Francesco Cortese, Koreja: ‘Coltivo il fanciullino’

L’INTERVISTA. Lecce. Insegnare il teatro ai bambini non è mai solo “dare”. Parola di chi, grazie ai bimbi, vive anche le proprie emozioni

LECCE – Per un intero inverno hanno lavorato per dare a genitori e nonni il benvenuto a Cosmopoli. Una città molto particolare, un mondo è possibile, dove c’è spazio per incontrarsi, inventare e mettere da parte le proprie paure. E, ieri, finalmente, Giorgio De Lazzari, Ludovica Frascella, Anna Greco, Erica Greco, Irene Grecuccio, Martina Lomascolo, Elena Marcianò, Valentina Pascali, Rosanna Rizzo, Fabiana Valente e Tito Volpe, tutti con età tra i sei e gli undici anni, hanno portato in scena il frutto della loro fatica. Che poi è stata un divertimento. Applicazione seria e giocosa. Voglia di imparare e di liberare le proprie emozioni. Il laboratorio teatrale dei piccoli “Benvenuti a Cosmopoli”, organizzato da Koreja, è stato questo. E, a “prima” ormai andata in scena, Francesco Cortese, 34 anni, che per settimane è stato la guida dei piccoli durante il laboratorio, ci racconta che cosa resta, a lui, del percorso compiuto assieme ai bambini. Facciamo un bilancio a laboratorio concluso: che cosa ha insegnato ai bambini? E che cosa hanno insegnato loro a te? “Quando lavori con i bambini e ami ciò che fai ti resta tutto e indelebilmente. Se hai voglia di metterti in discussione ogni giorno, i bambini possono insegnare più di quanto tu possa insegnare loro, poiché hanno una visione pulita e semplice di ciò che li circonda, non hanno preconcetti o schemi mentali, sanno cooperare per raggiungere lo scopo senza inutili individualismi tipici degli adulti e infine hanno una creatività spontanea e soprattutto sanno fare un’azione a mio avviso di vitale importanza per poter affrontare la vita: sanno giocare seriamente”. Qual è la difficoltà maggiore nell'”insegnare” il teatro ai piccoli? “Paradossalmente la difficoltà è: non essere più ‘piccolo’. Ritengo che, per insegnare ai bambini, bisogna utilizzare un linguaggio vicino a loro, un modo di vedere le cose e le azioni vicino al loro modo di essere e di immaginare. Quindi, bisogna essere bambini per lavorare con loro ed il difficile sta proprio nel non far sfuggire il bambino che ho. Al contrario, lo coltivo”. In che cosa è consistito il vostro “programma di studio”? “Nelle prime settimane sono stati messi in atto degli esercizi teatrali incentrati sul rispetto dello spazio, sulla conoscenza del proprio corpo o che hanno avuto il fine di stimolare la fantasia, ma soprattutto veri giochi teatrali che hanno avuto sì un aspetto ludico, ma che nel contempo attraverso regole ben definite hanno svolto anche uno scopo didattico. Successivamente attraverso improvvisazioni si è scritto il testo e si sono provate le azioni sceniche. A me, formatore teatrale, non è spettato che, rispettando le loro scelte, amalgamare quanto prodotto durante il corso (testo, azioni, l’uso di oggetti scenografici costruiti,ecc) ottenendo quanto è stato proposto nella prova finale”. Durante i vostri incontri, hai potuto notare dei passi in avanti da parte dei bambini o delle particolari doti in qualcuno di loro? “I bambini fanno dei passi in avanti anche quando dormono, anzi … soprattutto. Sognano”. Dov'è Cosmopoli? E com'è? “Cosmopoli è la Città del Sole di Campanella ed è in ogni parte del mondo perchè in ogni parte del mondo ci sono bambini in grado di costruirla con la fantasia, l’immaginazione e il gioco che è appunto l’azione più cosmopolita che esista. E’ una città che non ha smog, inquinamento, guerre, zanzare e rumori, ma parchi con animali, aree verdi dove si insegnano tante discipline (gratuitamente), distributori di caramelle che curano la carie e luoghi dove potersi incontrare e stare insieme. E’ una città vietata ai grandi… ‘sono loro che inquinano e fanno le cose brutte come la guerra’”. Koreja organizzerà anche dei laboratori estivi per bambini. In che cosa consisteranno? “Come ogni anno, sarà attivato un laboratorio estivo tenuto da Carlo Durante e dal sottoscritto che si terrà dal 17 di giugno al 12 di luglio 2013, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13. Il tema affrontato sarà l’Odissea e quindi il viaggio, così tanti Ulisse-bambino partiranno alla scoperta di luoghi sconosciuti per incontrare esseri mitologici e affrontare mille e più avventure. Prima di approdare nel loro porto sicuro dovranno misurarsi con la forza dei giganti, con le tentazioni delle sirene, con gli inganni della magia e…chissà, se anche nell'Ade, non si possano fare incontri utili e interessanti. Un'immersione nel mito classico e nella vita di tutti i giorni: ascolteremo le loro storie, ci faremo raccontare i mostri visti dai loro occhi e scopriremo le soluzioni che, di volta in volta, troveranno per far fronte ai pericoli che gli sbarreranno la strada del ritorno verso la petrosa Itaca. Saremo gli spettatori privilegiati della loro piccola Odissea”.

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