Cogei e Seta: i dipendenti in stato di agitazione

I lavoratori dei cantieri di Gallipoli, Soleto e Ugento lamentano i ritardi nella corresponsione delle retribuzioni mensili. E lo fanno scrivendo una lettera alle Istituzioni locali e regionali

I dipendenti Seta e del Consorzio Cogei per il servizio di Igiene Urbana nei Comuni di Gallipoli, Soleto e Ugento lamentano i ritardi nella corresponsione delle retribuzioni mensili. E lo fanno scrivendo una lettera alle Istituzioni locali e regionali. Con la missiva, i circa 80 dipendenti delle Società Seta Eu Spa e Consorzio Cogei. (socio privato della Seta) intendono sottolineare come, “ancora una volta, le due società in questione continuino ad assumere, nei loro confronti, un comportamento a dir poco scorretto poiché, alla data dell'11 gennaio 2011 non hanno ancora corrisposto le retribuzioni mensili (contravvenendo per l’ennesima volta a quanto stabilito dall’art. 29 del Ccnl)”. I dipendenti, infatti, affermano di non avere ancora ricevuto ne la tredicesima mensilità, che doveva essere corrisposta entro e non oltre il 20 dicembre 2010, ne, dicono di avere certezza sulla corresponsione della mensilità ordinaria di dicembre 2010, che dovrebbe essere versata entro e non oltre il 15 gennaio 2011 (ex art. 31 ed art. 29 del Ccnl). “Addirittura – scrivono i dipendenti – per quanto riguarda il Cantiere di Soleto, le mensilità arretrate sono 5 (settembre, ottobre, novembre, dicembre e 13^ mensilità). Attualmente, dopo varie promesse non mantenute (questa storia dura ormai da circa 3 anni), ognuna delle quali posticipava di volta in volta la data di erogazione delle retribuzioni arretrate, coloro che scrivono non sanno se e quando saranno 'retribuiti'”. Nella lettera si rammenta come il diritto alla retribuzione del lavoro sia disciplinato dall’art. 36 della Costituzione e dall’art. 2099 del Codice Civile. Con tali articoli si impone al datore di lavoro di rispettare i vincoli contrattuali, compresa la data di erogazione dello stipendio, imposti per Legge e dai Ccnl a livello nazionale e locale. “Pertanto – continuano – le società Seta e il consorzio Cogei, non corrispondendo le retribuzione mensili nei tempi previsti dal Ccnl, ledono un diritto Costituzionale e la norma di Legge del Codice Civile e infrangono le condizioni contrattuali sottoscritte a livello nazionale. Prova ne sia che il mancato pagamento delle retribuzioni rientra nella categoria 'dei gravi inadempimenti agli obblighi posti a carico del datore di lavoro'. Un’inadempienza di questo tipo è, senza ombra di dubbio alcuna, da considerarsi molto grave. Il rispetto di quanto stabilito dall’art. 29 del Ccnl di categoria, quindi, ovvero il rispetto della corresponsione dello stipendio entro e non oltre il 15 di ogni mese, è il presupposto indispensabile ed essenziale affinché ogni lavoratore dipendente possa provvedere al sostentamento della propria famiglia, nonché al pagamento delle diverse tasse, imposte e finanziamenti (es. mutuo casa, prestiti, pagamento utenze elettriche, telefoniche, spese mediche, visite specialistiche, ecc.), ai quali mensilmente ogni dipendente deve adempiere. Succede, invece, che, a causa del 'puntuale' ritardo con cui le suddette società erogano le retribuzioni, i dipendenti si ritrovano ogni mese in grossissime difficoltà non riuscendo più ad onorare i pagamenti”. Infine i dipendenti affermano di non essere più disposti a tollerare, che le ditte “nascondano le proprie inefficienze 'scaricando' ogni ritardo sul Comune di Gallipoli, Soleto, Ugento e/o sull’Ato. Le/3 (rei di ipotetici mancati pagamenti e/o ritardi). Ogni mese, dall’inizio degli appalti nei Comuni, il canone mensile viene regolarmente versato da parte degli uffici preposti, puntualità della quale non può, evidentemente, vantarsi ne la Seta nè il Consorzio Cogei, i quali, non provvedendo al regolare pagamento dello stipendio, a volte hanno persino accumulato un ritardo di una o due mensilità (si pensi che per il solo appalto di Ugento, dal marzo 2006 ad oggi, il totale dei giorni di ritardo è di gg. 579, quindi più di un anno di ritardo nella corresponsione degli stipendi)”. Pertanto, tutti i dipendenti, non riuscendo più a far fronte a tutte le spese, esortano fortemente le Istituzioni ad attivarsi con estrema urgenza, affinché si ponga fine a questa situazione inaccettabile, che viola la dignità umana dei lavoratori. Inoltre, chiedono urgentemente ai sindaci e ai competenti Consorzi Ato Le/2 e Ato Le/3, d’attivare i propri uffici con estrema urgenza, affinché provvedano, entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della lettera, al pagamento diretto delle mensilità arretrate, nonché dei prossimi stipendi e di quanto altro dovuto secondo quanto previsto dal Ccnl di