La Salsa. Da rito collettivo a documentario

LA STORIA DELLA DOMENICA La Salsa è un documentario presentato a Roma del regista Giuseppe Campanale e Roberta Genghi. Un rito tutto pugliese raccontato e filmato

Di Carla Falcone Ci vogliono per forza due grossi vasconi per iniziare a fare la salsa. Questo lo sanno tutti i pugliesi che, fin da piccoli, hanno dato una mano a dare vita a questo rito estivo quello, appunto, della salsa. Necessariamente ci si procura tutto prima, i pomodori in primis, ognuno ha le sue preferenze su questo. Questo rituale è stato raccontato in un film, appunto “La Salsa”, del regista Giuseppe Campanale – da un’idea di Roberta Genghi. E’ stato presentato lo scorso 29 settembre al circolo del ministero per gli Affari esteri a Roma nell’ambito dell’evento “Mangiare sano, vivere bene”. Il documentario racconta di alcune famiglie di Acquaviva delle Fonti alle prese con questo evento. Ma fare la Salsa non è solo lavorare, è un modo per incontrarsi, decidere, chiacchierare questo prima che noi moderni fossimo afflitti da tempi così ristretti da rischiare l'infarto quotidiano. Lo sanno bene le nostre nonne e il regista di questo documentario, perché per fare la salsa ci vuole almeno una giornata di lavoro, nel mezzo bisogna metterci un pranzo e una cena, solitamente con pietanze a base di sugo, giusto per stare in tema. Solitamente si invitano le zie, perché tutti danno una mano, a sua volta tu andrai da loro ad aiutare quando toccherà a loro. E' un continuo scambiarsi favori, soprattutto per parlarsi e raccontarsi della cognata, della cugina e della comare. Tutto ciò mentre i pomodori effettuano il loro iter: lavati, tagliati e cotti. La parte del riempimento e della cottura definitiva spetta agli uomini, e loro (come nell'antichità) accenderanno il fuoco per la cottura in bagno maria. Perché si fa tutto questo? lo dice il suo regista: “La Tradizione estiva della preparazione della salsa di pomodoro coinvolge intere famiglie e in particolar modo generazioni di anziani che tramandano ai figli e nipoti uno dei metodi di conservazione del frutto del pomodoro”. Negli anni diventa un rito collaudato e ben oliato, si conservano gli strumenti di anno in anno e ciascuno ha il proprio ruolo, i bambini (che non possono avvicinarsi al fuoco) avranno il compito di scegliere i pomodori sani da quelli marci, mentre alle anziane spetta il ruolo centrale: quello di tagliarli e stare tutte intorno al vascone centrale e parlare. Un gineceo dove gli uomini sono tagliati fuori se non per accendere il fuoco, solo bambini e donne. La matriarca che ordina sotto forma di consiglio, nessuno si sognerebbe di contraddirla, quale suprema conoscitrice dei tempi e dei modi tramandati da sua madre a lei, poi a noi.

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