Settembre blue

Musica per il mese del controesodo

Settembre, andiamo. È tempo di ballare! Così avrebbe detto d’Annunzio se avesse conosciuto certe canzoni da marpione. Neil Diamond aveva proprio l’aria di chi ne ha fatte piangere parecchie. Ma adesso si ritrova a implorare una donna ormai cresciuta (l’età della vittima all’epoca dei pianti è coperta da segreto istruttorio), evoca mestamente certe nottate di settembre trascorse a ballare fino all’alba e si accontenterebbe di parlarle almeno un po’. Magari un pizzico di “blue talk”, come per gli Earth, Wind & Fire. “Blue” in inglese può significare triste, ma anche sconcio. E chissà cosa si dicevano in quel memorabile equinozio d’autunno. Dimmi che te lo ricordi, dimmi che te lo ricordi, dimmi che te lo ricordi… insiste funky Maurice White a un’altra probabile smemorata. Comunque il settembre più bello è quello che sorge in Germania e finisce a Broadway. Ce n’è di tempo, da maggio a dicembre, però a settembre le giornate si accorciano e non mi va di aspettare. Questi giorni preziosi e brevi li trascorro con te. La musica di Kurt Weill, specie se la voce è quella screziata di Lotte Lenya, dà un tocco d’irrequietezza stilistica berlinese al testo di Maxwell Anderson, che altrimenti scivolerebbe via senza sussulti.

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