No ai pesticidi nel Salento. Via alla petizione

Castiglione d’Otranto. Una raccolta firme per chiedere alle istituzioni di adottare regolamenti che vietino l’uso della chimica in agricoltura

CASTIGLIONE D’OTRANTO – “No alla chimica in agricoltura. Vietiamo i pesticidi nel Salento”. E’ stata presentata ufficialmente ieri alle 19, la prima petizione pubblica con la quale si sollecita il divieto di uso di fitofarmaci e concimi chimici in provincia di Lecce. L'appuntamento si è svolto direttamente sui campi, nell'orto Curteddra, a Castiglione d'Otranto, frazione di Andrano. È lì che l'associazione “Tullia e Gino – Casa delle Agriculture” e il Comitato “Notte Verde” hanno chiamato a raccolta le istituzioni sensibili al tema e le realtà del movimento ambientalista, agricolo, sanitario salentino, per lanciare insieme la raccolta firme sul territorio. La petizione avrà doppia veste, cartacea e on line, quest'ultima attiva a partire da oggi sul portale petizionepubblica.it. Qui il testo della petizione L'obiettivo è raggiungere almeno mille adesioni nei prossimi mesi. Dopodiché, la richiesta di adottare ordinanze e regolamenti specifici sarà indirizzata formalmente a Ministero dell'Agricoltura, Regione Puglia, Provincia di Lecce e singoli comuni. La petizione è stata presentata durante la tavola rotonda “Zona avvelenata. Pesticidi e concimi chimici causano tumori?”, alla presenza di Giuseppe Serravezza, presidente Lilt Lecce, Giulio Sparascio, vicepresidente nazionale di Turismo Verde, Roberto Guido, direttore quiSalento. // Perché la petizione L'uso e l'abuso della chimica in agricoltura è pane quotidiano per diverse realtà imprenditoriali. Ma la correlazione tra residui della chimica nei prodotti agricoli e danni alla salute è ormai provata. Per alcuni tipi di tumore, specie a cervello, mammella, prostata e polmone. Lo è per il Parkinson, tanto che la Francia, per prima in Europa, ha riconosciuto questo morbo come malattia professionale per gli agricoltori. Ma i rischi sono anche per i consumatori. // I fitofarmaci nel Salento In provincia di Lecce è abuso di fitofarmaci. Un’impennata che, dopo una battuta d’arresto nel 2009, ha ricominciato la sua ripresa. I dati elaborati dall’Arpa Puglia nella Relazione sullo stato di salute del 2011 dicono che la Puglia, con 155.555 quintali di prodotto distribuito nel 2010, resta al quarto posto in Italia, dopo Veneto, Emilia Romagna e Sicilia, per quantità di fitofarmaci utilizzati. Nel leccese, due anni fa, sono stati impiegati 2.032.691 kg, il 15% in più rispetto al 2009. E questi sono numeri che fotografano solo una parte del fenomeno. Dal conteggio sfuggono i dati relativi ad una delle pratiche più diffuse tra le famiglie. Non è, infatti, solo una questione relativa al mondo imprenditoriale agricolo. Nel Salento, l'uso di diserbanti, fungicidi e concimi sintetici è pratica più che ordinaria anche tra i piccoli produttori. // Perché a Castiglione d'Otranto La scelta del luogo non è casuale. A Castiglione d'Otranto è in corso da mesi l’esperimento collettivo di riconversione in orti biologici delle terre rimaste incolte per anni. Sono state cedute in comodato d’uso gratuito dai legittimi proprietari a un gruppo di giovani. Sette ettari sono già stati coltivati a cereali antichi e in via d’estinzione. Poi si sono aggiunti gli ortaggi, tra cui i pomodori di Morciano e della varietà Regina. Tutto rigorosamente bio. L’intento è duplice. Recuperare ciò che è andato perso: sementi, tecniche, saperi. E, poi, provare a fare economia reale tornando alla terra, rispettandola. A portare avanti il progetto, assieme al Comitato Notte Verde, è la neonata associazione “Tullia e Gino – Casa delle Agriculture”, dedicata ai padri e precursori del biologico in Italia, i coniugi Girolomoni, marchigiani.

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