Omfesa. Bellanova e Capone: ’Un tavolo a Roma’

Roma. L’interrogazione dei due parlamentari del Pd per cercare soluzioni alla crisi dell’azienda di Trepuzzi

ROMA – Non si rassegnano, Teresa Bellanova e Salvatore Capone, a veder morire Omfesa, cancellata, lo affermano senza mezzi termini, da crisi di liquidità, impegni mancati, tentativi di furberie. Nel consiglio comunale aperto svoltosi sabato mattina a Trepuzzi, con la partecipazione dei lavoratori, si erano impegnati a portare nuovamente, all’attenzione del Governo, la vicenda, sollecitando un intervento di urgenza. Obiettivo: attivare un tavolo ministeriale finalizzato ad individuare eventuali manifestazioni di interesse, per impedire “che gli ultimi 4 milioni di euro, dei 27 di commesse appaltate da Trenitalia, siano spostati su altri stabilimenti decretando così la morte dell’azienda”. L’interrogazione ai Ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro, depositata nelle scorse ore, ripercorre la parabola degli ultimi anni e dà conto dello stato dell’arte, individuando ancora in quella principale commessa arrivata da Trenitalia prima che Omfesa precipitasse “in un vortice di forte crisi”, il possibile argine per impedire l’irreversibile. Ovviamente in presenza di gruppi imprenditoriali interessati a rilevare il ramo d’azienda, e a far ripartire con nuove premesse l’azienda di Trepuzzi, per decenni punto di riferimento locale e nazionale nel settore della manutenzione ferroviaria. I due parlamentari non risparmiano naturalmente bordate al management che avrebbe portato l’azienda fino a questo punto, e registrano con disappunto un più complessivo silenzio e una più generale situazione di stallo intorno all’azienda: “seppur autorevoli rappresentanti istituzionali abbiano definita la soluzione indicata dal proprietario un piano allucinante e spregiudicato”, sottolineano, “purtroppo però si registra che dal maggio scorso le istituzioni preposte a trovare una soluzione ancora non hanno prodotto nuovi elementi”. Ecco il testo dell’interrogazione: INTERROGAZIONE a risposta in commissione BELLANOVA, CAPONE – Al Ministro dello Sviluppo Economico, Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per sapere, premesso che: – l’azienda Officine meccaniche e ferroviarie del Salento S.r.l ha rappresentato per anni un punto di riferimento locale e nazionale nel settore della manutenzione ferroviaria. La principale commessa, prima che la stessa entrasse in un vortice di forte crisi – fino a fallire – arrivava proprio dalla società Trenitalia; – la crisi di liquidità, con la conseguente stretta creditizia, che ha investito quest’azienda, nonostante il saldo positivo delle commesse, non si è mai risolta. L’Omfesa di Trepuzzi ha dapprima licenziato 104 dipendenti, poi il 22 marzo scorso ne è stato dichiarato il fallimento; – numerosi tavoli sono stati convocati nei mesi scorsi dagli enti preposti, ma nessuno di questi si è evidentemente dimostrato risolutivo o propositivo tanto da garantire all’azienda un futuro anche attraverso la ricerca di nuove manifestazioni di interesse da parte di altri gruppi industriali; – inoltre, i lavoratori interessati, da ciò che emerge, non hanno goduto del regime degli ammortizzatori sociali, ma sono stati collocati in mobilità. A tal proposito sugli organi di stampa si legge che “una risposta l’ha data lo stesso proprietario, quando, negli ultimi giorni, ha svelato incautamente la costituzione già avvenuta, su suo impulso, di una ‘newco’. Questa nuova società avrebbe dovuto rilevare la parte buona dell’azienda, lasciando al commissario del tribunale la gestione dei debiti. Nelle intenzioni, il licenziamento dei lavoratori sarebbe stato funzionale a questo: la newco li avrebbe riassunti, godendo degli sgravio contributivi”; – seppur autorevoli rappresentanti istituzionali abbiano commentato quanto sopra esposto come “un piano allucinante e spregiudicato”, purtroppo però si registra che dal maggio scorso le istituzioni preposte a trovare una soluzione ancora non hanno prodotto nuovi elementi; – da fonti sindacali si apprende che Trenitalia “avrebbe chiesto alla curatela fallimentare la restituzione dell’ultima commessa assegnata ad Omfesa, del valore di 4 milioni di euro”; – in questo clima di enormi incertezze, impegni mancati e tentativi di furberie ad essere penalizzati gravemente sono i lavoratori e le loro famiglie; se i Ministri interrogati non ritengano di intervenire con urgenza affinché si attivi celermente un tavolo ministeriale volto ad individuare eventuali manifestazioni di interesse. Ciò anche per evitare che gli ultimi 4 milioni di euro, dei 27 di commesse appaltate da Trenitalia, siano spostati su altri stabilimenti decretando così la morte dell’azienda. Bellanova, Capone

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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