Riciclare per salvaguardare la salute

L'INTERVISTA. Rocco Carangelo, presidente della sezione “recupero e riciclo” di Confindustria, ribadisce il suo impegno per l’ambiente con nuove ricerche

Taurisano. “Si sta studiando un materiale innovativo per far del bene all’ambiente”. Questa l’idea di Rocco Carangelo, presidente della sezione “Recupero e Riciclo” di Confindustria Lecce. Già in altre inchieste il Tacco si era occupato del problema riciclo dei prodotti dell’edilizia, siamo andati a vedere come si è evoluta la situazione in questo periodo. Rispetto a qualche anno fa come va l’idea del riciclo tra gli imprenditori? Non è cambiato molto, ci stiamo spendendo affinché tutti possano entrare in quest’ottica d’idee e lascino da parte lo scetticismo e cerchino di fare qualcosa per l’ambiente. L’input deve partire anche dal mondo politico. Perché la politica non ascolta? E’ una domanda che dovremmo fare alla politica, abbiamo bisogno di concertazione per creare lavoro, ma soprattutto d’investire nelle idee. Quindi un prodotto tutto nuovo allo studio. Il progetto si chiama “Macese”, ovviamente un acronimo che sta per: Materiali e componenti innovativi per l’edilizia sostenibile e risparmio energetico, ci sta lavorando il Cetma di Brindisi, vorremmo che questo prodotto ci faccia risparmiare e ci consenta anche di salvaguardare l’ambiente utilizzando gli scarti. L’obbiettivo è sviluppare nuovi materiali e sistemi costruttivi per l’edilizia sostenibile, basati sull’utilizzo di materiali innovativi e da riciclo così da contenere il consumo energetico negli edifici con l’uso sostenibile delle risorse naturali. Una bella sfida Si, vorremmo abbattere i costi e rendere più bello il nostro territorio sulla scia anche di quanto ci raccomandano da sempre i nostri esperti medici ed oncologi, dobbiamo cambiare e utilizzare dei materiali che siano compatibili con l’ambiente. Quindi cercare di creare un circuito: ambiente, turismo e agricoltura. Come si può già da ora eliminare tutte quelle brutture che infestano le nostre campagne, vedi scarti d’edilizia Purtroppo la crisi economica ha cambiato le nostre zone industriali, molti capannoni sono vuoti, proporrei di cominciare da li, utilizzare quei capannoni per fare del riciclo, magari creando dei nuovi posti di lavoro. Creare una vera e propria filiera dell’ambiente. Articoli Correlati: Scarti edili. Ovunque, ma non in discarica Scarti edili. Il nucleo di controllo c'è, ma non si vede Taurisano, cinque anni senza ecocentro

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