Mps, nel Salento a rischio 182 lavoratori

Lecce. Dopo la presentazione del piano di rilancio da Siena si punta ad esternalizzare i dipendenti delle filiali.

Lecce. Rischio occupazionale per i dipendenti Monte dei Paschi. Un rischio reale dopo la presentazione del piano di rilancio illustrato alcuni giorni fa dai vertici del Monte. Le esternalizzazione dei servizi di back office inerenti alle attività bancarie di Mps sta divenendo una realtà. A rischiare i lavoratori delle filiali salentine. Rocca Salimbeni ha definito i confini del ramo d’azienda che entro il primo di gennaio verrà ceduto ad una nuova società di servizi. Il Salento verrebbe particolarmente penalizzato da questa operazione sono 182 su 267 i lavoratori salentini che l’Istituto intende cedere. A loro sfavore un’età media piuttosto bassa, quindi più facili al licenziamento. “Risulta – ribadiscono i dipendenti – evidente come la nuova società, che allo stato attuale altro non è che una scatola vuota, non sia in condizione di offrire alcuna certezza per il nostro futuro”. “La Banca ha inizialmente sostenuto che la nuova società sarebbe nata da una partnership con un altro soggetto, e che avrebbe sempre visto il Monte dei Paschi come azionista. L’attuale situazione, invece, vede come unici soggetti interessati a divenire azionisti di questa nuova società due aziende non bancarie, Bassilichi e Accenture. La banca si è di fatto defilata, e se per un anno ha sostenuto con mercato e lavoratori che non avrebbe esternalizzato, ma solo ‘societarizzato’ mille dipendenti con le relative attività, oggi a pochi giorni dalla realizzazione del progetto, scopre le carte e scompare dalla compagine azionaria del nuovo soggetto”. “Se verrà lasciata libera di portare a termine questa operazione – sottolineano i dipendenti – lo Stato avrà finanziato una società che per ringraziamento licenzierà una parte dei suoi dipendenti con grave danno soprattutto per il nostro territorio”.

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