Femminicidio, dati preoccupanti in tutta Europa

//DOSSIER. Da inizio anno sono già 81 le vittime, in Puglia dal 2008 al 2011 quelle accertate sono state 28. Ma i peggiori non siamo noi

//DOSSIER. I dati sul femminicidio sono ricchi di luci ed ombre. Un fatto rimane: la violenza di genere esiste, ma i dati più allarmanti non sono in Italia. Tra il 2000 ed il 2012 si contano complessivamente in Italia 2.200 donne vittime di omicidio, pari ad una media di 171 all'anno, una ogni due giorni. L'Italia è comunque tra i paesi con numeri meno significativi in Europa. È la evoluta Germania ad avere il primato con 350 vittime nel 2009, pari al 49,6% delle 706 vittime di omicidio totali e un indice di rischio pari a 0,8 per 100 mila donne residenti, seguita dalla Francia (288 vittime, pari al 34,3% e un indice pari a 0,9) e dal Regno Unito (245, pari al 33,9% e un indice pari a 0,8). Nel dato complessivo per una volta non abbiamo noi la maglia nera. Partendo da qui molti hanno contestato i dati italiani, tra questi anche numerosi giornali tra i quali “Il fatto Quotidiano” e il sito web “Il Post”. A loro giudizio si farebbe confusione, o meglio non si distinguerebbe equamente tra il femminicidio reale e quello maturato nella delinquenza comune, insomma verrebbero sommati nel mucchio. La morte di una donna in una rapina o altro caso di violenza non dovrebbe essere catalogato come femminicidio. I dati sulla Puglia sono fermi a qualche anno fa, infatti dal 2008 al 2011, le vittime di femminicidio in Puglia sono state 28. Anche se la regione si è subito attivata per arginare il fenomeno. “La nostra è stata una regione decisamente virtuosa – dice l’assessore regionale al welfare e alla Sanità Elena Gentile: a partire dal 2008 operiamo un intervento sistematico sulla violenza contro donne e minori, in primo luogo con il programma triennale di interventi 2009-2011 le cui azioni sono poi state confermate e rafforzate nel piano triennale delle politiche sociali. Nell’agosto 2010, sono state approvate le Linee guida regionali per la rete dei servizi per la prevenzione e il contrasto. Oggi registriamo la presenza in Puglia di 18 Centri antiviolenza (di cui 15 autorizzati al funzionamento) e 6 Case rifugio, alcuni pubblici e altri privati”. Tornando ancora sui dati nazionali più recenti nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo. Con il decreto legge su femminicidio, stalking e cyberbullismo di recente approvazione si inseriscono pene più severe. In estrema sintesi si rende irrevocabile la querela e si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking. Inoltre, alle forze di polizia viene data la possibilità di cacciare dalle mura domestiche il coniuge violento, se c’è un rischio per l’integrità fisica dell’altro coniuge.

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