Lilt, al via una raccolta firme contro Tap

Lecce. La Lilt ha deciso di organizzare una raccolta firme contro Tap, promuoverà anche una campagna d’informazione

Lecce. La Lilt organizza una raccolta firme contro Tap. Inoltre ha deciso di promuovere una intensa campagna di informazione e sensibilizzazione delle popolazioni salentine, aprendo le sue 28 sedi sparse sul territorio provinciale. Il suo no deciso lo ha ribadito da tempo per una miriade di motivi, tra queste l’emergenza socio sanitaria in cui versa il Salento, ma anche per altri motivi che scrivono chiaramente nella nota stampa, tra queste il fatto che il gas non è scelta energetica vantaggiosa. “Il Gasdotto TAP – fanno sapere – ripropone un modello di approvvigionamento energetico di tipo fossile che contrasta con l’opzione “green economy” basata sullo sviluppo e sull’impiego delle fonti di energie pulite e rinnovabili e quindi meno impattanti. Non è neppure priorità del Paese visto che ENI ha chiuso di recente il gasdotto del suo polo siciliano di Gela, a fronte di una domanda interna inferiore all'offerta disponibile. Una nuova via di distribuzione di metano appare quanto mai ingiustificata mentre sarebbe il caso di dare davvero priorità a infrastrutture e a opere che realizzino l’affrancamento dalla dipendenza dai combustibili fossili. Neppure è valida l’argomentazione della necessità di diversificare l’offerta dell’energia per evitare il monopolio di un unico produttore/distributore”. “Nell’attuale stagione di flussi migratori e di fragilità politico-governative – continuano – di vecchi e postmoderni modelli di governo, stringere alleanze con il presidente-dittatore Aliyev dell’Azerbaijan e chiudere i preesistenti scambi con i Paesi dell’Africa appare alquanto emblematico e contradditorio. Da un lato si solidarizza con il modello di governo azero che organismi internazionali (OCSE e la Ong Human Rights Watch) non esitano a denunciare per le vessazioni, la corruzione e l’insostenibilità dimostrate, dall’altra si penalizzano economie emergenti ma in sofferenza che esitano in pseudo-risposte di disperato abbandono dei luoghi e di fuga (tra l’altro approdando proprio nel sud dell’Italia, Sicilia e Salento in particolare)”.

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