Bruciare rifiuti in Colacem. Sogliano dice di no

Sogliano Cavour. Il sindaco Solito risponde all’appello del consigliere Galati contro la proposta contenuta nel nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti

SOGLIANO CAVOUR – “No alla proposta di bruciare rifiuti nel cementificio Colacem di Galatina”. Il primo a rispondere all’appello lanciato alcuni giorni fa dal consigliere regionale Antonio Galati (La Puglia per Vendola) contro l’ipotesi contenuta nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, in discussione dal prossimo 20 giugno in Regione è il sindaco di Sogliano Cavour Paolo Solito. “La questione non riguarda solo Galatina – sottolinea Solito – dato che gli eventuali inquinanti non si fermeranno certo ai confini comunali. Per questo chiedo ufficialmente che la commissione regionale che sta esaminando il Piano dei rifiuti riceva in audizione anche il Comune di Sogliano, per ascoltarne il parere”. Il sindaco di Sogliano, come massima autorità sanitaria sul territorio comunale, esprime tutta la sua preoccupazione: “Il contesto ambientale è già fortemente sotto pressione – ricorda -; industrie, cave e altre attività impattano con le vocazioni di un'area che cerca il suo sviluppo sostenibile nella cultura, nell'artigianato, nel turismo, nell'agricoltura. Ecco perché aderisco all'appello lanciato senza distinzioni politiche e rivolto a chiunque abbia a cuore ambiente e salute dal consigliere regionale Galati, che si conferma sentinella attenta agli interessi del territorio a Bari. Lo stesso appello rivolgo alle forze politiche del consiglio comunale di Sogliano, che presto convocheremo per una seduta aperta e monotematica, con l'augurio che si arrivi a una deliberazione unanime a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini”. 15 giugno 2013 Galati: ‘No ai rifiuti in Colacem’ BARI – Il 20 giugno arriva all’esame della commissione Ambiente della Regione Puglia il PRGRU (Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani), il documento che ridisegna il ciclo dei rifiuti nel territorio pugliese. Contiene tante buone idee, commenta il consigliere Antonio Galati (La Puglia per Vendola), ma anche una cattiva. Galati si riferisce alla proposta di “co-incenerimento di CSS (il combustibile solido secondario derivante da rifiuti) all’interno dell’impianto Colacem di Galatina”. “L’idea è cattiva – spiega – anche perché non tiene conto di un fatto: nel territorio di riferimento, cioè Galatina e il suo hinterland, esistono già numerose realtà industriali e attività impattanti sull’ambiente; inoltre, è un’idea rischiosa per la salute di comunità nelle quali già si registrano importanti picchi (documentati dalla ricerca scientifica) di patologie tumorali”. A Galatina, ricorda Galati, hanno sede, oltre all’unico stabilimento Colacem della Puglia, numerose attività industriali, alcune delle quali in via di ampliamento: zinchifici, fonderie, industrie produttrici di calce; nei comuni confinanti si registrano attività produttive impattanti, come bitumifici e cave; nella vicina Corigliano lo stesso piano rifiuti prevede l’entrata in esercizio di una discarica di servizio, che sorgerà a poca distanza dalla più importante falda acquifera del Salento. “In questo quadro già a rischio per l’ambiente e la salute delle comunità interessate – afferma Galati – l’idea di aumentare il carico inquinante incenerendo i rifiuti nell’impianto Colacem è contrario al principio di precauzione. Lo si può ben dire dopo aver letto il rapporto ambientale allegato al piano rifiuti firmato dall’Arpa: l’ipotesi di co-incenerimento nei cementifici riduce le emissioni di anidride carbonica (importanti su scala globale), ma aumenta su scala locale le emissioni di tallio, piombo, cadmio e rame, ma soprattutto di uno dei più micidiali tra i metalli pesanti, il mercurio. Inoltre la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale consiglia cautela sul rischio di un aumento delle emissioni di diossine”. L’ipotesi di co-incenerimento nell’impianto Colacem si legge a pagina 79 della Sintesi non tecnica del piano (scaricabile dal portale ambientale della Regione Puglia), mentre il parere dell’Arpa è riassunto a pagina 94. “L’area di Galatina dà già il suo contributo al ciclo dei rifiuti, con la discarica di Corigliano e l’impianto di selezione di Melpignano – aggiunge Galati –. La stessa città può contribuire ulteriormente con iniziative legate alla raccolta differenziata, al riciclo e al compostaggio, uniche vere alternative all’incenerimento dei rifiuti, sulle quali occorre accelerare”. “L’ambiente e la salute sono argomenti troppo importanti per farne argomento di scontro politico – conclude Galati –; per questo invito tutte le istituzioni, a cominciare dalle amministrazioni comunali, le forze politiche locali e regionali, le associazioni ambientaliste e di volontariato, le organizzazioni di categoria e le forze sociali a stringersi in un fronte comune: questa non può che essere una battaglia di territorio, di cui il sottoscritto può farsi interprete nei luoghi della decisione, a Bari, ma che potrà essere vinta se avrà la spinta di un’opinione pubblica attiva e partecipe”. Articolo correlato: Colacem potrebbe bruciare rifiuti

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