsi alla residenza dove sono i suoi giovani connazionali. Sono i momenti concitati immediatamente dopo la scossa più devastante che l’autrice fa rivivere con commozione e molto pathos. Ha i nervi saldi, Giorgio. Carica Rosanna e i bambini in macchina e li porta in aperta campagna: sono salvi per miracolo, ma la casa dove abitavano non c’è più. E da questi momenti partono i tanti flash back che arricchiscono il profilo di questo giovane greco che viene in Italia a studiare, dopo aver lasciato i campi e le greggi della sua amata Grecia, e a L’Aquila incontra l’amore della sua vita, Rosanna. Con lei e con immensa fatica mette insieme su un’attività di assistenza agli studenti greci che intendono frequentare le università italiane, s’inventa un lavoro utile per sè e per i suoi connazionali. Il terremoto distrugge tutto ma Giorgio e Rosanna non si danno per vinti e la loro storia ricomincia proprio a L’Aquila che non vogliono abbandonare, mentre le altre due coppie (Tommy-Enza e Domenico – Annapaola) vanno altrove a cercare la loro nuova sistemazione. Le pagine più belle sono proprio quelle del concitato diario dei primissimi giorni dopo terremoto che il lettore vive con partecipazione e sofferenza, come se vi avesse partecipato, tanto ben raccontata è l’emozione e la tensione emotiva. E’ Giorgio, in fondo, che racconta il dolore collettivo. La Scotto di Marco, alla sua prima opera letteraria, dopo una vita dedicata all’insegnamento, scrive in maniera scorrevole, utilizzando spesso il cambio di persona: a volte il suo racconto scorre in terza persona, altre, in prima persona, prende la voce e i pensieri di Giorgio. Una tecnica azzeccata che coinvolge il lettore in maniera volutamente asimmetrica rispetto al filo narrativo. L’effetto è positivo e accattivante, con la conseguenza di farci entrare nel vivo delle vicende narrate. Anna Maria Scotto di Marco “Dal Pindo al Gran Sasso” Hobos edizioni Euro 9.00

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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