Rifiuti, il Salento migliora nella differenziata

//DOSSIER. I dati della Regione parlano di una crescita nella raccolta differenziata nei tre Ato salentini, ma il riciclo degli scarti aziendali arranca

Lecce. Che esista un vero e proprio problema rifiuti nel Salento è una realtà assodata. Nei casi più gravi si tratta di rifiuti speciali che qualche banda locale, con accordi presi nel territorio con organizzazioni più “importanti”, destina al territorio salentino. L’ultima in ordine di tempo nelle campagne di Muro Leccese, dove centinaia di rifiuti tossici sono stati interrati nelle campagne scoperti poi dai carabinieri.

I dati che l’Assessorato all’ambiente della Regione riporta sul suo sito dimostrano al contrario che la popolazione si sta abituando a differenziare, infatti nel 2012 l’Ato Lecce 1 – area nord Salento – in media differenziava sul 16 per cento, quest’anno è riuscita ad arrivare a quasi il 20. Su altre percentuali Ato 2 e 3, sulla spinta di alcune amministrazioni, le due aree hanno raggiunto quasi il 25 percento quest’anno e i dati sono ancora parziali. Secondo uno studio fatto nel 2011 dalla Regione in percentuale i rifiuti vengono così divisi: -43% ‐ recupero di materia; − 27,1% ‐ smaltimento in discarica; − 27% ‐ altre operazioni di smaltimento (D2, D8, D9, D14 10); −2,5% ‐ recupero di energia; − 0,4% ‐ incenerimento. Significa che molto è stato fatto ma che la battaglia non è ancora finita per rendere più pulito il territorio magari guadagnando anche sui rifiuti come i paesi scandinavi. Rimane il problema dei rifiuti industriali o scarti per l’edilizia buttati nelle campagne, dei quali non si hanno dati certi. Un fenomeno che però si sta allargando a macchia d’olio e sembra aver preso il posto dei bottini che una volta, prima della rete fognante, sversavano il loro veleno nelle campagne. L’iter di questo abbandono è semplice. Una volta effettuati dei lavori di ristrutturazione o costruzione di abitazioni, il rifiuto e il suo smaltimento dovrebbe essere smaltito nei vari punti presenti in tutto il Salento, esercizi certificati ed approvati. Molte ditte però non vogliono tenere conto di questo costo e decidono che abbandonare gli inerti in campagna sia la soluzione migliore, non facendo i conti con le sostanze che vanno a perdersi nell’ambiente, vedi alla voce amianto.

Un esempio? Nel mese scorso gli attivisti del forum ambiente del Salento segnalavano in località “Li Grutti” a Galatina una chiesetta – Santa Maria della Grotta – diroccata era piena di rifiuti di ogni genere ma che sistematicamente venivano bruciati creando molti disagi e la distruzione di una chiesa che testimoniava un passato diverso dagli scempi di oggi. Quelle che oggi vengono definite come discariche abusive in tutto il Salento sono una brutta realtà. Basta fare un giro per le zone industriali per rendersi conto che il problema è serio, copertoni e scarti decorano in maniera macabra le nostre campagne.

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