L’alternativa alla scuola

//LA STORIA DELLA DOMENICA. Si chiamano scuole ‘Libertarie' stanno prendendo piede in tutta Italia, a Lecce potrebbe nascerne una grazie all’impegno di molte mamme

di Carla Falcone //LA STORIA DELLA DOMENICA. Si chiama scuola “Libertaria” la nuova frontiera della pedagogia moderna. Sono nate in tutta Italia, anche a Lecce si sta pensando di istituirne una grazie ad alcuni geniori, Matteo Accogli e e Elena Cibin, genitori di Marco, trasferiti nel Salento da poco. A Bologna ,Marco, infatti, frequentava già una di queste scuole. Ad accogliere il loro appello l’ associazione “La Sita” che organizzerà con loro un incontro con l’intento di informare genitori, docenti e chiunque sia interessato sulla possibilità di seguire un percorso didattico per una scuola “diversa“. Immaginate una scuola dove siano i bambini a decidere il colore e il modello del grembiule che indossano. Vi sembra impossibile? Troppo anarchico? Eppure chiedetevi: perché tutti uguali? Perché tutti blu o rosa o bianchi? Per Gianni Rodari la scuola era “grande come il mondo, dove ci insegnano maestri e professori, avvocati, muratori, televisori, giornali”, un posto simile alla vita quindi, “Questa scuola è il mondo intero quanto è grosso: apri gli occhi e anche tu sarai promosso!” Il progetto,infatti, è mirato a seguire e sostenere esperienze educative libertarie in forma auto-organizzata, costituendo un gruppo educativo con l’obiettivo di garantire ai bambini il diritto di decidere individualmente come, quando, che cosa, dove e con chi imparare, stabilendo insieme, laddove necessario, regole e doveri. “Siamo due genitori che hanno avuto la fortuna – commentano Elena e Matteo – di partecipare ad un progetto di scuola diverso,più libero e più umano. Ogni genitore aveva la possibilità di partecipare a dei momenti creativi con i propri figli e le insegnanti/accompagnatrici degli stessi. I bambini potevano imparare liberamente senza obblighi e costrizioni, si sentivano liberi di esprimere se stessi senza la paura di essere giudicati. La vita scolastica si affrontava mettendo in discussione qualsiasi avvenimento positivo e negativo, per imparare a capire meglio se stessi e in cosa migliorarsi. Vedere bambini di varie età interagire tra loro era bellissimo, Marco che ha 6 anni aveva amici di 4 e 5 ma anche di 6 e anche di 7 , 8 , 9, i grandi diventavano responsabili e si occupavano dei piccoli e i piccoli apprendevano dai grandi ognuno con i propri tempi. Noi genitori cucinavamo a turni per tutti i bambini e insegnanti/accompagnatrici e avevamo la possibilità di partecipare alla giornata scolastica in vari modi, quando andavamo a prendere Marco alla fine della mattinata scolastica era bello potersi ferma a dialogare con genitori e bambini seduti nel prato della scuola/casa o seduti in una sedia, o su un divano…anche solo per osservare….era tutto più naturale più sereno e famigliare. Ora che qui non stiamo ritrovando un ' ambiente simile soffre lui e soffriamo noi. E' forte il desiderio di ricreare un gruppo di genitori entusiasti a dar vita ad un progetto di scuola più costruttivo, seguito da insegnanti/accompagnatrici capaci di capire e ascoltare ogni singolo bambino, per questo abbiamo deciso di organizzare il primo incontro informativo per chiunque sia interessato,anche solo per conoscere, invitando una delle fondatrici della scuola libertaria I Salta Fossi di Bologna”. Il progetto vuole inoltre dare al bambino l’opportunità di discutere costantemente le proprie relazioni, sia tra bambini di varie età che con gli adulti, stimolando l’autonomia e creando momenti di crescita individuale. Basandosi sull’auto-educazione, si vuole offrire ai bambini la possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano il gruppo lasciando libertà di parola e garantendo il riconoscimenti delle differenze e delle varie esigenze di apprendimento. Elena Cimin sta spingendo affinchè a Lecce si utilizzi questo genere di educazione “alternativa” ai protocolli ufficiali, molte mamme sembrano interessate. Elena ha già avuto un’esperienza simile con suo figlio Marco a Bologna, dove risiedevano fino a poco tempo fa, “nel cambio ne ha sofferto molto – conferma Elena – si trovava molto bene tanto da chiedermi ora di rimanere a casa con me a studiare visto che nella pubblica non si trova molto bene. Le motivazioni sono svariate, anche l’imposizione del colore del grembiule, prima era abituato a scegliere”. In queste scuole l’ambiente è eterogeneo, così come lo è il gruppo dei genitori. Sia per gli adulti che per i bambini le decisioni vengono prese assieme, durante le assemblee. Sono gruppi di genitori sostenitori dell'homeschooling, fare lezione in casa o in strutture totalmente autogestite, con la possibilità poi, prevista dalla legge, di sostenere un esame e accedere così alle scuole statali. Un mondo che comprende anche esperienze del tutto particolari. La scuola più vicina in Puglia è a Mola di Bari, si chiama “Scuola di paglia”, qui i bambini, insegnanti e genitori fanno esperienza di scuola condivisa, “ho visto molti bambini – riprende Elena – i cosiddetti iperattivi, trovare una loro dimensione e reagire positivamente”.

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