settore, in applicazione di quanto previsto: – dalla Sentenza della Corte di Cassazione n. 3551 del 10/03/2001 (I dipendenti dell´impresa possono ottenere dalla p.a. appaltante i compensi non pagati dall´appaltatore); – dall'art. 13 del “Nuovo capitolato generale d'appalto dei LL.PP.” Approvato con D.M. n. 145 del 2000 (dove stabilisce che l'Amministrazione può pagare direttamente quanto spettante agli operai da parte dell'appaltatore non corrisposto alle previste scadenze). – dall’art. 1 comma 911 della Legge n. 296 del 27/12/2006; – dall’art. 1676 del Codice Civile. – e per quanto riguarda l’appalto del Comune di Ugento, anche dall’art. 11 del Contratto per l’Affidamento dei Servizi di Igiene Urbana per il Comune di Ugento (Le), sottoscritto in data 23/02/2006 tra il Consorzio Cogei e l’Autorità per la Gestione dei Rifiuti Urbani del Bacino Le/3; I dipendenti, nella missiva, comunicano agli Enti lo stato di agitazione su tutti i cantieri di pertinenza delle due società, sin quando non verrà loro riconosciuto il diritto alla giusta e puntuale retribuzione mensile. Di conseguenza, “in caso di sciopero a oltranza non programmato”, i dipendenti delle due società “non saranno responsabili degli eventuali disservizi causati e/o dell’interruzione di pubblico servizio, in quanto gli unici responsabili di questa situazione saranno le due società che dovranno assumersi”. 28 ottobre 2010 – Cogei: lavoratori senza stipendio da luglio Mancato rispetto degli accordi siglati in Provincia nel settembre 2010 dal Consorzio Cogei e ritardi nel pagamento degli stipendi ai lavoratori dell’azienda a partire dal mese di luglio, con il rischio di slittamento anche per i mesi di ottobre e novembre. I consiglieri ugentini all’opposizione, Cavalera, Gianfreda e Corvaglia del Pd, Minenna del Pdci, Coppola dell’Idv e Giannuzzi dell’Udc, hanno, in merito, rivolto al sindaco Eugenio Ozza (in qualità di delegato presso l’Ato LE/3 per i rifiuti) e all’Assessore all’Ambiente, Massimo Lecci, un’interpellanza da discutere nella prossima seduta del Consiglio Comunale per attestare la veridicità delle questioni poste. Sul finire del mese di agosto, i 42 lavoratori dell’azienda, in forza presso il cantiere di Ugento, decisero di proclamare lo sciopero contro il ritardato pagamento di ben oltre due mensilità. A seguito della protesta, la Provincia di Lecce, nella persona dell’Assessore all’Ambiente e Territorio, Silvano Macculli, convocò le Organizzazioni Sindacali, il Comune di Ugento, l’Ato LE/3, la Cogei e una rappresentanza dei lavoratori in sciopero per tentare di sbloccare la situazione, consentire il pagamento degli stipendi arretrati e scongiurare una vera e propria emergenza sanitaria per il territorio con la mancata raccolta della spazzatura ad Ugento (e zone limitrofe) per 6 giorni. “Nonostante l’atteggiamento timido da parte dell’Ato LE/3 e del sindacato – spiega l’interpellanza – per non parlare di quello arrogante e ostativo dell’azienda, si raggiunse, grazie alla disponibilità dei lavoratori, a una forma di accordo, che prevedeva l’immediato pagamento degli stipendi arretrati, oltre all’impegno assunto da Ato e Comune di versare direttamente il salario dovuto ai lavoratori Cogei, qualora l’azienda fosse stata ancora inadempiente nei loro confronti non pagando in tempo quanto dovuto”. Sulla scia dell’accordo, i consiglieri comunali Cavalera, Gianfreda, Corvaglia, Coppola, Giannuzzi e Minenna proposero di discutere e ottennero di approvare all’unanimità, un Ordine del Giorno, nella seduta del 13 gennaio 2010, che impegnava il sindaco e la Giunta a porre in essere le iniziative necessarie a evitare che “tali ingiustificati atteggiamenti potessero ripetersi da parte dell’azienda nei confronti di tutto il personale”. Nonostante accordi firmati e impegni presi, i consiglieri dell’opposizione comunicano che, alla data odierna, i lavoratori lamentano ancora il pagamento di stipendi, indennità varie, straordinari e Tfr. In particolare, “per gli operai a tempo indeterminato l’azienda deve ancora pagare lo stipendio di settembre, le ore di straordinario e le indennità di luglio ed agosto; per gli operai stagionali e precari la suddetta deve ancora versare lo stipendio di settembre, il Trattamento di Fine Rapporto (Tfr), gli straordinari e le indennità di luglio ed agosto; inoltre, il personale amministrativo e tecnico vanta, addirittura, ancora gli stipendi di agosto e settembre”. Sono del tutto evidenti le conseguenze nefaste per il presente e il futuro di ben 42 famiglie di Ugento e per tutto il territorio Articoli correlati Raccolta rifiuti stop: 42 in sciopero alla Cogei (26 settembre 2010) “Cogei non paga”. Operai in protesta (28 ottobre 2009)

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