Una platea d’autore per il cantautore Raffaele Vasquez

L'INTERVISTA. Faenza. Intervista al giovane cantautore salentino che oggi si esibirà al Mei di Faenza e poi a San Remo per il premio Tenco

Faenza. Doppio appuntamento autunnale per il cantautore salentino Raffaele Vasquez che sarà ospite in due prestigiosi festival. Oggi sarà a Faenza, nell'ambito del Mei 2.0, presso il Museo Internazionale delle Ceramiche si esibirà sul palco di Mei D’Autore, sezione diretta da Enrico Deregibus. Mercoledì 2 ottobre Vasquez proporrà i suoi brani a Sanremo per il Premio Tenco, la più importante manifestazione italiana dedicata alla canzone d'autore, giunta quest'anno alla sua trentasettesima edizione. Ad oggi sono due i dischi editi: Giuliano del 2008 e Nicotina 0,6 del 2009. Due brani del suo disco di debutto sono stati inseriti come colonna sonora del film “Fine pena mai – Paradiso perduto” con Claudio Santamaria e Valentina Cervi per la regia di Davide Barletti e Lorenzo Conte. Sempre nello stesso periodo, firma le musiche del backstage del film Come tu mi vuoi di Medusa, con Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi. Tra i vari progetti e le collaborazioni con band e attori, firma le musiche originali de “Il premio di Londra” (2009), de “L’ultima osteria” (2010) – selezionato al Film Festival di Londra – e di “Ballerini, alle sagre d’autunno” (2010), tutti del regista Alfredo De Giuseppe. Nel 2010 vince l’Eolo Awards con la colonna sonora dello spettacolo “Storia di un uomo e della sua ombra- Mannaggia’a mort”, spettacolo già finalista del Premio Scenario infanzia 2008. Lo abbiamo sentito prima che salisse sul palcoscenico. Il premio Tenco, un palco importante, una bella soddisfazione. Assolutamente, non me lo aspettavo in entrambi i casi. Mi hanno sentito suonare e hanno deciso di invitarmi a questo importante festival. Per il Tenco funziona così comunque, si chiama “Tenco ascolta”, gli organizzatori vengono ad ascoltare i musicisti in giro per l’Italia e poi decidono. Prossima tappa il festival di San Remo? Non credo, dice ridendo, anche perché bisogna seguire un iter che per altro è scaduto giorni fa, bisognava farlo e io non ho fatto a, quindi lo escludo. Quale è stato il primo concerto importante, quello che ti ha fatto dire: “ci sono quasi”? Ma guarda, quello che ancora ricordo è quello del 1999 a Bologna, suonavo in un gruppo di pizzica, allora non era quel fenomeno di massa che è oggi, era molto meno conosciuto, a meno che non fossi salentino. Ricordo che mi affacciai un attimo sul palco e vidi un fiume di gente, 5000 paganti, praticamente da Bologna a Milano si erano dati appuntamento li, una sorta di passa parola. Una bella esperienza. Lo ricordo ancora con piacere. Cosa ha rappresentato la musica da sempre per te? Be io sono un polistrumentista, mi piace pensare che la musica ti segua ovunque. Ad esempio quando vado viaggio non porto mai con me uno strumento, mi limito ad ascoltare la musica e a registrala nella mente è una cosa che mi piace molto. Il mercato discografico è in crisi, tra siti pirata e altro, le grandi major corrono ai ripari, quale potrebbe essere la soluzione. Ho scritto anche un brano su questo tema si chiama “Download”. Non sono né favorevole né sfavorevole, con i dischi non ci mangia nessuno, la vera differenza la fanno i live.

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