La Regione delibera in favore del Made in Italy

Bari. La regione accanto a Coldiretti con una delibera che favorisce i prodotti made in Italy. ‘bisogna impegnarsi per la tutela’ commenta l’assessore Nardoni

Bari. “Una delibera approvata ieri in giunta dice che siamo in piena sintonia con la protesta della Coldiretti che oggi blocca con i suoi trattori il valico del Brennero e che oggi insieme a noi manifesterà a Roma tutto il suo disappunto nei confronti delle politiche comunitarie che stentano a dar seguito ad un impegno assunto dall’Europa per l’attuazione dell’obbligo di indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza con riferimento ad una serie di prodotti come il latte, i prodotti lattiero caseari, le carni o altre produzioni tipiche”. E’ quanto dichiara oggi l’Assessore alle risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, che oggi anche in veste di coordinatore nazionale di tutti gli assessori regionali all’agricoltura proprio allo scopo di tutelare gli interessi delle imprese agroalimentari italiane porrà la questione anche in seno alla Commissione Politiche Agricole. “Siamo una Regione che ha investito tanto in certificazioni di qualità e tracciabilità del prodotto – spiega Nardoni – ed è impensabile che proprio ai danni di questo sistema, che dovrebbe rappresentare il vero sviluppo economico-produttivo dell’Italia, si consumi la tragedia di una ulteriore crisi di fatturati. Sotto accusa non solo la contraffazione, ma anche i fenomeni di italian e puglia sound. I nostri agricoltori devono sottostare alle regole europee e sottoporsi a disciplinari ferrei come quelli ad esempio imposti dal Marchio ombrello di emanazione comunitaria “Prodotti di Qualità di Puglia” – dice Nardoni – ma poi sono costretti a subire l’affronto di un mercato globale senza regole che facilita di fatto l’ingresso in Italia di carni o latte di provenienza dubbia. Così mentre la Puglia si certifica e annuncia vibrate proteste nei confronti delle nazioni in cui questo traffico sarebbe sotto considerato, si perdono importanti fette di mercato del Made in Italy. E’ una battaglia che però non può vedere isolati gli agricoltori o gli allevatori italiani – conclude Nardoni – perché nelle politiche che puntano alla valorizzazione della qualità dei prodotti agro-alimentari, non c’è solo lo stimolo all’impresa di qualità, o alla tutela delle produzioni tipiche, ma anche un importante messaggio che deve raggiungere i consumatori, al fine di garantire proprio all’utilizzatore finale salute, e sicurezza alimentare”.

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