// NO-Tap ‘intervista’ Tap. L’ad Russo risponde

//L’INTERVISTA. Il Tacco d’Italia ha fatto solo da moderatore. Ecco le domande che il comitato No Tap ha rivolto, tramite noi, a Giampaolo Russo, l’Ad della società

La Tap ha organizzato nei giorni scorsi un “educational tour” per giornalisti, con light lunch (leggi pranzo gratis) in un albergo di classe e visite guidate con pulmino sui posti dove dovrebbe sbarcare il gasdotto Trans adriatic pipeline. Un’occasione ghiotta per un giornalista turistico, perché si tratta di una delle coste più belle del Salento e perché in quell’albergo di classe si mangia molto bene. Non per noi, perché abbiamo letto quel cortese invito come una sorta di captatio benevolentiae rivolto a chi è in grado (la stampa) di influenzare e formare l’opinione pubblica. Ghiotta, ma non per noi, perché conosciamo quel paradiso palmo a palmo, e conosciamo palmo a palmo i fondali, i terreni, le falene, gli uliveti e le pinete che saranno devastate dal gasdotto. Oltre al progetto, naturalmente. Quindi abbiamo preferito chiedere al comitato No Tap che cosa avrebbe chiesto se avesse partecipato a quel tour, dove non era invitato. Abbiamo girato poi le domande a Tap, che ha risposto a firma dell’amministratore delegato. Pubblichiamo le risposte di Tap e invitiamo il comitato no Tap ad una controreplica MLM NO-TAP: A pagina 59 della “sintesi non tecnica” c'è scritto che gli abitanti distanti meno di 500 avranno un impatto medio/alto dal vostro progetto. Come avete intenzione di comportarvi con le 130 famiglie che abitano entro questa distanza? TAP: “TAP, decidendo volontariamente di valutare anche gli impatti sociali dell’opera, seppur non richiesto dalla legislazione italiana, si è sempre dimostrata sensibile alle esigenze delle comunità locali coinvolte dal progetto. Le persone che vivono in prossimità dell’area destinata ad ospitare il PRT potrebbero subire un disagio durante la fase di costruzione. Per questo TAP ha previsto un meccanismo di gestione dei reclami in cui si impegna a compensare tutti i possibili danni causati dalla realizzazione e dall’esercizio del gasdotto”. NO-TAP: “In Grecia TAP si è rifiutata di accettare le modifiche al tracciato proposte. Superato lo scoglio della ratifica, TAP Italia si comporterà alla stessa maniera su eventuali modifiche al progetto? “È fondamentale sottolineare che la ratifica dell’Accordo intergovernativo e la procedura ESIA (Valutazione di impatto ambientale e sociale) sono due processi distinti. Il primo è principalmente volto al coordinamento degli Stati interessati e fornisce il quadro normativo attraverso il quale gli stati collaboreranno per la definizione del progetto. La ratifica non coinvolge e non modifica le normative per le procedure autorizzative e di valutazione ambientale previste dall’ordinamento nazionale e comunitario. Queste infatti verranno adottate sulla base delle procedure previste, attraverso organismi di valutazione tecnici sia presso i Ministeri interessati che alla Regione. Quindi, ogni possibile modifica al tracciato deve essere valutata nell’ambito della procedura di autorizzazione e non ha a a che vedere con la ratifica dell’accordo internazionale”. NO-TAP: E' ormai noto che le prospezioni condotte da TAP da Dicembre 2012 a febbraio 2013 sono state invalidate da ARPA Puglia. Quando le rifarete? TAP: “Si precisa che TAP ha svolto prospezioni geofisiche geotecniche ed ambientali, tra queste, solo le indagini ambientali, che prevedono la presenza di personale ARPA a bordo, dovranno essere ripetute a causa di un vizio procedurale. La campagna di sondaggi verrà effettuata nuovamente tra fine 2013 e inizio 2014. TAP ha già predisposto una serie di attività di comunicazione per informare la popolazione”. NO-TAP: Visto che le prospezioni non sono valide non è da considerarsi illegittima anche la parte del progetto che le utilizza e che voi avete presentato in Ministero? TAP: “Gli esiti delle indagini già svolte restano validi per la caratterizzazione dell’area a mare interessata dal tracciato del gasdotto. In ogni caso, avendo riscontrato vizi procedurali, TAP ripeterà le prospezioni. Gli esiti delle nuove indagini confluiranno nella documentazione integrativa all’ESIA che verrà consegnata al Ministero dell’Ambiente, il quale avrà cura di controllare che i risultati dei campionamenti siano in linea con quelli già presentati”. NO-TAP: Avete diffuso delle note ufficiali in cui dite che non avete potuto effettuare vari studi: geologici,archeologi,ecc.. Quindi l'analisi è incompleta? Gli enti preposti e interessati che dovrebbero valutare il progetto non dovrebbero però valutarlo nella sua interezza? TAP: “I rilievi archeologici sono stati completati. Le indagini geofisiche e geotechiche saranno completate a breve e i risultati saranno inviati alle autorità competenti ad integrazione della documentazione ESIA già