Ilva, procedura d’infrazione per l’Italia

Secondo la Commissione Europea le autorità italiane non avrebbero vigilato affinché l’Ilva adottasse delle misure correttive per limitare i danni già fatti.

Taranto. Sull’Ilva le sanzioni arriveranno da Bruxelles. Lo ha dichiarato Monica Frassoni, presidente del Partito Verde Europeo nonché esponente di Green Italia. La Commissione Europea ha avviato una procedura di d’infrazione nei confronti dell’Italia per la violazione delle direttive sulla responsabilità ambientale e un’altra sul mancato adeguamento della legge italiana alle direttive europee in materia di emissioni industriali. Spiegano da Bruxelles che la maggior parte dei problemi derivi dalla “mancata riduzione degli elevati livelli di emissioni non controllate generate durante il processo di produzione dell'acciaio”. Secondo la direttiva sulla prevenzione e riduzione dell’inquinamento le attività industriali ad alto potenziale devono essere autorizzate. Dalle analisi effettuate si legge che: “evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell'Ilva, sia nelle zone abitate adiacenti della città di Taranto. In particolare, l'inquinamento del quartiere cittadino di Tamburi è riconducibile alle attività dell'acciaieria”. Secondo la Commissione Europea “le autorità italiane non hanno garantito che l'operatore dello stabilimento dell'Ilva di Taranto adottasse le misure correttive necessarie e sostenesse i costi di tali misure per rimediare ai danni già causati”.

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