Mobilità

Musica per un anniversario tondo

Una delle caratteristiche dell’animo femminile, dice Shakespeare in “Cimbelino”, è la “mutability”. Il critico George Steiner, in “Dopo Babele” – saggio in cui afferma che la lettura è una traduzione continua, perché le parole camminano su campi sdrucciolevoli: i campi semantici – lo usa come esempio di termine di cui oggi ci sfuggono le implicazioni filosofiche, e forse astrologiche, della volubilità universale. Il Duca di Mantova non diceva la stessa cosa? La donna è mobile, e anche noi ci capiamo poco se non attiviamo il traduttore automatico. Tanto è vero che per alcuni diventa l’esatto contrario: “immobile”, perché i cantanti, per sfruttare le qualità vibratorie delle fosse nasali, tendono a nasalizzare la pronuncia. E poi perché la canzone del Duca è una di quelle che il signore di cui il 10 ottobre prossimo festeggiamo il 200º compleanno riuscì a far cantare pure ai sordomuti. Pare che Verdi, consapevole della forza di quella melodia, facesse provare l’aria al tenore in gran segreto, a Venezia, per evitare che i gondolieri la cantassero già prima della prima di “Rigoletto”. Va detto, naturalmente, che quello del Duca è un sessismo ironico. Parlava di sé, mandrillo impenitente, mentre la povera Gilda, per lui, si farà mettere nel sacco.

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