Spigolizzi, la masseria-atelier

Ciclo delle stagioni e arte: la creatività contagiosa di Patience e Norman

Il Tacco d’Italia ha incontrato Nicolas Grey, figlio di Patience, nella Masseria Spigolizzi, dove la donna ha vissuto assieme al suo compagno Norman Mommens. Ecco il racconto di un’esistenza dedicata all’arte e sempre a stretto contatto con la natura

Masseria Spigolizzi si trova in territorio di Salve, nei pressi della preistorica Grotta Montani e della Chiusa dei Fani, un sito di interesse archeologico e paesaggistico, attraversato da canali e ricoperto a tratti da macchia mediterranea. La si raggiunge percorrendo la campagna tra Salve e Presicce e la litoranea, attratti all’inizio dalla rossiccia torre dominante la serra, sulla cui sommità sono raffigurate le tre fasi lunari.Mano a mano che ci si avvicina, sono le sculture che animano il suo esterno, a catturare l’attenzione: all’entrata, al centro dell’aia antistante e nel recinto-ovile sul retro. Sono le opere di Norman Mommens che, insieme a Patience Gray la ha abitata fin da 1970, facendone un museo all’aperto, oltre che un centro di aggregazione artistica e culturale.Qui i due artisti, nei locali-atelier abbelliti da dipinti parietali di Norman, hanno potuto coltivare i loro molteplici interessi di studio e di lavoro, dedicarsi ai loro scritti, alternandoli alle attività agricole. Dopo aver valutato l’idea iniziale di fondare una piccola scuola-laboratorio artistico, lontano dai frastuoni del frenetico mondo della metropoli londinese, nella cui prestigiosa accademia di Belle Arti lo scultore aveva ottenuto un incarico di insegnamento, si sono immedesimati sempre di più nell’ambiente contadino al ritmo delle stagioni (“a full time job”).Allo stesso tempo, Patience si è dedicata all’archeologia e ai manufatti di oreficeria, alla realizzazione dei suoi libri. Da allora, con la loro straordinaria capacità di ispirare, non hanno mai smesso di stimolare la creatività di chi ha potuto frequentarli. Una specie di “valore aggiunto” per chi li ha conosciuti, ha scritto l’amico Aldo Magagnino. “Nicolas Gray, figlio di Patience, racconta di sua madre e del forte legame che questa sentiva tra arte e natura, nell’“isola della pace” Fino a qualche anno fa’ Nicolas Gray, nato a Londra nel 1941, giungeva nel capo di Leuca, solo di tanto in tanto, per rimanere qualche giorno a Masseria Spigolizzi.Lasciava il suo battello, sul quale trasportava merci navigando i canali e i fiumi della Francia insieme alla sua compagna giornalista Maggie Armstrong, per concedersi una breve vacanza. Qui ritrovava sua madre, la scrittrice Patience Gray e lo scultore Norman Mommens, “l’unico padre che abbia mai conosciuto”. Il loro soggiorno salentino li vedeva partecipi dei lavori quotidiani, secondo il periodo: arare la terra, setacciare i legumi sull’aia, raccogliere e intrecciare l’aglio, la vendemmia o le olive, le riparazioni per difendere la casa dall’umido e dalle piogge,etc.La sera si intrattenevano con gli amici che venivano a salutare Norman e Patience, i due abitanti “dell’isola della pace”, come era stato definito il crinale della serra fino a Masseria Fani, un luogo abbandonato alla quiete e alla natura intatta . Chiediamo a Nicolas di raccontarci della sua vita. Con l’accento straniero, aiutato da Maggie in un italiano che è ormai familiare a tutti e due, ne ricostruisce i momenti salienti. Ci fa così sapere che ha vissuto i suoi primi anni con la madre, la nonna e la sorella Miranda in campagna.In seguito, negli anni delle incertezze giovanili (e forse anche dopo!), grazie all’aiuto di Norman è riuscito a trovare la direzione giusta e a realizzarsi a pieno nel lavoro. “Non sono stato il solo a ricevere questo dono –dice- così è stato per tanti amici”-. Lo ha dichiarato di recente, anche di fronte al numeroso pubblico della piazza gremita di Salve, con parole semplici: -…chi è stato spinto a lavorare la pietra, chi a dipingere o a scrivere poesie, a pubblicare libri… altri sono stati aiutati a dedicarsi con entusiasmo alla musica, al teatro, al cinema”. Ha voluto in questo modo ringraziare l’Associazione Centro Storico di Salve per l’istituzione del premio intestato proprio a Norman Mommens e quest’anno assegnato a Edoardo Winspeare, che dello scultore è stato e continua ad essere un grande ammiratore. Nicolas e Maggie, anche lei di origine londinese, passano poi, foto alla mano, a darci un’idea della loro intensa e dinamica attività di battellieri. Nel settembre dell’82 su di una piccola chiatta fluviale hanno percorso ben novecento chilometri di mare in cinque giorni. Sono partiti da Bristol fino a doppiare Lands End (il “de finibus terrae” inglese) e approdare alle coste della Francia. Qui hanno vissuto interessanti esperienze di lavoro. Prima un anno con disabili e psicolabili, e poi trasporto di qualsiasi tipo di materiali, su e giù per sedici anni da Avignone ad Amsterdam,da Basilea a Rouen, etc. Veniamo agli ultimi anni. Nel duemila, dopo la morte di Norman, e dopo che sua madre, donna di straordinario talento e sensibilità, comincia a manifestare qualche problema di salute, i battellieri Nick e Maggie decidono di lasciare la loro imbarcazione e la loro vita sull’acqua per trasferirsi a Spigolizzi. Hanno potuto così assistere Patience, che, grazie alla loro presenza, è rimasta fino all’ultimo giorno (10 marzo del 2005) nel suo mondo:sempre circondata dall’affetto degli amici, dai suoi scritti di “antropologia gastronomica”, dai manufatti lavorati per anni nel suo laboratorio, dalle selci ritrovate lungo il canale dei Fani, dalle suggestive opere d’arte del suo compagno. Una ricchezza di risorse da non perdere! Per questo a Spigolizzi continuano ad arrivare amici da tante parti del mondo e si incrementano le attività creative e culturali, oltre che di attiva sensibilizzazione ecologica. Dopo l’organizzazione della rassegna dei film di Klaus Voswinkel insieme agli amici di Presicce e Ugento, circolano da poco, nel sodalizio, altri libri d’autore: due lavori di traduzione dal francese di Maggie Armstrong e Centaurs kitchen di Patience Gray, appena pubblicato in Gran Bretagna. Tornano così a rivivere le pagine sulla cucina mediterranea (francese, italiana, greca e catalana) dell’indimenticabile ed energica Patience,corredate da bellissimi disegni della figlia Miranda. C’è da stare contenti! Solo attraverso la soddisfazione che deriva dall’attività che si svolge- la vita acquista un senso, sostenevano Norman e Patience. Due veri “fari nella notte”, come giustamente li ha definiti l’amico Virginio Briatore (Il candidato indiano, Ed.Leucasia, Presicce 2002), proprio per questo sempre vivi in ciò che si continua a fare e nella luce dei ricordi .

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