Pulizie nelle scuole, aperto il tavolo tecnico

Lecce. Il tavolo tecnico è stato convocato per il prossimo venerdì in regione, determinante l’intervento della Prefettura.

Lecce. Pulizie nelle scuole, a rischio centinaia di lavoratori. I lavoratori hanno mantenuto il presidio fino a che non è stata loro comunicata la data di convocazione di un tavolo tecnico, programmato per venerdì 29 novembre alle ore 10 presso l'assessorato al lavoro della Regione Puglia a Bari. La convocazione urgente di tutte le parti è stata ottenuta anche grazie all'intervento determinante della prefettura di Lecce. Le organizzazioni sindacali considerano ancora aperta questa partita e chiedono che al tavolo siano presenti anche tutti i parlamentari del territorio e che si facciano carico delle istanze dei lavoratori. Occorre responsabilizzare tutte le istituzioni, come sottolineato dalle organizzazioni sindacali, è irricevibile che le conseguenze dei tagli delle risorse del Miur destinate agli appalti colpisca in maniera così insopportabile migliaia di persone in Puglia, 800 soltanto nella provincia di Lecce, producendo una decurtazione del 50% di un salario già esiguo di questi lavoratori. Nell'ultimo incontro al MIUR, il 4 novembre, si era avanzata la richiesta di intervento da parte del Governo per incrementare il fondo destinato agli appalti che ha visto per la Puglia una decurtazione di oltre il 50 per cento. La situazione si è complicata dopo le notizie ricevute in seguito all'incontro di Palazzo Chigi che ha dato esito negativo riguardo l'eventualità dello stanziamento di somme aggiuntive e dopo aver saputo che Dussmann, la nuova azienda che dovrebbe subentrare dal 1° gennaio 2014, ha già avuto mandato da Consip, società del Ministero dell'Economia che sta gestendo la nuova gara per conto del Miur, di procedere con le stipule dei contratti con gli Istituti Scolastici. “Le ricadute sociali sul territorio saranno gravissime – fanno sapere i sindacati – l'appalto occupa infatti più di 800 lavoratrici e lavoratori nella sola provincia che, attualmente, percepiscono un salario di 800 euro: la decurtazione di oltre il 50% porterà le famiglie al di sotto della soglia di povertà. Possiamo solo immaginare il livello di esasperazione a cui sono arrivati i lavoratori e le lavoratrici, già in stato di agitazione da molti mesi, senza contare i disagi che si verrebbero a creare nelle scuole che hanno subito già tagli sul personale scolastico ed oggi dovranno fare i conti con i nuovi tagli sulle attività di pulizia”.

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