Babafarina, papagna e papavero

Salento. L’usanza di somministrare ai bambini infuso di papavero, alloro e camomilla. Dosi ed indicazioni erano rigorosamente patrimonio delle esperte ‘nunne’

In alcune zone del Salento è stata tramandata l’usanza di somministrare ai bambini un infuso di papavero, alloro e camomilla: la babafarina. Per un’insolita interpretazione del proibizionismo, quest’infuso venne preparato in alcuni paesi della terra di mezzo fino agli anni ’70. La convinzione delle donne era: la papagna fa male, la babafarina no. La papagna era conosciuta in tutta l’Italia meridionale: l’infuso d’oppio veniva somministrato ai bambini su una pezzuolina che usavano come succhiotto. Nel dopoguerra venne fatta una vera e propria campagna proibizionistica e l’uso degli oppiacei cessò. Vi rilascio delle interviste sulla babafarina. DONNA-89 ANNI-EX CONTADINA “Io l’ho data la babafarina a tutti i miei figli, prima usavo anche quella che tu chiami papagna, noi la chiamavano in un altro modo ma non voglio dirtelo, so che è cosa brutta, me lo spiegarono. La babafarina non è cosa brutta”. Puoi dirmi il procedimento per la preparazione di questo infuso? “Si raccolgono le teste del papavero, quando cadono i petali e sono belle grosse. Si stendono al sole e quando diventano verdognole sono pronte. Per preparare la babafarina si fanno bollire insieme: tre foglie di alloro, un papavero ed una manciata di camomilla. Io l’ho fatta bere a tutti i miei figli, tranne all’ultimo, gliela preparai solo una volta e dormì per tre giorni, mi spaventai e non gliela detti più”. DONNA 56 ANNI “Il mio primogenito non dormiva mai la notte, piangeva in continuazione, le gocce del pediatra per le colichette non risolsero la situazione. Non ce la facevo più, così andai dalla ‘nunna mia’ (comare, madrina) che era esperta della sapienza degli antichi e le chiesi consiglio. Lei mi suggerì di somministrargli la babafarina perché era sia un tranquillante sia curativo per le coliche, mi suggerì di farla molto diluita le prime volte perché non tutti i bambini la sopportavano, poteva fare anche l’effetto contrario, a suo figlio minore dava allucinazioni. Così raccolsi il papavero e lo misi al sole. La ‘nunna mia’ mi preparò la babafarina leggera leggera, gliela feci bere per tre sere, poi non ci fu bisogno, si regolarizzò e finalmente dormimmo la notte”. ATTENZIONE! SCONSIGLIAMO IL FAI DA TE, LE NOSTRE NONNE SAPEVANO COME SOMMINISTRARLA, RICORDIAMO CHE STIAMO PARLANDO DI OPPIACEI.

camomilla

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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