Quanti Babbi Natale fanno la felicità?

//LA STORIA DELLA DOMENICA. Aiutare i bambini: il sogno di Giorgio e della sua associazione diventa realtà.

di Simona Palese //LA STORIA DELLA DOMENICA. Avete presente Babbo Natale che arriva con la slitta e gli aiutanti in mezzo a un turbine di lucine colorate? Vi state immaginando gli Elfi che lo accompagnano e intrattengono i bambini meno felici? Ecco, ora immaginate che questo scenario tipico da film americano, di quelli trasmessi da Rete4 la notte della vigilia, si trasformi in realtà. Immaginate che tutto questo possa avvenire proprio grazie a uno di quei film, a un ragazzo (allora) sedicenne costretto a letto dalla febbre, che a un certo punto si chiede “chi lo dice che io non possa far diventare questa favola una realtà per tanti bambini, e magari fare del bene, e magari realizzare tutto questo nel mio Salento?”. Questa storia richiede immaginazione ma anche senso pratico, e soprattutto richiede di fare una chiacchiera con Giorgio Adamo, quel ragazzo che dieci anni fa, a sedici anni appunto, si immaginò e realizzò la Band dei Babbi Natale. All’inizio l’idea era quella di organizzare un gruppo di adulti disposti a vestirsi da Babbo Natale e andare a consegnare i doni nelle case dei bambini di Alliste. Poi pian piano, un po’ grazie all’entusiasmo che si è creato intorno all’iniziativa, un po’ per l’esperienza di volontariato fatta da Giorgio nel reparto di Oncologia pediatrica del Vito Fazzi (“un’esperienza che ti cambia davvero, perché da quel momento il tuo solo pensiero è fare qualcosa per quei bambini”), la strada si è meglio definita, e soprattutto si è allargata e ha potuto ospitare molte più persone. Giorgio Adamo

