Il giorno di Tap

Lecce. I vertici aziendali hanno illustrato come e cosa porterà Tap, sottolineando ‘l’allora sindaco volle Tap a Melendugno, provincia e regione sapevano’

Lecce. Ieri è stato il giorno di Tap. I vertici della Trans Adriatic Pipeline hanno accolto i giornalisti per illustrare i luoghi dove il gasdotto attraverserà la terra salentina arrivando direttamente dal mare dopo aver attraversato mezza Europa orientale. “L’allora sindaco di Melendugno Vittorio Potì andò in Regione a dire che Tap se la sarebbe presa lui”. Ha esordito così L’amministratore delegato Giampaolo Russo aprendo la tavola rotonda organizzata nella prima mattinata. Nel 2010 il consigliere provinciale Francesco Bruni, presidente della Commissione Ambiente della Provincia e oggi senatore di Forza Italia, “ci contattò – continua Russo – per evidenziarci la disponibilità del territorio ad un approdo in loco dell’opera”. Allora ne erano a conoscenza sia Provincia che Regione, quindi anche l’attuale vicepresidente e assessore all’Urbanistica Angela Barbanente. Ma, stando alle parole di Russo, la stessa amministrazione comunale di Melendugno si disse disponibile a candidarsi come futuro approdo per Tap. A stretto giro di posta rispondono Loredana Capone e Angela Barbanente, ribadendo:“Le affermazioni dell'amministratore delegato Giampaolo Russo sono sconcertanti – scrivono le due esponenti del Governo pugliese – falso è che sapessimo tre anni fa dell’approdo leccese, e ancor più falso che abbiamo valutato positivamente la scelta”. “Di cattivo gusto è poi riferire di una telefonata dello scomparso Vittorio Potì”. “E’ inquietante, peraltro, che la decisione circa l’approdo di un’opera di così rilevante impatto ambientale possa basarsi sulla telefonata di un sindaco”. “Ci auguriamo vivamente che le stesse falsità non informino la valutazione d’impatto ambientale e l’interlocuzione con le comunità locali”. “La Regione Puglia, com'è noto, ritiene entrambe essenziali per poter definire la propria posizione sull'opera, che non può prescindere dalla seria e rigorosa valutazione degli impatti e dalle istanze delle comunità locali. Questo approccio, che dovrebbe essere considerato normale in una corretta gestione del procedimento, non sembra che lo sia per il dott. Russo. Dunque è necessario ribadirlo”. “Al dott. Russo – concludono – converrebbe assumere consapevolezza che partecipazione trasparenza e sostenibilità ambientale sono per noi principi inderogabili e pratica quotidiana, non parole vuote da pronunciare nei convegni”. L’Ad Russo ha comunque sottolineato che i margini di valutazione per un nuovo approdo sono aperti, purchè l’alternativa sia valida quanto quella di Melendugno. Dal canto suo, Tap, si sente di rassicurare la popolazione. A loro dire si tratta di un progetto sicuro e sostenibile. Salvatore Volpe ha illustrato il progetto ed ha precisato che eviteranno delle zone protette sia in mare che in terra, escludendo a priori l’area protetta delle Cesine durante la fase di movimentazione dei sedimenti marini. Per quanto riguarda l’eco sistema marino, assicurano, che sarà utilizzato anche una tecnologia avanzata che rispetterà l’ambiente, salvaguardando le praterie di Posidonia. Durante la nidificazione delle tartarughe marine i lavori in mare saranno sospesi. Sul fronte inquinamento Tap rassicura che i terminali non produrranno alcuna emissione, ci sarà produzione solo durante eventuali fermate o ripartenze del terminale stesso per un tempo massimo di 160 ore all’anno, con emissioni di Co2 pari allo 0,6% e ossido d’azoto ampiamente sotto il livello di legge. In materia di sicurezza ribadiscono che l’opera è conforme alle normative di legge con materiali di costruzione selezionati e massimo rispetto per le distanze di sicurezza. Nel progetto, per rendere il tutto armonico con il territorio, sono stati previsti anche dei muretti a secco con manovali specializzati. “Nessuna limitazione è prevista dal punto di vista agricolo” ha specificato Volpe e “non sono previsti espropri ma solo fasce di asservimento con segnalazione visiva della presenza del gasdotto. Il terminale è invece ubicato in una zona a pascolo per cui non verrà sottratto né terreno agricolo né olivicolo. Sono poi stati mappati tutti gli ulivi interferiti– circa 1900 – e tra questi non risultano esserci esemplari di tipo monumentale. Tre le soluzioni illustrate: compensazione, trapianto o sostituzione dell’albero”. Il gasdotto, secondo i vertici aziendali, avrà anche ricadute economiche e occupazionali per la Puglia, saranno circa 2000 i posti di lavoro che si andrebbero a creare. Rassicurazioni che però non hanno fermato gli attivisti no Tap che durante il giro organizzato per la stampa hanno fatto irruzione, ribadendo le loro perplessità. LA RISPOSTA DELLA FAMIGLIA POTI' ALLE ACCUSE RIVOLTE “I familiari del compianto Vittorio Potì sdegnosamente respingono il tentativo maldestro e disperato di chiamare in causa, per interposte persone, il loro congiunto, già sindaco di Melendugno per 17 anni. La sconcertante iniziativa messa artatamente in atto intenderebbe sminuire l’azione popolare di contrasto alla scellerata scelta proposta per l’approdo del gasdotto. Pertanto invitiamo chiunque ad astenersi da false affermazioni, in quanto sono fermamente intenzionati a difendere l’onore e la memoria del loro familiare, stimatissimo amministratore pubblico unanimemente riconosciuto e conclamato, adendo, ove occorra, le vie legali a loro disposizione”. Articoli Correlati: Il comitato intervista Tap Tap: il 'no' della Provincia di Lecce Tap, anche la Camera dice si

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!