consegnata per opportuna valutazione del Ministero dell’Ambiente. I ritardi nel completamento di alcune di queste indagini sono dovuti ai tempi di rilascio delle autorizzazioni necessarie per effettuarli e all’impegno che TAP ha assunto di non effettuarli durante il periodo estivo”. NO-TAP: Dal processo di partecipazione attivato dalla Regione è venuto fuori un netto parere negativo molto ben argomentato che parte dalla stessa utilità dell'opera: come si pone TAP di fronte a queste che ormai non sono posizioni 'ideologiche'? TAP: “Il processo di partecipazione attivato dalla Regione è ancora in corso e finora TAP ha potuto partecipare soltanto in qualità di uditore. Nella prossima fase, che prevede il contraddittorio in un confronto pubblico con l’azienda, TAP conta di poter rispondere alle osservazioni sollevate da coloro che hanno partecipato agli incontri di Borgagne, fornendo ulteriori elementi utili a chiarire il progetto. Come ricordato pochi giorni fa dal Governo, attraverso le parole del Sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti:.“TAP è un progetto prioritario per l'Unione europea, prioritario per gli interessi strategici dell'Italia”. E ancora: “Nella Strategia energetica nazionale la centralità di un progetto come il TAP, che significa aprire al nostro Paese e all'Europa il collegamento del corridoio sud, strategico per l'Unione europea; significa differenziare le fonti, non solo le rotte, perché si va a collegare l'Europa con l'area del Caspio e, più generale, con l'area centroasiatica, che è, non solo quindi oggi che è, in prima battuta, l'Azerbaigian ma, più in generale, quell'area è molto importante dal punto di vista delle potenzialità di forniture energetiche. Dunque, quest'opera è strategica per il nostro Paese, per abbassare i prezzi del gas e per aumentare la sicurezza del nostro Paese”. Quanto sopra citato e’ pubblicamente disponibile nel resoconto stenografico della seduta del 28 novembre scorso, sul sito della Camera dei Deputati”. NO-TAP: L'impatto sociale presentato da TAP in sede di VIA sembra decisamente negativo: come mai? E' TAP che ha lavorato male con i “portatori d'interesse” o il progetto presentato è carente in alcuni punti? TAP: “Tap non ha mai sottovalutato le incidenze di natura sociale che il gasdotto può determinare, tanto da scegliere volontariamente di effettuare una valutazione anche degli impatti sociali dell’opera, non prevista dalla normativa italiana. Sono state quindi prese in considerazione le risultanze dell’analisi compiuta all’interno dell’ESIA dalla società terza che si è occupata di condurre lo studio sociale per valutare i possibili impatti ed indicare le relative misure di mitigazione degli stessi. Questo perché riteniamo che gli impatti sociali ed emozionali non sono trascurabili soprattutto in relazione alle nuove infrastrutture energetiche. Ci siamo quindi impegnati, e continueremo a farlo, per una corretta informazione sul progetto perché la conoscenza dello stesso rappresenta la risposta più efficace ad ogni dubbio. In quest’ottica, Tap si è impegnata a condurre e organizzare numerosi incontri con tutte le parti interessate a vario titolo nel progetto. Il dibattito pubblico organizzato dalla Regione rappresenterà un’ulteriore occasione di chiarimento e confronto”. NO-TAP: Avete presentato un piano industriale/occupazionale con proiezioni realistiche dell'impatto occupazionale dell'opera? TAP: “Le stime sull’impatto occupazionale dell’opera, sia in fase di realizzazione che in quella operativa, derivano da un’analisi condotta da Nomisma Energia. Lo studio, pubblicato a marzo 2013, è realizzato secondo un metodo scientifico ampiamente riconosciuto e diffuso, che suddivide gli effetti di un progetto di investimento sull’economia della regione in diretti, indiretti ed indotti, differenziando il contributo tra la fase di costruzione del gasdotto (2015-2018) e la fase in cui l’infrastruttura sarà operativa (2019-2068). Secondo questa impostazione, l’investimento di TAP avrà un impatto diretto, grazie alle spese in conto capitale della fase di costruzione e della fase operativa, con il relativo impatto sull’economia e sulle imprese appaltatrici. L’attività di queste ultime genera un effetto diretto sull’economia e uno indiretto, legato al fatto che i contratti appaltati ad imprese locali entrano a far parte della catena di approvvigionamento di beni e servizi. Inoltre, può essere rilevato anche un effetto indotto, dovuto alla presenza dell’infrastruttura sul territorio, la quale costituirà un incentivo per l’economia locale, portando maggiori investimenti da impiegare in beni e servizi per i cittadini, stimolo ai consumi, attività di export e contributi fiscali”. NO-TAP: Il progetto parla chiaramente di fasce d'asservimento: avete già preso contatti con i proprietari dei terreni? Quanti? Come hanno risposto al progetto? TAP: “Sarà