E se un giorno Socrate …

L’INTERVISTA. Vota Socrate è il nuovo libro di Ada Fiore edito da Lupo presentato a Tuglie Incontra. La filosofia socratica applicata al mondo 2.0

Di Carla Falcone “Vota Socrate” è il nuovo libro di Ada Fiore. Presentato qualche giorno fa a “Tuglie incontra”, il libro parte da un quesito: se un giorno Socrate si fermasse davanti ai cancelli del Paradiso per discorrere di vizi privati e pubbliche virtù con San Pietro? Questa la domanda che l’autrice, nonché docente di filosofia e sindaca di Corigliano d’Otranto, si è posta per scrivere il suo libro edito da Lupo. Se oggi Socrate fosse qui cosa penserebbe della politica italiana e delle attuali vicende? Si convincerebbe sempre di più che gli uomini hanno dimenticato non solo il vero valore della politica, ma hanno smarrito il senso e la direzione della loro esistenza. Ciascuno di noi, però, dovrebbe interrogarsi su quali siano le cause che ci hanno condotto sin qui. E forse, parte della responsabilità, la ritroverebbe in se stesso, nell’aver delegato proprie responsabilità senza riflettere e utilizzato il diritto di voto senza valutare criticamente, accontentandosi di guardare l’orizzonte dei singoli bisogni. Come è nata l’idea di questo libro? Dal bisogno di invertire una rotta che ci avrebbe condotti a sbattere dritti contro un muro. Dalla necessità di trovare il bandolo della matassa in grado di tirarci fuori dal tunnel apparentemente senza via d’uscita. E’ un libro che vuole denunciare una realtà oramai mistificata, che ci fa apparire vero ciò che non lo è, e ci fa desiderare ciò che non siamo e non abbiamo. Ecco: Il libro è un tentativo estremo di riaccendere una luce di speranza in grado di consentire a ciascuno di noi di recuperare gli autentici valori dello stare al mondo. La filosofia è ancora un filone prediletto da molti scrittori, dal giallo al fantasy, come mai? La filosofia è “amore per il sapere”, “esercizio della ragione”. E come tale è propria di tutti gli uomini. Ma questa società che propone modelli di massa e omologati, si prefigge di offuscare le nostre menti. La diffusione della filosofia è l’estremo tentativo di opporsi a tale “ stordimento” e indirizzare verso una maggiore consapevolezza di sé. Cosa può insegnare ancora la filosofia alle nuove generazioni? Può insegnare “non solo a vivere ma a vivere bene”, come ci ricorda Socrate. Ad essere protagonisti attivi e cittadini responsabili, a coltivare l’amore per il sapere, a rispettare le Leggi e la giustizia, a costruire un mondo di veri valori. Con questi presupposti non solo potremmo avere giovani in grado di avere fiducia in se stessi, capaci di immaginare e costruire il proprio futuro, ma uomini e donne in grado di selezionare una vera classe dirigente . Tra qualche giorno nella sua Corigliano arriveranno tantissimi studenti per il festival della filosofia, quasi un segno. Mi piace pensare a Corigliano come a un “Laboratorio educativo del pensiero”. E l’idea che quasi 2000 giovani possano esercitarsi a ciò mi inorgoglisce. Ospitare momenti di crescita umana, sociale, morale è una delle sfide più urgenti a cui siamo chiamati e Corigliano si è da tempo candidata a ciò. Anche di fronte allo scetticismo di molti, di chi ritiene ancora oggi che la cultura non sia un investimento, di chi ritiene che il concetto di utile sia legato solo al soddisfacimento di un bisogno. Da anni abbiamo invertito questa tendenza ponendoci in alternativa ad un turismo di massa che non favorisce affatto il dialogo, la riflessione , il confronto, il vero incontro. Valori che abbiamo quasi dimenticato, chiusi oramai nelle nostre case dinanzi a computer o alla fredda tecnologia. Lo dico con orgoglio e consapevolezza: Corigliano si candida a d essere un luogo privilegiato del sud d’Italia da cui far partire l’unica rivoluzione possibile e necessaria: la rivoluzione delle coscienze.

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