Minenna, subito una commissione sui rifiuti

Ugento. Angelo Minenna propone una commissione speciale sul ciclo dei rifiuti, sottolineandone l’importanza per la salute dei cittadini

Ugento. Parte da Ugento la richiesta di una commissione speciale sul ciclo dei rifiuti. A chiederla è Angelo Minenna dei comunisti italiani con una proposta in consiglio comunale. In paese la questione rifiuti è un nervo scoperto, negli ultimi giorni l’argomento è tornato alla ribalta con le dichiarazioni di Carmine Schiavone sui rifiuti tossici nel Salento. Il 31 ottobre scorso la camera dei Deputati ha resi noti i verbali d’interrogazione della commissione a Carmine Schiavone, esponente di spicco del clan dei Casalesi, camorrista di lungo corso, il quale – 20 anni fa – riferiva che molti rifiuti tossici venivano interrati non solo in Campania, ma anche in tutto il sud Italia Puglia compresa. “Anche sulla Puglia parlavamo; c’erano discariche nelle quali si scaricavano sostanze che venivano da fuori, in base ai discorsi che facevamo negli anni fino al 1990-1991”. A mia conoscenza personale, nel Salento, ma sentivo parlare anche delle province di Bari e di Foggia”. Così si esprimeva Schiavone 20 anni fa, da qui la ridda delle ipotesi. La procura leccese ha chiarito ieri che comunque non aprirà alcun fascicolo. Ad Ugento, sede di una delle più grosse discariche del Salento ovviamente l’allarme è alto, tanto da chiedere – come ha fatto Minenna – una tracciabilità dei rifiuti solidi urbani e non. “Ugento – scrive Minenna nella sua relazione – è sede di un impianto di biostabilizzazione, di una vecchia discarica in disuso da diversi anni e, prossimamente, di un ecocentro e di un impianto di compostaggio, quale terminale ultimo per il completamento del ciclo dei rifiuti, così come disposto dalle normative comunitarie, nazionali e regionali. Da ben oltre 1300 giorni, presso il nuovo e moderno impianto di biostabilizzazione, sempre in contrada Burgesi, assistiamo allo stoccaggio ed al successivo selezionamento dei rifiuti provenienti dai comuni dell’ex ATO LE/2: disposizione regionale che doveva avere il carattere della provvisorietà, e che sta diventando, ormai, qualcosa di ciclico e rituale, ogni qualvolta gli altri Comuni o Ambiti Territoriali hanno problemi nello smaltire il loro rifiuto. Ciò sta provocando tensioni tra le popolazioni di Ugento e dei comuni viciniori di Acquarica e Presicce, che vedono limitare la capacità strutturale e di corretto smaltimento dell’impianto di Ugento, a tutto discapito dell’ambiente, della salubrità e della salute umana”. E intanto Marco Colitti, segretario PdCi di Ugento, chiede al Vendola, Gabellone e al sindaco di Ugento Massimo Lecci una rapida risoluzione dello smaltimento dei rifiuti provenienti dall’ Ato LE/2 nell’impianto di Ugento, con la definitiva cessazione, entro e non oltre la fine del 2013, “di questo – scrive – increscioso stato di cose”. “Maggiore monitoraggio ambientale – continua – dell’intera contrada Burgesi, anche da parte del personale in forza al Settore Ambiente della Provincia di Lecce, con frequenti campionamenti del suolo, delle acque di falda freatica e di analisi dell’ aria: tali dati, ai sensi della D.LGS. 1522006, dovranno essere accessibili dalla popolazione del Salento e in particolar modo dagli ugentini. Un controllo assiduo e costante, anche e soprattutto su incarico del Comune di Ugento, dell’intero territorio comunale”. Articoli Correlati: Rifiuti tossici, la politica si mobilita Rifiuti tossici interrati in Salento da Camorra e Scu Rifiuti tossici, Nicastro si dice tranquillo

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