Segno meno per l’export salentino

Lecce. Confindustria ha reso noto i dati dell’expo del Salento. Meno 10,8% in quadro generale non proprio roseo dove l’export pugliese si attesta ad un -15,8%

Lecce. Esportazioni in calo tra gennaio e settembre per il Salento. I numeri parlano di un -10,8%. La flessione tendenziale dell’export salentino nei primi nove mesi dell’anno si attesta a – 10,8%; flessione ancora più negativa per l’export pugliese che si attesta a – 15,8%, registrando la peggiore performance tra tutte le regioni italiane. L’export nazionale si attesta a -0,3%, sintesi del forte calo delle vendite per le regioni dell’Italia meridionale (-6,1%) e insulare (-14,3%) e della crescita sia pure diversificata delle regioni nord-orientali (+1,8%) e nord-occidentali (+0,3%) e centrali (+0,2%). Ad eccezione di Bari (+8,2%) e della Bat (+9,9%) le cui esportazioni hanno tenuto, le restanti province chiudono i primi nove mesi dell’anno in rosso, con Taranto che si conferma la maglia nera della Puglia con -58,5%, seguita da Lecce (-10,8%), Brindisi (-9,9%) e Foggia (-2,2%). Il saldo regionale è negativo per oltre 786 milioni di euro, fortemente influenzato dalla provincia ionica (-954,6 mln) e da Brindisi (-349,8 mln) sia pure in misura minore. Positivi i saldi di Bari (264 mln), Lecce (117 mln), Foggia (104,8 mln) e della provincia Bari-Andria-Trani (31,7 mln). I Settori La provincia di Lecce ha venduto merci all’estero per un valore di circa 302 milioni di euro, tra i settori trainanti dell’export salentino quello dei macchinari e delle apparecchiature, che rappresenta il 37% del totale dell’export con circa 112 milioni di merci vendute, registra una flessione di circa il 25%. Una buona performance, invece, registra il comparto dei prodotti in metallo (+34,6%) con oltre 24 milioni di merci vendute che si aggiungono ai 24 milioni di esportazioni degli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (essenzialmente cemento calce e gesso e in misura minore pietra leccese) che hanno registrato un incremento del 87,9%. E’ del 41%, invece, la variazione percentuale dell’export dei prodotti agricoli con un volume di vendite di oltre 10 milioni. Le esportazioni di bevande (vino) sono cresciute del 21,1% per un valore di circa 17 mln, rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. L’abbigliamento registra una flessione del 9,8% e 33,6 milioni di fatturato estero, il calzaturiero invece del -28,8% con 16,8 milioni; cresciute del 7,3% le esportazioni dei prodotti tessili. Le importazioni In flessione del 5,3% anche le importazioni salentine, per un valore di 185 milioni, flessione più contenuta rispetto a quella dello scorso anno (-31,2%). Sono i prodotti alimentari che le imprese salentine acquistano maggiormente dall’estero per un valore di 36,8 milioni , con una crescita del 19%, seguiti dalle importazioni dei prodotti agricoli per un valore di oltre 20 milioni e un incremento nel periodo in esame del 4,3%. Le importazioni di macchinari e apparecchiature sono cresciute di 19,5% per un volume d’affari di 19,3 milioni, mentre l’acquisto di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, per un valore di 11,2 mln, è diminuito del 22,3%. Diminuiti anche l’acquisto dall’estero di articoli di abbigliamento (-25,3) per un valore di 15 mln e di articoli in gomma e materie plastiche (-4,4%) per 13 mln. I mercati europei sono i principali acquirenti dei manufatti salentini per oltre 194 milioni di euro, fatturato che nei primi nove mesi dell’anno ha registrato un calo del 14,9%.

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