costituita una servitù di passaggio di 20 metri per ogni lato del gasdotto solo per motivi di manutenzione futura dell’impianto. Questa servitù non preclude in nessun modo le altre attività in superficie e l’uso agricolo del terreno da parte del proprietario. L’unica limitazione sarà il divieto di costruire. TAP sta definendo uno studio sugli asservimenti previsti per i terreni interessati dal gasdotto. I contatti con i proprietari verranno presi nel 2014”. NO-TAP: Il contro rapporto VIA presentato dalla commissione comunale di Melendugno mette in risalto molte criticità ed è firmato da noti esperti per i vari settori di competenza: chi firma il progetto TAP? TAP: “Il progetto definitivo di TAP è stato redatto da altrettanto noti esperti del settore di riconosciuta professionalità e competenza a livello nazionale ed internazionale. La società Saipem ha redatto il progetto e lo Studio di impatto ambientale e sociale è firmato dall’ing. Bertolè della società ERM. Inoltre, tutti i nomi delle società coinvolte nello studio di Impatto Ambientale sono indicati, e quindi pubblicamente consultabili, nei documenti ufficiali consegnati alle autorità competenti e disponibili sul sito di TAP e del Ministero dell’Ambiente”. NO-TAP: Avete contatti con Edison per un accordo sul punto d’approdo come viene proposto dal segretario del PD provinciale? TAP: “Il progetto TAP e il progetto Itgi Poseidon presentano molte differenze, soprattutto dal punto di vista delle caratteristiche tecniche. Pertanto i due progetti non sono comparabili, né è stato preso alcun contatto con ITGI Poseidon da parte di TAP”. NO-TAP: Poseidon a Otranto ha beneficiato nell'ambito del “corridoio sud” di un finanziamento da 120 milioni per la fattibilità e progettazione: TAP Ricade nello stesso tipo finanziamento come ampiamente descritto nel vostro sito. Quanti soldi ha percepito TAP con questi finanziamenti? TAP: “Il Progetto TAP non gode di sussidi o contributi pubblici statali o comunitari per la sua esecuzione. Come riconoscimento della sua importanza strategica, il progetto TAP ha ricevuto due finanziamenti dalla Commissione Europea nel quadro del programma 1995- 2011 del Trans European Energy Network (TEN-E) per la fase iniziale di sviluppo di progetto: lo Studio di fattibilità (dicembre 2005) e lo Studio di Ingegneria di base (dicembre 2006). L’ammontare totale di questi due finanziamenti era, approssimativamente, di 3 milioni di euro, corrispondenti a circa lo 0.1% del costo totale del progetto in quegli anni. Per maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/energy/infrastructure/tent_e/doc/2012_ten_e_financed_projects_1995_2011.pdf Inoltre, in qualità di progetto altamente strategico per l’Unione Europea, TAP è riconosciuta come Progetto di Interesse Comune (PCI) dalla Commissione Europea e dagli stati membri”. NO.TAP: In generale TAP ha ricevuto finanziamenti pubblici? Quanti, e a valere su quali fondi? TAP: “Come gia’ chiarito nella domanda precedente, il progetto TAP ha ricevuto due finanziamenti dalla Commissione Europea per la fase iniziale di sviluppo di progetto che corrisponde approssimativamente a circa lo 0.1% del costo totale del progetto in quegli anni. TAP non si affiderà a sussidi o contributi pubblici statali o comunitari per la sua realizzazione e il progetto sarà finanziato attraverso capitali e prestiti e propri”. NO-TAP: Perché rifiutate incontri PUBBLICI con i comitati e la cittadinanza? TAP: “Tap non si è mai sottratta a qualsiasi opportunità di incontro con amministrazioni pubbliche e cittadinanza, sia di Melendugno che dei comuni limitrofi. Più volte, anzi, la società, attraverso comunicati e lettere ufficiali, ha cercato il dialogo con le amministrazioni interessate, a volte rimarcando anche il mancato invito di suoi rappresentanti presso iniziative di confronto e dibattito organizzate dalle comunità locali e dalle associazioni di cittadini. Tap conferma ulteriormente e senza riserve la propria disponibilità al confronto, sempre e comunque, purché condotto secondo principi di lealtà, trasparenza e chiarezza. Ciò è dimostrato anche dalla partecipazione di TAP alla prima fase del dibattito pubblico, a cui la società ha partecipato in qualità di semplice uditore, nonostante le opposizioni di chi aveva richiesto alla Regione che TAP venisse esclusa dal confronto”. NO-TAP: Temete che il movimento “NO TAP” possa degenerare in atti di violenza come con i “NO TAV”? TAP: “Noi non vogliamo neanche prender in considerazione questa ipotesi. Crediamo che ogni tipo di movimento di protesta possa essere legittimo entro un solco di dialogo non violento, che non parta da posizioni ideologiche o precostituite. Vorremmo portare avanti un confronto basato su evidenze oggettive e non crediamo che la violenza o l’intimidazione possano portare frutti positivi”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!