// Il monte d’oro

//LA LUPA CHE TESSE. Il Monte d’oro, in terra di Terrenzano, villaggio messapico al confine tra Campi, Trepuzzi, Squinzano e la presunta villetta del Galateo 1PARTE

di Tania Pagliara Servizio fotografico di Marcella Invidia Il Monte d’oro è quella parte di serra che appartiene alla zona di Terrenzano: quest’ultimo era il casale medioevale e villaggio messapico comune alle popolazioni di Campi, Trepuzzi e Squinzano. La serra è delineata dalla ‘strada della salute’, antico percorso che collega Trepuzzi con Squinzano, percorsa da tempi remoti da atleti e maratoneti, abitudine questa simile a quella dei campiensi che spontaneamente scelgono la vicina villa Elvira per tali attività sportive, tutto cio’ fa intuire che a Terrenzano vi fosse il culto di Apollo e della grande madre. Casino Vigneri

Monte D’oro è un sito di grande interesse paesaggistico, storico, architettonico ed archeologico. Un antico casolare, Li Marri, sulla sua altura è frequentato da amanti della natura per godere del panorama sulla cupa. La masseria Bellisario a valle della serra racchiude in se la storia della nascita dei paesi limitrofi. La costruzione era usata da Nicolò Paladini nel ‘400 per le vacanze estive. Dei muraglioni megalitici, restaurati dagli attuali proprietari, fanno presupporre l’esistenza di una costruzione più antica o la presenza di un megalitico acquedotto lungo un canale che scendeva nella cupa. L’edificio prese la forma di masseria nel ‘600, dopo la morte di Bellisario Paladini. chiesetta vigneri

Molto suggestiva ed affascinante la piccola chiesetta fuori dalla masseria. Non vi sono su di essa notizie storiche, sembrerebbe del 500-600 circa, le varie particelle catastali ne hanno attribuito la proprietà e la costruzione a Bellisario Paladini. Sconosciuta è la sua intitolazione, ma dai dipinti e dalla devozione del Bellisario sembrerebbe dedicata alla madre di Dio. Fu infatti il Paladini a far costruire su indicazione testamentale, dopo la sua morte, la chiesa della madre di Dio ed il convento delle Scalze a Lecce. Altrettanto interessante è il casino Vigneri. pajara in terra terrenzano

Non molto lontano vi è una piccola costruzione a botte che secondo la leggenda popolare è la dimora dei quattro venti. Dall’espansione delle popolazioni messapiche del Monte D’oro verso Campi è nato il quartiere campiense ‘Aurora’, devoti fino al Medioevo della madre del mattino, madre dei venti. Quanto esposto ci fa credere che il luogo fosse culto di un’antica madre japigia legata all’acqua ed ai venti, simile alla grande madre sumera e palasgica. Sul luogo esiste un’antica filastrocca di Trepuzzi che suona come una tarantella e tramanda il culto dei venti: -Ognignanà, ognignonò, ognignanà, ognignonò, lu belisariu e lu cunnò, li pizzutu , li marri e li igneri, cu li amici e li parienti SIMU RIATI ALLI QUATTRU IENTI. Tenuta Vigneri

Monte D’oro offre una bellezza paesaggistica così spirituale da essere stato scelto come sede di un centro per la tossicosipendenza, centro Cunnò, che prende il nome dall’antica denominazione della serra nel luogo dove è edificata la villa, mentre l’adiacente zona, verso trepuzzi , dove troviamo il casino Vigneri era anticamente denominata ‘li ienti’. Ad avvolgere ancora più di mistero la zona vi è la nuova tesi avanzata da alcuni che il casino Vigneri fosse nato proprio sulle rovine della villa di Trepuzzi del medico ed umanista Antonio de Ferrariis detto il Galateo, contrastando la tesi del Vacca. Dalle notizie storiche sul casino Vigneri apprendiamo che questo venne fatto costruire nel ‘500 da Bellisario Paladini, figlio di Nicolò, sulle rovine di una villa molto più antica. Mentre Nicolò Paladini dimorava l’estate nell’attuale masseria Bellisario, quest’ultimo, dopo la morte del padre scelse ‘li ientii’ per la sua dimora estiva, edificando a valle la sua chiesetta, vicino alla dimora paterna, usata da lui come deposito per i lavori nei campi. Tenuta Vigneri

Dopo la morte di Bellisario la proprietà del casino passò alla famiglia Vigneri, che aggiunse all’edificio cinquecentesco una piccola cappella dedicata alla Madre, dove vi era il meraviglioso dipinto trafugato della nascita di Maria. In seguito il casino Vigneri venne arricchito da meravigliose balconate settecentesce e pare fosse anche sede di una scuola che, in sintonia alle leggende del luogo, ci ha lasciato al secondo piano un meraviglioso mosaico pavimentale raffigurante la rosa dei venti. RIMANDO AL PROSSIMO ARTICOLO LA DESCRIZIONE DEL SOPRALLUOGO E VISITA AL CASINO VIGNERI, DISCUTENDO SUGLI INDIZI E REPERTI CHE FANNO CREDERE CHE SI TRATTI PROPRIO DELLA VILLA TANTO CARA AL GALATEO, RICORDANDO CHE EGLI SCRISSE, A PROPOSITO DELL’INCENDIO: -“Si aggiunga che per colpa dei venti Etesii il fuoco ha bruciato la mia villetta di Trepuzzi….” Bibliografia -indagini personali sul campo -HA.Costantini. Le masserie fortificate nel salento, dalla masseria fortificata alla masseria villa. 1995 -Ad Criysostomum de villae incendio. Antonio de Ferraris 1496 -Enciclopedia Treccani. Dizionario bibliografico – Irene Maria Malecore, Magia di Japigia -Famiglia Paladini di campi Wikipedia -Notarelle galateane, Nicola Vacca Ecc….

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