Grazie al sostegno della Protezione Civile e delle amministrazioni dei Comuni coinvolti, ma soprattutto grazie alla sinergia con l’associazione di genitori “Per un Sorriso in più”, impegnata nel sostegno all’unità di Onco-ematologia Pediatrica di Lecce, la Band dei Babbi Natale negli ultimi anni ha raccolto denaro, ha diffuso un modo nuovo di fare beneficienza, si è data degli obiettivi semplici ma ambiziosi. Non basta aver raccolto e destinato al reparto 2mila300 euro lo scorso anno, non è sufficiente nemmeno averne già raccolti 5mila quest’anno: il sogno di Giorgio è quello si avere tante Band sparse in tutto il Salento, magari una per ogni città. Già quest’anno si è arrivati a quattro comunità coinvolte: Alliste, Racale, Taviano, Ugento. Per l’anno prossimo si spera nell’attivazione concreta di Casarano, Acquarica, Melissano. Come funziona concretamente la vostra associazione? Ogni anno, a Ottobre, parte una “chiamata ai Babbi”, diciamo. Chiediamo alle persone di dedicare il proprio tempo e il proprio impegno ai bambini. I più piccoli beneficiano doppiamente della nostra attività: da un lato i bambini che verranno nelle piazze, assisteranno allo spettacolo e potranno vedere la casa di Babbo Natale e ricevere i doni direttamente dalla sua band, dall’altra i bambini che sono in ospedale e combattono la loro battaglia contro la malattia ricevono un sostegno grazie al denaro che riusciamo a raccogliere. E quest’anno finalmente uno dei nostri Babbi andrà a consegnare i regali anche ai bambini del reparto. Partecipare richiede impegno, ma da grande soddisfazione. Per due mesi si fanno le prove due sere a settimana, grazie alla Scuola di danza Max di Racale e ai maestri Maria Antonietta Caggiula e Massimo Coppola che danno un contributo preziosissimo e completamente volontario. Si prepara un vero e proprio spettacolo, con tanto di coreografie e abiti. Vedere cento Babbi Natale tutti insieme è un’emozione sempre grande: spesso la magia coinvolge più i grandi dei bambini! Come arrivano a voi le persone che vogliono partecipare? Solitamente ci contattano via facebook, o attraverso chi ha già partecipato negli anni precedenti. Ad esempio questo coinvolgimento dei paesi vicini, segue la logica della partecipazione e dell’impegno. Amici e volontari di Ugento o di Taviano che negli anni scorsi hanno partecipato come Babbi, hanno deciso di impegnarsi in prima persona e di attivarsi sul proprio territorio: noi nominiamo un referente per ogni comune e poi, sempre col sostegno e il coordinamento dell’associazione, ognuno fa il proprio percorso. Ognuno con le proprie associazioni, le proprie peculiarità: quest’anno a Ugento ci sarà un’orchestra filarmonica di settanta elementi. Ne siamo felicissimi! In che modo raccogliete i fondi? Innanzitutto con una lotteria. Quest’anno abbiamo stampato 2mila500 biglietti da 2 euro, e sono già stati tutti venduti. L’impegno della vendita dei biglietti è diffuso: se lo assumono le associazioni che partecipano, i singoli Babbi, gli sponsor stessi. Poi c’è un salvadanaio che ci accompagna nelle performance di piazza: ognuno può contribuire per come vuole e può. Ovviamente i costi per la realizzazione dello spettacolo e i premi della lotteria vengono interamente coperti dagli sponsor. Il resto viene invece devoluto. E ogni anno stiamo crescendo sia come fondi raccolti che come partecipazione. Siamo davvero molto contenti. Durante l’anno cosa fanno i Babbi? Cerchiamo di tenere sempre attiva l’associazione, e le richieste di aiuto ci confortano. Abbiamo organizzato giornate di reunion estive, ma anche la vendita di uova di Pasqua. In sostanza cerchiamo di non fermarci mai. Vedi, la differenza tra un impegno che assumi per lavoro e uno che assumi per il volontariato, sta proprio in questo: non c’è mai un limite, se non quello che tu dai a te stesso. E sai bene che la quantità di impegno che investi, torna indietro con un tipo di soddisfazione che è impagabile. Cosa ti insegna ogni giorno questa esperienza? Hai una giornata intera per questa risposta? (e ride, di un sorrido vero e bello – ndr) Questa esperienza mi insegna che se c’è un mondo sempre pronto a deluderti, e ahimè c’è anche nell’associazionismo e nel volontariato, ce n’è anche uno che non smette mai di sorprenderti in positivo, come quando ho incontrato genitori che volevamo aiutare e che ci hanno risposto “sinceramente Giorgio, noi abbiamo già il sostegno delle nostre famiglie o comunque ce la facciamo da soli.. aiutate chi davvero non ce la fa”. Mi insegna che provare esattamente il dolore degli altri è impossibile, ma il tentativo di immedesimarsi vale sempre la pena, come quando durante il periodo del volontariato diretto nel reparto di oncologia pediatrica decisi di rasare i capelli a zero per avvicinarmi ancora di più a quei bambini e funzionò. Questa esperienza mi insegna che non c’è niente di davvero irrealizzabile, se le persone decidono di donare agli altri e di condividere con la propria comunità la parte migliore di se stesse. È un arricchimento per tutti. Io ogni sera, quando resto solo prima di addormentarmi, mi regalo un sorriso perché mi dico “anche oggi ho fatto la mia parte, o almeno ci ho provato”. E credimi, farlo per l’infanzia, quel momento così importante e vero della nostra vita, significa restituire anche a se stessi quella felicità di bambino che dovrebbe essere un diritto e non una battaglia. Appuntamenti: 22 dicembre 16,30 Racale – Giardini del Sole 19,30 Taviano – Parco Ricchello 23 dicembre ore 19,30 Ugento – Piazza San Vincenzo 24 dicembre ore 16,30 Alliste – Piazza San Quintino info: www.facebook.com/band.dibabbonatale

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