L’infertilità è una patologia

Bari. Al via oggi un congresso internazionale sulla procreazione medicalmente assistita e la cura della sterilità maschile e femminile

L’infertilità è una patologia. L’assenza di concepimento dopo uno o due anni di rapporti sessuali non protettti finalizzati alla procreazione vanno considerati a tutti gli effetti una patologia (di coppia, oppure dell'uomo o della donna a seconda dei casi). Partendo da questo assunto, imposto peraltro dallì'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Ospedale Santa Maria di Bari, specializzato in Procreazione medicalmente assisitita, ha organizzato un congresso internazionale che è iniziato questa mattina (8 novembre) presso presso Villa Romanazzi Carducci a Bari. L'evento scientifico intitolato “Meet Fertility” ha l'obiettivo di fare il punto della situazione sui trattamenti dell'infertilità e le cause che la provocano. In Italia sono “sterili” circa il 15% delle coppie. La principale causa va ricercata nell'aumento dell'età delle donne che iniziano a cercare una gravidanza. Infatti, secondo i dati dell'ultima Relazione del Ministero della Salute, continua ad aumentare l'età media della donne italiane che si sottopongono alle tecniche di PMA, raggiungendo i i 36,52 anni nel 2011, così come è aumentato il numero dei cicli di trattamenti effettuati su pazienti con età superiore ai 40 anni, che si attesta al 30.5%. Altre cause frequenti riguardano lo stile di vita, i problemi di peso (obesità o eccessiva magrezza), l’abuso di alcool, di droghe e fumo di sigarette, le condizioni di stress lavorativo, l’inquinamento atmosferico e degli alimenti, il diffondersi di infezioni non curate, la diffusione di steroidi anabolizzanti anche agli atleti amatoriali. Tutte queste ragioni “trasversali” a uomini e donne, hanno fatto si che, per la prima volta, l'età media dei pazienti maschi che accedono alle tecniche di procreazione assistita, è aumentata fino a 39,9 anni. Al contrario di quel che si pensava in passato, infatti, l'infertilità non è solo un problema femminile: nel 35,4% dei casi la causa è esclusivamente maschile, mentre nel 15% è da attribuirsi ad entrambi i partner; per un altro 35,5% dipende dalla donna e nel 13,2% è sine causa. Al centro dei lavori, coordinati dal Dr. Pasquale Totaro e dalla D.ssa Yoon Sung Cho della Casa di Cura “Santa Maria” di Bari, la personalizzazione dei trattamenti per l'infertilitàsono la strategia terapeutica più adatta a limitare le complicanze correlate al trattamento e ottimizzare i dati relativi alle gravidanze e ai nati vivi. Negli ultimi anni, infatti, grazie al miglioramento delle tecniche di PMA, sono state notevolmente implementate l'efficienza dell'impianto embrionale e l'efficacia dei cicli di procreazione assistita; ciò permette protocolli di stimolazioni ormonali più lievi e, quindi, una riduzione ulteriore delle complicanze, come le gravidanze multiple o la sindrome da iperstimolazione. In Italia, i dati sulle gravidanze trigemine (1,4%) si attestano su quelli di media europea, mentre è sensibilmente più basso il dato relativo alla iperstimolazione ovarica (0,34%). Un altro ruolo decisivo lo gioca la prevenzione. In alcuni casi, come per l’endometriosi, sono essenziali la diagnosi precoce e cure adeguate e tempestive. L’endometriosi è una malattia diffusa, e una delle cause più comuni di sterilità. In Italia soffrono di endometriosi circa tre milioni di donne, che spesso arrivano ad una diagnosi certa dopo diversi anni, quando presumibilmente la malattia si è aggravata.

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