Le Franite, dove abita la storia

//REPORTAGE. E’ considerata la porta del Parco Paduli – Belvedere, ma alle spalle del viale delle Franite si sta pensando di realizzare un comparto residenziale.

//REPORTAGE. Maglie. Le Franite è un viale alle porte di Maglie. Alle sue spalle potrebbe sorgere un’area residenziale con 26 villette a schiera. Di fatto oggi niente potrebbe impedirne la realizzazione visto che l’area non è soggetta ad alcun tipo di vincolo. Alla sinistra del viale il comune ha in progetto un parco urbano attrezzato, che idealmente, si dovrebbe congiungere con la porta del parco Paduli – Bosco Belvedere. L’insistenza degli ambientalisti poggia su un punto fondamentale: nell’area individuata esistono molte cisterne e palmenti utilizzati anticamente – nel 600 circa – dai contadini per produrre vino. I ruderi di queste realtà esistono, anche se mal conservati. Esistono anche delle pajare mezze diroccate e, ad una distanza di 200 metri, un ben segnalato Menhir che vigila sulla porta del parco dei Paduli, vicino al quale dovrebbe nascere un’area dedicata alla storia che vedrebbe come fulcro il menhir stesso e un totem collegato alla rete per elargire informazioni. Un’area che comunque sa di storia, lo si vede e lo si sente, proprio su questo fattore che gli attivisti puntano, una battaglia non facile, anche perché a pochi metri il Prg prevede un comparto commerciale. Piano regolatore contestato e datato ma per ora rimane lo strumento urbanistico utilizzato e sul quale tecnici e addetti ai lavori fanno affidamento. “La nostra speranza sta nel nuovo piano paesaggistico della Regione – confermano – ha diviso le aree pugliesi in base alla storia, potrebbe essere uno strumento a nostro vantaggio visto che la zona ne è ricca”. Il 2 agosto 2013 la Giunta regionale ha adottato il nuovo Piano paesaggistico territoriale della Puglia. Qualcuno lo ritiene avveniristico, altri pessimo, rimane il fatto che la Puglia è la prima ad aver messo in cantiere un’opera così ampia in termini urbanistici. Si tratta di un piano adeguato al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in attuazione dell’atto di intesa interistituzionale fra ministero per i Beni e le Attività culturali e la Regione Puglia per l’elaborazione congiunta del Piano. Questo lavoro di copianificazione fra ministero e Regione è stato essenziale per perimetrare tutti i vincoli sulla carta tecnica regionale, nell’ambito del Sistema Informativo Territoriale Regionale, e dotarli di obiettivi di qualità e disposizioni normative, restituendo certezza del diritto e trasparenza al sistema regionale delle tutele. “Se il progetto si realizzasse diventerebbe uno sfondo per le villette a schiera – continuano – la battaglia del Coordinamento Tutela del Territorio Magliese parte dalle Franite (anche per l' enorme valore affettivo che le stesse rappresentano) ma continuerà contro ogni cementificazione del tutto inutile nella nostra cittadina. I moduli abitativi che si realizzeranno non rispondono in alcun modo alle esigenze di un Comune che vede diminuire progressivamente i propri abitanti e che, già in passato, ha permesso l' edificazione di abitazioni che superavano i 250.000 euro sfuggendo, quindi, alle possibilità di tantissime persone”. Ad oggi l’unico vincolo che potrebbe portare ad una limatura del progetto è il rispetto delle distanze sulla perimetrazione del viale, la legge dice che i fabbricati devono avere un raggio di rispetto pari a 100 metri, quindi significherebbe cambiare di poco il progetto. Lo scorso 19 settembre, il comitato e parte dell’opposizione cittadina, hanno depositato in consiglio un loro documento dove spiegano perché la zona non deve essere lottizzata, nel documento si legge che Le Franite costituiscono un luogo ad altissima valenza panoramica, naturalistica, e storico-culturale, che la legislazione a vari livelli tutela. Non a caso, la Regione, ha individuato quest’area come Porta d’ingresso del Parco dei Paduli. Con riferimento particolare al Viale delle Franite, il codice dei beni culturali, all’articolo 136, modificato dall’articolo 2 del decreto legislativo n° 63 del 2008 comprende nell’individuazione dei beni paesaggistici e dichiara aree di notevole interesse pubblico gli alberi monumentali e le alberate. Dichiara inoltre, ai sensi degli articoli 134, 136, 142, beni paesaggistici “le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere” accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.’’ La battaglia continua a colpi di carte bollate, perché una parte di magliesi non si rassegna a perdere quella parte di natura ancora intatta, li dove il cemento ancora non eroso secoli di storia. Così combattono, raccolgono firme, organizzano banchetti e colazioni all’ombra dei pini delle Franite.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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